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Moncalvo nella sua bolla

Friday, May 27th, 2022
moncalvo
Piazza Garibaldi, il “salotto” di Moncalvo

In questi giorni si è scatenata una polemica su una nota pagina Facebook moncalvese. Non starò a disquisire sul merito, anche perché i relativi post sono stati rimossi non so se dall’amministratore della pagina o da chi li ha scritti.

Resta però l’amarezza dell’ennesima conferma sulla nostra incapacità di concepire la rete come qualcosa di diverso dall’estensione del nostro ego; andando al di là del chiacchericcio e delle polemiche da bar.

L’avevo già scritto in tempi non sospetti dell’involuzione dei moncalvesi riguardo la cultura digitale e l’utilizzo di internet, in particolare i social. Ma quel che è peggio (credo) è la nostra incapacità di pensare, di riflettere sul passato per poi guardare al futuro.

A volte davvero mi sembra che Moncalvo e i moncalvesi vivano in una bolla separata dal resto del mondo; incapaci di guardare oltre l’orizzonte delle nostre colline, idealizzando un passato che credono di conosce ma che in realtà ignorano completamente; e quelle rare volte che capita di trovare persone che hanno conoscenza del passato, lo fraintendono e sono incapaci di trarne lezioni per attualizzarne gli insegnamenti.

Siamo diventati non una comunità, ma un aggregato, un insieme di gruppi autoreferenziali che stanno insieme solo per forza centripeta. Se cessasse questa forza, ci disgregheremmo senza colpo ferire.

A volte penso all’amico Mauro Anselmo e a quel gruppo di ragazzi che negli anni 70 ebbero il coraggio (e la caparbietà) di fondare un giornale a Moncalvo. Certamente il contesto di allora era profondamente diverso da quello attuale, ma non credo che l’idea di allora: sprovincializzare Moncalvo, farlo partecipe della realtà che lo circonda; sia da buttare, anzi secondo me è quanto mai necessaria.

l'eco moncalvese
una pagina dello storico giornale L’Eco Moncalvese

Certamente le modalità non potranno essere le stesse, perché il passato non ritorna e nella vita il tasto “rewind” non c’è mai. Questo non significa però che non sia possibile provare a mettere in pratiche quelle idee con nuovi strumenti adeguati alla realtà odierna.

Una MoncalvoLab ci servirebbe; sulla falsariga dell’associazione Lab121. Eccome se ci servirebbe.

Il benaltrismo sulla fibra a Moncalvo

Sunday, February 27th, 2022

via facebook

Poi le stesse persone magari si lamentano della scarsa connessione e del digital divide di Moncalvo.

Certo che se si pensa di usare la rete solo per fare questi post su FB, probabilmente basta una vecchia connessione a 56Kb.

Il nostro profilo social

Monday, December 6th, 2021

La disavventura che è capitata ad un’amica che seguo su Twitter mi ha spinto a riflettere su alcuni aspetti della nostra presenza in rete.

Molti degli amici che conosco hanno un profilo social su uno o più social network. Anche io non mi sono sottratto a questa regola e dopo aver tergiversato parecchio ho aperto il profilo su Twitter.

Tutti comunque siamo accumunati dalla stessa cosa: abbiamo affidato molto della nostra identità digitale al profilo social. E quando parlo di identità digitale, parlo del nostro modo di rapportarsi e rappresentarsi rispetto agli altri; parlo dei nostri pensieri, delle nostre emozioni e sentimenti sempre più spesso espressi attraverso i nostri account social; affidiamo ai social anche i nostri hobby, le nostre passioni che spesso sono diventate anche il nostro lavoro. Perché è inutile che ce lo nascondiamo: ormai la nostra presenza in rete è parte di noi, del nostro modo di essere.

Poche sono le persone che resistono a questo richiamo di identità complementare. Così come poche (credo) siano le persone che curano la propria identità digitale, sapendo bene che essa non è affatto una cosa virtuale che non ha conseguenze sulla propria vita.

Mi è sempre piaciuto il paragone tra il nostro pezzetto di rete che abitiamo e un giardino. Tutti siamo affascinati da giardini ben curati, ricchi di fiori e piante diversi, dove passeggiare e rinfrancarci. Ma un giardino comporta lavoro, spesso fatica, in prima persona.

Affidare (e affidarsi) ad altri che si prendano cura del nostro giardino, dandogli il potere di scegliere quali e quanti fiori mettere, quali e quanti alberi piantare o togliere, non mi è mai parsa una grande idea.

Così come penso che affidare completamente i nostri pensieri, le nostre riflessioni, spesso le più profonde, ad una o l’altra piattaforma social non sia il massimo. Per questo ho sempre apprezzato i blog personali.

Perlomeno nei blog personali ho io il controllo dei contenuti, del mio giardino. Poi certo sono convinto che la presenza social oggi come oggi sia importante (chi non vorrebbe la maggiore condivisione possibile dei propri buoni pensieri). Ma questa presenza social dovrebbe essere come dire la vetrina che rimanda alla vera sostanza che c’è nel nostro blog.

Tutto questo comporta lavoro, fatica, studio, voglia di imparare, consapevolezza che “cultura digitale” non è solo la capacità di saper aprire un profilo social; ma tutto quello che sta dietro e alle conseguenze cui spesso non pensiamo, di quel semplice clic di approvazione dei termini di servizio.

Perché perdere il nostro profilo social (per colpa altrui o nostra non importa) non è facile da accettare. Specie se abbiamo affidato ad esso un pezzo della nostra vita (fatta anche di sentimenti, parole, foto, link) e lo abbiamo riempito con il nostro hobby o le nostre riflessioni.

Avere più controllo del nostro giardino spetta a noi.

VisitMoncalvo: nella mia fine il mio principio

Wednesday, November 24th, 2021

Io mi ricordo di quando venivano sbandierate le meravigliose sorti e progressive del nuovo portale del turismo di Moncalvo.

Mi ricordo della sicurezza di improvvisati guru della comunicazione online quando quel portale fu abbandonato a se stesso e si fece un secondo portale dal nome ancora più “eloquente”.

Ebbene, sono stato facile profeta in tutte e due le occasione; perché questo è ad oggi il risultato:

una delle pagine del sito https://visitmoncalvo.it/
la pagina “eventi e fiere” del sito https://visitmoncalvo.it/

E non mi si venga a dire che sono due “piccoli errori”. Il sito è tale e quale da quando è nato. Nessun aggiornamento, nessun contenuto. Niente di niente.

VisitMoncalvo è espressione della nostra incultura digitale, della nostra improvvisazione spacciata per capacità, della nostra supponenza di saper padroneggiare la rivoluzione digitale perché sappiamo usare due righe di codice.

Un sito internet così non serve a nulla. Chiudiamolo.

Monferrato Distretto Digitale

Tuesday, October 5th, 2021

Nei giorni scorsi è entrato nella fase operativa il progetto Monferrato Distretto Digitale promosso dall’Associazione La Grande Occasione.

Questa associazione è, a mio modesto avviso, un unicum da seguire con attenzione e passione, nel “poco digitale” Monferrato. Un gruppo di persone che davvero pensano il futuro tra le nostre colline, senza avere paura di lavorare in rete e fare rete.

L’associazione, presieduta da Angelo Tibaldero (prima o poi Angelo riusciremo ad incontrarci, lavoro ed impegni personali permettendo!) vuole, con questo progetto entrato nella fase operativa, “rendere i borghi partecipanti un territorio attrattivo per nomadi digitali, smart worker e team di startup, nell’orizzonte temporale 2022-2032. Cogliere le opportunità del lavoro da remoto stimolerà la rinascita.”

Noto anche con piacere che tra i comuni aderenti a questo progetto è presente anche Moncalvo; dove (finalmente) hanno aperto il cantiere per la posa della fibra ottica e la realizzazione della rete NGN.

Sono sempre stato un convinto sostenitore della superiorità tecnologica di una rete FTTH, rispetto a qualsiasi altra alternativa (Wimax, 4G, 5G, FWA eccetera). Ed è inutile che ci nascondiamo: le meritorie iniziative per portare una “piccola banda larga” nei nostri territori sfruttando le tecnologie wifi ci hanno appunto solo dato una parvenza di banda larga; e il recente lockdown con il suo costringerci allo smart working e alla DAD ne hanno evidenziato tutti i limiti.

Nota di merito quindi al progetto Monferrato Distretto Digitale e all’associazione La Grande Occasione, senza però dimenticarci che un vero “rinascimento digitale” dei nostri borghi passa necessariamente per tre punti: sviluppo di una vera rete a banda ultra-larga (rete FTTH), colmare il digital-divide culturale dei nostri cittadini, promozione di iniziative “2.0” e legate alle specificità del nostro territorio.

Links 15/09/2021

Wednesday, September 15th, 2021

Andare via da Twitter

(via Il Post)

Links 18/07/21

Sunday, July 18th, 2021

I 20 anni del G8 di Genova raccontati in 48 flash di Stefano Nazzi

L’informazione in Italia e il proprio giardino internet

Saturday, March 13th, 2021

Alcune considerazioni sullo stato dell’informazione in Italia in questo articolo di Massimo Mantellini (che aveva già scritto cose interessanti in questo post).

Il paragone tra il proprio giardino e la propria presenza in rete (che è quanto di più azzeccato io abbia letto ed ascoltato in tanti anni che frequento la rete) non è nuovo, infatti mi ricordavo di averlo già citato in questo post.

Guardando al (piccolo) panorama della rete monferrina e moncalvese si rimane abbastanza scoraggiati dalle erbacce e cicche presenti.

La parrocchia di Moncalvo è smart

Sunday, December 20th, 2020

Gli amici Alessandro Anselmo de Il Monferrato e Giuseppe Prosio di La Stampa sono stati così gentili da scrivere un articolo sul progetto di “Parrocchia Smart ” fortemente voluto e portato avanti dal parroco Don Giorgio Bertola, dai catechisti e dai ragazzi dell’oratorio della Parrocchia di Moncalvo. I veri protagonisti sono loro e anche il merito è giusto che venga riconosciuto.

Insomma: date un occhiata al sito della Parrocchia di Moncalvo (non tanto per me), ma per i ragazzi che se lo meritano.

Siti web e facili ironie

Monday, June 1st, 2020

E’ partita da qualche giorno, e già fa discutere, la nuova iniziativa del Comune di Moncalvo e della Pro Loco per promuovere in rete il turismo, il territorio moncalvese, le sue tradizioni e la sua cultura.

La promozione avviene tramite una pagina facebook collegata alla Pro Loco e il sito di riferimento non è quello di Moncalvomonferrato, come ironicamente fa notare il giornale IlMonferrato, bensì questo sito VisitMoncalvo, nonostante il link sul sito del Comune rimandi ancora al vecchio portale.

Ora, lungi da me difendere la scellerata cultura della rete delle amministrazioni moncalvesi e in generale del panorama monferrino; ma fare dell’ironia spicciola sulla rete, senza avere la più pallida idea di cosa significa dominio internet, scadenze dello stesso, senza aver seguito tutta la storia di quel portale, verificare veramente da quale pagina web parte la campagna; insomma senza informarsi, a me non piace e come moncalvese lo trovo offensivo.

Chi segue questo povero blog sa che non sono mai stato tenero con la “cultura digitale” in voga nel nostro territorio e se qualcuno si fosse preso la briga di seguire la storia dall’inizio, avrebbe scoperto che già nel lontano ottobre 2015 il sottoscritto aveva previsto la misera fine di quel portale; che infatti ha vissuto per accanimento terapeutico qualche anno e poi è stato abbandonato al suo destino. A quel punto il dominio non è stato più rinnovato ed è appunto stato registrato da altri. Mai sentito parlare di registrazione di domini per poi rivenderli?

Gli stessi giornalisti che oggi fanno facili ironie, nel 2015 esaltavano le magnifiche sorti e progressive del portale in questione insieme ai promotori, perché a detta loro, lo stesso avrebbe rappresentato il biglietto da visita di Moncalvo nel mondo e tutti i moncalvesi, in primis gli operatori economici ne avrebbero giovato. Come è andata a finire è sotto gli occhi di tutti e forse sarebbe stato meglio farsi già allora delle domande; ma sarebbe servita allora (come oggi eh!) cultura della rete, conoscenze, studio.

Certo è più facile fare articoletti di colore (e senza conosce a fondo la rete), che invece cercare di raccontare chi, con fatica, cerca di fare innovazione sul serio. E’ più facile fare ironia sul bagnet fatto con il frullatore che provare a farsi domande sull’effettiva utilità di fare campagne estemporanee di promozione così, ad minchiam (direbbe la buon’anima di Franco Scoglio).

Insomma una guerra tra poveri nella quale chi perde è il territorio, i suoi giovani e il futuro.

La cosa divertente (o se volete la conferma del mio pessimismo sulla mancanza di cultura digitale) è che ho scoperto, con sconcerto, che la pagina facebook del IlMonferrato non è pubblica; è accessibile solo previa registrazione a FB.

Ciò a cui ti opponi diventi.