Posts Tagged ‘moncalvo’

Auguri Diego e Raffaele

Saturday, July 24th, 2021

Oggi secondo me è una giornata speciale per Moncalvo. Speciale perché finalmente, dopo aver aspettato tanto tempo, e non ultimo le restrizioni imposte dalla pandemia, due cari amici hanno ufficializzato il loro amore.

Auguri di cuore a Diego e Raffaele. Siate sempre felici.

Il progetto di futuro Next Generation Piemonte

Saturday, May 1st, 2021

Non so se i miei concittadini moncalvesi (e piemontesi) hanno letto il fantasmagorico elenco di progetti “Next Generation Piemonte”. Il libro dei sogni che sarĂ  presentato al Presidente Draghi da Regione Piemonte per il Recovery Plan.

Io non ho conoscenze sufficienti per giudicarlo. Ma vorrei davvero capire quanti e quali di questi 1200 progetti abbiano veramente a che fare con l’idea di ripartenza che sta alla base del Recovery Plan EU.

Certamente quello che mi ha colpito (su Moncalvo) è il progetto del parcheggio sotterraneo.

Next Generation Piemonte

Qui invece le proposte dei giovani (che forse hanno le idee piĂą chiare)

Auai il nuovo singolo dei Quadrirotti

Saturday, April 3rd, 2021

E’ uscito Auai il nuovo singoli dei Quadrirotti.

Si intitola Auai questo nuovo brano dell’emergente band moncalvese.

La si può ascoltare sulle principali piattaforme di musica streaming. Ma il consiglio è anche quello di seguire il loro profilo IG. E di sostenerli perché se lo meritano.

Quadrirotti

Sunday, February 7th, 2021

Nel monotono panorama culturale moncalvese ecco che si affaccia il gruppo dei Quadrirotti. E questa notizia non può che rallegrarci perché smuove (finalmente) un ambiente culturale un poco ingessato. A maggior ragione se questa novità è portata avanti da un gruppo di ragazzi che tutti noi abbiamo visto crescere.

I Quadrirotti sono: Davide, Alberto, Marco, Enrico. Un gruppo di ragazzi moncalvesi che fa musica perché gli piace, come recita il loro profilo IG.

Guardate questo videoclip che hanno realizzato per lanciare il loro primo brano “Palloncini in un temporale”

Io non sono nessuno, né a Moncalvo, né in rete, né altrove. Però sogno per questi ragazzi la realizzazione dei loro desideri. La possibilità di esprimersi con l’arte (musica e immagini) che hanno dimostrato di saper usare con bravura e talento.

Mi piacerebbe che Moncalvo li valorizzasse come meritano (e non come purtroppo e accaduto per altri). Così come sogno un posto per i ragazzi di Moncalvo. Un posto loro, dove possano sperimentare i loro talenti, le loro capacità e confrontarsi, parlarsi, passare tempo insieme.

Continuo a sognare la Moncalvo Lab perché nonostante tutto su alcune cose (e sui giovani) rimango un inguaribile sognatore.

Seguite il loro profilo e scaricate la loro canzone, non perché sono di Moncalvo, non perché magari li conoscete; fatelo perché la loro musica emoziona, le loro parole vanno dritte al cuore, i loro sogni e le loro speranze sono anche i nostri (anche se magari abbiamo smesso di crederci).

Grazie Quadrirotti e un caro abbraccio

La parrocchia di Moncalvo è smart

Sunday, December 20th, 2020

Gli amici Alessandro Anselmo de Il Monferrato e Giuseppe Prosio di La Stampa sono stati così gentili da scrivere un articolo sul progetto di “Parrocchia Smart ” fortemente voluto e portato avanti dal parroco Don Giorgio Bertola, dai catechisti e dai ragazzi dell’oratorio della Parrocchia di Moncalvo. I veri protagonisti sono loro e anche il merito è giusto che venga riconosciuto.

Insomma: date un occhiata al sito della Parrocchia di Moncalvo (non tanto per me), ma per i ragazzi che se lo meritano.

Natale 20&20 il nuovo podcast dell’Oratorio di Moncalvo

Saturday, November 28th, 2020

Gli amici e i ragazzi dell’Oratorio di Moncalvo sono stati così pazzi da chiedere al sottoscritto la consulenza tecnica per il loro nuovo podcast.

Hanno spinto la loro “pazzia” a chiedere anche un mio contributo alla prima puntata. E nonostante la mia pessima voce, il podcast è venuto bene grazie al contributo dei ragazzi.

Come al solito una grande parte del merito è dell’amica Stefania, che se non ci fosse Moncalvo sarebbe davvero piĂą triste e povera.

Le pietre d’inciampo di Moncalvo

Sunday, October 11th, 2020

Ho già scritto altre volte della Comunità Ebraica Moncalvese, sia qui, sia su Twitter. Una comunità importante per la storia di Moncalvo, una risorsa preziosa, che purtroppo come altre in questo disgraziato paese, è stata sprecata. Moncalvo, paese di contemporanei, senza antenati né posteri, perché senza memoria, rischia di dimenticare. Ma alcuni, tenacemente, sono qui, tra noi, a mantenere vivo il ricordo e con esso la memoria. Se questi taceranno, grideranno le pietre è stato detto.

Questo pensavo oggi, passeggiando per la campagna moncalvese, lasciandomi guidare dai ricordi, che mi hanno portato a Villa Foa, l’abitazione dell’indimenticato Piero Norzi che è stato per anni anima e memoria dell’ultima famiglia ebraica rimasta a Moncalvo.

moncalvo da villa foa
Moncalvo vista da Villa Foa

Moncalvo vista da Villa Foa appare così, un serpentone di case amiche sul crinale della collina di fronte. E certamente dovette apparire così anche ai nonni e agli zii di Piero, certi che da quelle case non potesse arrivare il tradimento. La vigna vicino alla casa, a testimoniare il legame antico con il territorio; il viale di alberi ad ombreggiare le torride estati e rendere dolci e malinconici le giornate autunnali.

il vigneto di Villa Foa
il vigneto di Villa Foa

Troppi anni, troppi ricordi, troppe cose legavano quel paese sulla collina, all’interno del quale si ergevano ancora il ghetto e la sinagoga, alla famiglia di Piero. Impossibile che da lì arrivasse l’orrore, la morte, il tradimento.

ingresso Villa Foa
ingresso Villa Foa

Invece così è stato. Da quelle case arrivarono i nazifascisti e i nonni e gli zii di Piero vennero catturati e deportati ad Auschwitz. Non tornarono. Piero, sua sorella, i loro genitori erano riusciti a scappare prendendo un treno per Milano e poi per la Svizzera.

Anni dopo Piero con la sua famiglia ritornò a Moncalvo, unica famiglia rimasta dopo secoli di storia. Ma lui tenacemente, perseverava nel conservare la memoria, anima e motore di svariate iniziative culturali.

“Dio conservaci la memoria” è preghiera laica che tutti dovremmo recitare. Perché tutti siamo continuamente tentati dal tradimento. Perché tutti noi, chi più chi meno, ha tradito. La memoria aiuta a non tradire, a perseverare nella costanza della libertà, a rimanere sullo stretto sentiero della giustizia.

pietre d'inciampo Moncalvo
le pietre d’inciampo a Moncalvo

I figli di Piero e l’amico Diego, con il sostegno dell’Amministrazione Comunale hanno fatto in modo che Moncalvo, per prima nell’astigiano, abbia le “pietre d’inciampo” a ricordo e memoria di Clelia Vitale Foa, Adua Nunes, Alberto Colombo, Amerigo Colombo, deportati ad Auschwitz. Come in vita furono privati del loro nome e della loro storia, così in morte la loro memoria durerà in eterno scolpita sulla pietra.

Se questi (se noi) taceranno, grideranno le pietre. Questo pensavo guardando Villa Foa, il vecchio cimitero ebraico, la vecchia sinagoga, le pietre d’inciampo nel Vicolo 27 Gennaio.

Questo pensavo guardando il bel video di Icews (Alice Isnardi) con scene girate proprio all’esterno di Villa Foa; un bellissimo modo per ricordare.

Noi siamo la nostra memoria,
noi siamo questo museo chimerico di forme incostanti,
questo mucchio di specchi rotti.

P.S: Questo post è dedicato a Deborah Norzi. Glielo dovevo.

L’eco dal passato

Monday, September 21st, 2020
il numero 0 dell’Eco Moncalvese gennaio 1974

Ci sono giornate che sembrano uguali a tutte le altre.  Poi accade che una parola, un dialogo, un incontro, una fotografia, facciano si che quella giornata che stancamente si trascina avanti, diventi un giorno da ricordare.

E’ un’esperienza comune a molti di noi. A me è successo recentemente, proprio l’altro giorno. Ero insieme a Don Giorgio (parroco di Moncalvo) e discutevamo di come rimettere in piedi il vecchio sito internet della parrocchia. Parlando della necessità di pubblicare con costanza dei contenuti per evitare il proliferare dei soliti siti vetrina (mio vecchio pallino per quanto riguarda la cultura digitale moncalvese), ci accade di citare l’amico giornalista Mauro Anselmo e la sua prima esperienza con l’ormai dimenticato giornale “L’Eco Moncalvese”.

Immediatamente Don Giorgio si lancia a recuperare un libro con una raccolta dei numeri di questo storico giornale moncalvese che ha segnato (almeno un poco) la storia della nostra città tra gli anni 1974-1978. E nel libro ecco apparire in tutto il suo “splendore storico” il numero 0 (la copia omaggio) pubblicato proprio all’inizio del 1974 con l’editoriale “un giornale perché e per chi” credo scritto proprio da Mauro Anselmo insieme a Bruno Pomero, entrambi anima e promotori di quella storica iniziativa.

il numero del giugno 1975 per le elezioni amministrative

Certo il contesto storico dell’epoca era ben diverso da quello attuale; c’era un fermento civile tra i giovani che oggi è difficile ritrovare. E quel fermento si scontrava con una società moncalvese ancora molto legata alle tradizioni (e alla DC che in quegli anni la faceva da padrone a Moncalvo). E nonostante tutto ecco dei giovani, all’epoca tutti di sinistra o comunque simpatizzanti, che prova a cambiare. E va ricordato che il successo alle elezioni amministrative del giugno 1975 della lista di sinistra formata dal PSI-PCI con sindaco il compianto Umberto Micco, che dà a Moncalvo l’unica, finora, amministrazione “di sinistra” della sua storia, va ascritto certamente, almeno in parte, all’Eco Moncalvese e ai suoi ragazzi.

Ma tralasciando le analisi storico-politiche e ritornando alle emozioni suscitate dallo sfogliare quelle pagine di giornale ingiallite dal tempo, non posso non ricordare come con quell’iniziativa si volesse davvero sprovincializzare l’ambiente moncalvese, per renderlo se non internazionale, perlomeno nazionale e conscio di far parte di un contesto ben più ampio delle colline che lo circondano.

Un sentimento di orgoglio per Moncalvo, la sua gente e il suo territorio pervade quelle pagine. Ma accanto all’orgoglio si legge chiaramente la volontà di far entrare la nostra città nella modernità, nei problemi dell’Italia, fornendo soluzioni e suggerendo iniziative specifiche proprio della realtà moncalvese. Come non ricordare le interviste agli amministratori comunali, a Don Carlo indimenticato e rimpianto parroco, agli artisti moncalvesi, a quegli artigiani, commercianti, operai, contadini che rappresentavano il tessuto sociale della comunità di allora.

E tra le varie interviste non posso non ricordare come il Mauro avesse intervistato mia mamma e il sottoscritto (all’epoca appena seienne) durante il periodo di dialisi domiciliare (allora ero uno dei pochissimi e in qualche modo mia mamma è stata un’avanguardia). Un articolo che aimè ho perduto e spero di ritrovare. Come non ritenerlo significativo quel pezzo, anche alla luce del percorso, professionale e umano, poi fatto dal Mauro.

Ecco: ricordi ed emozioni che hanno accompagnato una giornata di inizio autunno moncalvese. Persone che hanno in qualche segnato la tua vita e che forse hanno ancora qualcosa da insegnarti a distanza di anni. E sarebbe davvero lodevole che insieme si studiasse un’iniziativa per valorizzare queste esperienze.

Perché dal passato si possa immaginare un futuro.

Birrando a Moncalvo e polemiche

Tuesday, September 8th, 2020

E’ passato qualche giorno dalla manifestazione Birrando a Moncalvo, ma la polemica sull’opportunitĂ  di questa iniziativa non si è ancora placata.
Nei giorni 3-4-5 settembre Moncalvo è stata sede di questa manifestazione itinerante dove assieme alla degustazione di birre artigianali era abbinato lo street food. In molti hanno polemizzato sull’opportunitĂ  di questa iniziativa per tutti i possibili problemi di assembramento e sicurezza per il Covid-19.

Certamente l’argomento delle sicurezza è reale, tenuto conto che sono state annullate manifestazioni ben piĂą importanti e storiche del territorio: Festa delle Cucine Monferrine, Festival delle Sagre, Palio e che la stessa Douja è stata organizzata in un modo completamente diverso proprio per garantire la sicurezza.
Ma non è questo il punto sul quale vorrei soffermarmi. Quello che proprio non ho apprezzato è stato è stato il patrocinio del Comune di Moncalvo alla manifestazione.

Sia chiaro che non ho nulla contro la manifestazione Birrando in se; quello che non capisco è come l’amministrazione comunale moncalvese, che si fa vanto di essere dalla parte del territorio moncalvese, dei suoi agricoltori, dei suoi commercianti e ristoratori, insomma che si fregia di essere paladina del turismo e della promozione del territorio (ricordiamoci le varie iniziative social e compagnia briscola) abbia dato il patrocinio a Birrando, spacciandola anche per un momento di ripresa del territorio e ritorno alla normalitĂ . Ma come? Una manifestazione dove si degustano birre artigianali (non tipiche del Monferrato) e si assapora street food (non monferrino) un momento di ripresa del territorio e aiuto?
Ma se proprio si voleva fare una manifestazione, a maggior ragione come segno di ripresa e ritorno alla normalitĂ  per il territorio, a nessuno è venuta in mente l’idea di coinvolgere gli agricoltori, i produttori di vino del territorio, i ristoratori, i commercianti e gli artigiani, e con loro, e per loro, immaginare una manifestazione? Tipo come si faceva anni fa Vinifera con i produttori, i panettieri, i salumieri. Ma possibile che non si riesca mai a lavorare insieme per il bene di Moncalvo?

Un’amministrazione comunale che rinuncia alle piĂą tipiche espressioni del territorio per patrocinarne altre (che poco hanno a che fare) a mio avviso ha perso in partenza.

Comune e Parrocchia

Sunday, July 19th, 2020

A Moncalvo sembra di essere ritornati ai tempi di Peppone e Don Camillo; con la differenza che sono passati piĂą di 50 anni da quando Giovannino Guareschi raccontava le vicende del parroco e del sindaco di Brescello, e finito il tempo dello scontro ideologico Est/Ovest adesso l’oggetto del contendere sono diventati l’oratorio e i giovani.

Non mi dilungherò sulla vicenda, chi vuole la può seguire su alcune pagine FB moncalvesi, vorrei però fare una piccola riflessione cercando di portare qualche idea senza pretendere di avere la verità in tasca.

Come avevo giĂ  scritto in un precedente post, la donazione Piacenza alla Parrocchia di Moncalvo è stata un vero e proprio regalo alla cittĂ , un gesto d’amore verso Moncalvo e i suoi cittadini da parte di una famiglia che, e non sembri un paragone inadeguato, è stata la Olivetti del Monferrato.

Ora questa donazione fatta alla parrocchia, in un momento come quello che stiamo attraversando e dopo le vicissitudini del crollo del muro che ha reso inutilizzabili gli spazi esterni del vecchio oratorio, ha permesso di poter comunque organizzare il servizio di estate ragazzi garantendo a moltissime famiglie moncalvesi (e non) di avere un posto sicuro (ed educativo) dove poter lasciare i propri figli. Cosa che non era per nulla scontata.

Inoltre questa donazione permetterĂ  in prospettiva di poter pensare veramente “in grande” per Moncalvo, i suoi abitanti e gli abitanti dei paesi vicini. Si possono davvero fare grandi cose; basta avere cuore, coraggio, idee.

E con tutta questa grazia (è davvero il caso di dirlo) ci dividiamo per delle travi marce e per una sanzione amministrativa emessa con troppo zelo? Ma non capite che davvero o risorgiamo, adesso, tutti insieme come comunitĂ  o è finita? Senza uno sforzo comune di idee e impegno, io non credo che Moncalvo sopravviverĂ . Ormai è anni che siamo sotto la sogli critica dei 3000 abitanti e continuiamo a scendere; non abbiamo piĂą “grosse” realtĂ  produttive nel nostro territorio (Fassa è un’eccezione), i commercianti sono anni che si lamentano che fanno fatica, le aziende agricole non sono valorizzate e i giovani disdegnano la campagna. Certo, valorizziamo la cultura, abbiamo recuperato parte dei vecchi camminamenti del castello, abbiamo il museo; ma io credo che in qualche modo questa sia cultura di nicchia, slegata dalla vita dei moncalvesi e li lascia come l’acqua che scorre sul marmo: non intacca la loro vita.

Insomma un lento declino; ma proprio adesso, con un gesto che ricorda in modo sorprendente quanto era stato fatto durante la II guerra mondiale quando si fondò la fabbrica della T.T. che salvò Moncalvo e permise il suo risorgere nel dopoguerra, ecco la donazione della famiglia Piacenza con l’occasione irripetibile per progettare la Moncalvo del futuro.

Non devo certo essere io a ricordare alla attuale maggioranza che nel 2014 aveva nel suo programma proprio il riutilizzo della vecchia T.T. e anzi, stando a quanto scritto, sembrava solo questione di tempo. E adesso che davvero si ha la possibilità di realizzare qualcosa si fanno le ripicche perchè non si è i protagonisti del lascito? Ma proprio la grandezza del dono dovrebbe indurre a capire che serve la collaborazione di tutti.

Vogliamo fare cultura del territorio? Raccontiamo cosa è stata la famiglia Piacenza per Moncalvo; raccontiamogli che se sono ancora qui, a Moncalvo, è perchè 75 anni fa qualcuno ha scommesso che le loro nonne avrebbero fatto ottime camice e le ha convinte a non caricare le loro misere cose su un carro come invece è accaduto in moltissimi altre regioni italiane.

Vogliamo avere un futuro? Investiamo sui giovani, sulle loro idee, aiutiamoli a crescere in un luogo dove possano sperimentare e mettere in pratica i loro sogni. La famosa Moncalvo Lab è qui, in via Piacenza, basta avere il coraggio di realizzarla.

Ma serve la collaborazione di tutti. Comune e Parrocchia.