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E sempre a proposito di visioni: quelle sbagliate

Sunday, January 17th, 2021

Quando parlo di incapacitĂ  di fare rete, di fare gruppo, di ragionare come territorio intendo anche questo.

Questo pensare, come il Marchese del Grillo: “io sono io e voi non siete un caxxo”; che inquina il nostro modo di essere, di ragionare. Come se condividere e fare gruppo ci sminuisse, diluisse la nostra identità (parola che non sopporto molto) in un calderone dove nessuno è più sé stesso.

E’ questo il più grande difetto che abbiamo. Questo pensare che bastiamo a noi stessi e gli altri si aggiustano. Questo idealizzare il campanile, il passato come ragione di essere e non come punto da cui partire. Ci dimentichiamo che il mondo è un po’ più grande di quello che noi vediamo dalla nostra finestra.

Questo ho pensato quando ho letto su La Stampa l’articolo che parla di “Asti 2030” e dell’iniziativa del vicepresidente regionale Fabio Carosso.

Ma non perché non credo in queste idee. Tutt’altro. E’ proprio perché ci credo che non posso accettare questo modo di comportarsi da parte di un amministratore pubblico. Questo ragionare di uno contro altri.

Poi non posso non notare la “strana” analogia con l’iniziativa della Fondazione Goria Visionari 2030. A me sembra un maldestro tentativo di rubare le idee senza avere la capacità di condividerle e collaborare alla loro realizzazione, fare rete.

Appunto il Marchese del Grillo.

Visionari 2030, quale futuro tra 10 anni?

Friday, November 20th, 2020

Ho letto della bella iniziativa messa in campo dalla Fondazione Goria e che riguarda il nostro territorio: Visionari 2030. Come immaginiamo il Monferrato, queste colline meravigliose, questa nostra Moncalvo tra 10 anni, nel 2030?

Ecco questa è davvero una iniziativa meritoria. Un voler pensare e progettare il futuro, senza essere preoccupati di quello che può succedere la prossima settimana; o peggio del consenso politico/personale alle prossime elezioni.

Un territorio che si pensa e prova ad immaginarsi tra 10 anni è un territorio che ha a cuore il futuro delle nuove generazioni. Ha capito che programmare i propri investimenti, sfruttare bene le proprie risorse, saper attrarre (e mantenere) i talenti in loco sono ormai “vincoli” che non possono essere infranti, pena un lento e inesorabile declino.

Altra caratteristica di questa iniziativa è il coinvolgimento dei cittadini, delle persone. Non il solito convegno con le solite facce, i soliti esperti. Stavolta si parte dal basso, dal coinvolgimento della società civile, dall’ascoltare i giovani, gli anziani, i contadini, gli imprenditori. Ognuno di noi ha la propria visione, un’idea di futuro, un sogno. E magari è quella giusta. Quella che manca per dare la svolta decisiva ad un territorio in perenne decollo ma che mai spicca davvero il volo.

Mai come in questo periodo c’ bisogno di futuro, di immaginarlo, di sognarlo, di realizzarlo.

Moncalvo, il campo da Hockey, il Covid-19

Monday, April 20th, 2020

Qui da noi a Moncalvo, l’Hockey è sempre stato “lo sport per eccellenza”. Certamente il merito va all’indimenticabile Dott. Umberto Micco. Grande uomo e grande moncalvese, comunque la pensiate.

Il Dutur, come era soprannominato, fu una delle principali figure sportive italiane dell’Hokey su prato a cavallo tra gli anni 30 e 40, vincendo diversi scudetti e partecipando alle olimpiadi di Helsinki nel 1952 con la nazionale italiana.

L’attuale U.S.D. Moncalvese Hockey Maschile e la Femminile nata proprio su iniziativa del Dutur è stata scuola di sport e vita per generazioni di moncalvesi; ha collezionato diversi importanti riconoscimenti a livello nazionale ed è Stella d’Argento del CONI per meriti sportivi. Insomma è un’istituzione moncalvese, comunque la pensiate.

E’ da parecchi anni ormai che il campo da hockey di Moncalvo necessita di un rifacimento, così come le altre strutture degli impianti sportivi dedicati appunto al Dutur. Tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute in questi anni hanno diciamo così svicolato sulla gestione dello sport moncalvese, e insomma la situazione è diventata delicata.

Le liste che si sono candidate alle ultime elezioni avevano nel programma di occuparsi della cosa, in particolare la lista Moncalvo Viva aveva espressamente messo nel programma il rifacimento del campo da Hockey.

Poi è successo quello che è successo. Prima il crollo di una parte delle vecchie mura del castello con il grave danno e disagio per i moncalvesi, la viabilitĂ  interrotta e modificata, le attivitĂ  dei ragazzi e dell’oratorio limitate. Una situazione che perdura ancora oggi e non si sa fino a quando.

Adesso il problema Covid-19, con tutte le conseguenze economiche e sociali su una cittadina che vive per la maggior parte di commercio, turismo, agricoltura, piccole e piccolissime attivitĂ  artigianali-industriali.

Si è scatenata quindi subito la polemica sui social e sui giornali, dopo che nell’ultimo consiglio comunale è stato approvato appunto il bilancio con la scelta (sostenuta dalla maggioranza Moncalvo Viva) di mandare avanti il progetto di rifacimento del campo di Hockey con una spesa prevista di 415.000 euro finanziata con mutuo ventennale.

Una manna per fanboy su facebook di una parte e dell’altra, con commenti acidi a colpi di slogan su varie pagine facebook moncalvesi.

Quello che però mi ha colpito di piĂą è stato questo intervento dell’amico Diego appartenete alla minoranza e quindi contrario alla spesa. Mi ha colpito per la pacatezza, il tentativo di spiegare per bene le sue ragioni, la scelta delle parole e del tono che cerca di parlare alle persone non con i soliti slogan e basta. Un intervento misurato e ammirevole per lo stile inconsueto nel panorama dell’internet moncalvese.

Ecco, la discussione politica a Moncalvo io la vorrei così. Più ragionata, meno tifosa.

Non a caso nessuno ha ancora risposto al post di Diego.

Elezioni comunali 2019 parte 2

Friday, May 17th, 2019

Manca poco più di una settimana al voto amministrativo a Moncalvo. Le due liste MoncalvoViva e Progetto Moncalvo 4.0 hanno presentato programma e candidati con due serate “all’america” nel teatro comunale di Moncalvo.

Programmi simili con molti punti in comune, cosa che non ha mancato di suscitato polemiche da parte di fuoriusciti dei quali ancora non capisco la collocazione personale e mi hanno sempre lasciato perplesso.

Ma così è. Entrambe le liste hanno presentato programmi chilometrici e dispersivi (a mio avviso), forse era meglio 5 cose chiare e precise. Ma si sa, i programmi elettorali sono come i bugiardini delle medicine, li leggi a tuo rischio e pericolo.

Come alla scorsa tornata, anche in questa, nessuna delle due liste mi ha pienamente convinto. Alcune idee buone da entrambe le parti, ma nel complesso trovo ancora in entrambe una visione ancora limitata a noi, a Moncalvo, senza la capacitĂ  di pensare in grande. Mentre forse sarebbe ora di pensare (e fare una battaglia culturale) per una aggregazione di comuni e iniziare finalmente a lavorare tutti insieme per il nostro territorio. Insomma pensare Monferrato.

Per quanto riguarda internet ho sentito molti slogan e qualche sparata da far accapponare la pelle, come quella dell’app per segnalare problemi e interagire con il Comune. Subito alla mia mente è apparso vivido il ricordo degli amministratori della pagina facebook di INPS…. (qui il post di Mantellini)

Cito una frase che mi è cara: non sono dalla parte di nessuno perché nessuno è veramente dalla mia parte.

Ultima considerazione, che è la stessa di 4 anni fa e che mi è venuta in mente ieri sera parlando con tre persone veramente in gamba; persone che farebbero davvero la differenza in una amministrazione comunale: perché si continua ad abbassare la qualità media delle liste?

A Moncalvo il 26 maggio si chiuderà davvero un’era e forse si inizierà a ragionare seriamente e con distacco su cosa, nel bene e nel male, hanno rappresentato per la nostra città questi 39 anni di “Farismo”. Quello che certamente mi sento di dire è che in 39 non c’é stata la capacità di creare un successore o perlomeno una persona che abbia saputo raccoglierne il testimone e portarlo nel futuro.

La legge sul cyberbullismo

Saturday, May 20th, 2017

Dopo un lungo iter parlamentare è stata approvata la legge sul cyberbullismo. Abbiamo rischiato che fosse un pasticcio senza precedenti, e l’essere riusciti ad approvare il testo “originario”, senza quelle storture che il PD alla Camera aveva infilato, perlomeno ci salva dall’ennesima brutta figura di popolo digitalmente incompetente.

Detto questo, Massimo Mantellini giustamente evidenzia come tale legge sia come al solito un provvedimento estetico, debolissimo dal punto di vista attuativo. Ma come è possibile pensare di fare prevenzione, cultura digitale, con 220.000 euro da dividere tra le 8000 scuole italiane?

Ma a nessuno sfiora il dubbio che quello che manca è proprio la prevenzione? Insegnare la cultura digitale ai nostri ragazzi? Investire sull’educazione? No. Serve subito un provvedimento di facciata, far balenare l’idea della punizione esemplare, perchĂ© sono cose che portano subito voti, riconoscimenti immediati, gratifiche personali.

Il pensare, il progettare, incominciare un percorso di educazione digitale per i nostri ragazzi, sono cose che occupano tempo, lunghe, non danno subito risultati; insomma non se le fila nessuno.

Ma chi è veramente dalla parte dei giovani, dei ragazzi, delle nuove generazioni? Chi immagina solo punizioni esemplari, divieti e pene o chi come Mantellini immagina percorsi di educazione, di cultura, di prevenzione?

Casaleggio e il Movimento 5 Stelle

Sunday, April 17th, 2016

Gianroberto Casaleggio è stato certamente una personalitĂ  in Italia, in politica e nella modesta internet italiana. Massimo Mantellini ha scritto un post sulla scomparsa di Casaleggio tratteggiando un ritratto del personaggio non con le solite tinte adulatorie di circostanza, ma mettendone in luce le contraddizioni, i chiaroscuri, la visione “della rivoluzione digitale” come panacea di tutti i problemi italiani. L’idea di internet, della democrazia digitale, che Casaleggio aveva,  secondo Mantellini era giĂ  vecchia e poteva attecchire solo in un paese arretrato digitalmente come l’Italia.

A mio modesto parere questo post spiega molto meglio di mille analisi sociologiche quello che è stato Casaleggio e il Movimento da lui fondato insieme a Grillo.

Io non credo che internet sia la soluzione di tutti i problemi dell’Italia, è certamente una grande opportunitĂ  di cambiamento, una leva che può e deve essere usata per modernizzare il paese, ma non sarĂ  la rete a salvarci.

Biscotti amari e cookie law

Saturday, June 6th, 2015

La cosidetta Cookie Law in salsa italiana sta suscitando polemiche a non finire. Hanno scritto meglio di me tra gli altri: Andrea Beggi, Massimo Mantellini, Giuseppe Granieri.

La mia opinione è che le buone intenzioni di una maggior tutela della privacy si sono al solito trasformate in una “grida manzoniana” che colpisce indiscriminatamente tutti, in particolare chi ha siti personali, amatoriali e via dicendo, i poveracci per intenderci. Gente che ha messo online siti con strumenti molto semplici e/o cms opensource e che ne capisce poco di cookie, html e tutto il cucuzzaro. Come è possibile pretendere che si adeguino alla norma? Certo il Garante ha precisato che se il sito non ospita pubblicitĂ  e usa solo cookie tecnici non è necessario il banner di avviso ma solo l’informativa sulle cookie policy. GiĂ  e chi usa (ormai li usiamo tutti) i pulsanti social per la condivisione o include video di youtube? Anche qui dovrei sapere se questi plugin fanno uso di cookie ma come faccio a saperlo? Mi spulcio il codice di questi programmi? Insomma siamo ancora lontani dal capire che deve fare cosa.

Allo fine di tutto questo che cosa rimarrĂ ? Io credo che chi si preoccupa della propria privacy in rete sappia giĂ  cosa fare e qui credo siamo una minoranza, il resto temo che non si interessi e clicchi a caso accettando tutto. E non sarĂ  certamente la Cookie Law che produrrĂ  cultura digitale sulla privacy.

Per tornare al tenutario di questo blog e ai suoi 5 (cinque) lettori informo che il banner non l’ho messo ma ho aggiunto la pagina della Cookie Policy ricopiando quasi pari pari quella di Andrea Beggi che spero non se la prenda, ma l’ho trovata così bella e divertente che non ho resistito e la condivisione è alla base dei blog e di internet. Per il resto aspetto di capire bene se basta questa pagina o devo fare altro.

La politica delle reti

Thursday, May 28th, 2015

Questo post di Mantellini, indirizzato anche al PdC è la sintesi di quello che oggi è il nostro ritardo digitale.

Yes equality

Saturday, May 23rd, 2015

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Il popolo irlandese ha scritto una pagina della storia. Oggi è una giornata straordinaria. Grazie.

 

Pippo Civati lascia il PD

Thursday, May 7th, 2015

A me sinceramente dispiace che Pippo Civati lasci il PD. Io ho sempre sognato un tandem Renzi-Civati e non riesco a capire cosa l’ha impedito.