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La Parrocchia di Moncalvo e la sua comunità ai tempi del Covid-19

Thursday, March 26th, 2020

Come i miei affezionati 5 lettori sanno, il sottoscritto, trapiantato e immunodepresso è persona a rischio in questo periodo di quarantena. Ho lavorato in ufficio fino a fine febbraio, poi grazie alla grande professionalità dell’azienda dove lavoro (in particolare del mio capo) abbiamo attivato lo smart working.

Il problema che però si è presentato in questi giorni è la scorta dei farmaci immunosoppressori che devo assolutamente prendere per il trapianto. Sono medicinali che non si trovano in farmacia, né possono essere prescritti dal proprio medico di famiglia. Vengono consegnati direttamente dal centro trapianti. Ho telefonato in ospedale e l’infermiera mi ha detto: “scordati di venire in ospedale; tu sei a rischio; cerca di mandare qualcuno”. Già, mandare qualcuno. Ma chi? Katia? Poteva essere una soluzione, Lei è forte, non a rischio, però se va male è come se andassi io stesso; non è che non ci frequentiamo io e Katia….

Ci è venuto in mente il nostro parroco Don Giorgio. Sappiamo che lui adesso è costantemente in ospedale (è un ex infermiere), la chiesa e l’oratorio sono chiusi, ma lui ancora più di prima (è anche cappellano in ospedale) si prodiga per gli altri, gli ultimi, per chi ha bisogno.

E’ bastato un semplice messaggio ieri pomeriggio e oggi hanno suonato alla nostra porta; era Don Giorgio nella sua classica divisa d’ordinanza da “non prete” (con mascherina e guanti) con il pacco dei farmaci. Credo che manco se lo convocasse Papa Francesco si vestirebbe da prete 🙂 ) Un breve scambio di parole (a distanza), un saluto affettuoso fatto con gli occhi (come una carezza) e via: io in casa e lui verso il suo gregge, verso gli altri. Credo di non averlo mai sentito così vicino, così “mio parroco” come in questi momenti.

Ma oltre a Don Giorgio, vorrei ricordare qua l’amica Stefania con cui periodicamente ci sentiamo e che mi ha portato altri farmaci più comuni. La Rosetta e il Sandrino del negozio di alimentari di Moncalvo; oltre che prodigarsi a portare la spesa a casa per molti cittadini (io compreso) sono persone di una rara umanità e gentilezza. Il Fabio del negozio di verdura, la Susanna della farmacia, Anna Lettera che sta cucendo mascherine, la Scuola di Moncalvo e tutti gli insegnanti che si stanno impegnando per i nostri ragazzi, e potrei continuare…

Forse ci stiamo riscoprendo, pur tra mille difficoltà, una comunità unita e questo, una volta passata la tempesta, non dovremmo dimenticarlo.

Moncalvo digitale al tempo del Covid-19

Saturday, March 14th, 2020

Questo è un periodo difficile, cerco di non pensare al fatto di essere soggetto a rischio e quindi provo a scrivere qui alcune riflessioni su questo #iostoacasa. Questa appena passata è stata la mia prima settimana di smart working. Ho la fortuna di fare un lavoro che posso fare anche da casa e ho sempre la fortuna di lavorare per una azienda dove il mio capo ufficio è persona preparata e lungimirante che per tempo mi ha messo nelle condizioni di svolgere il mio lavoro da casa. Certo prima erano momenti sporadici, quando c’era qualcosa di urgente; mai come ora, con una presenza costante tutto il giorno per 5 giorni; come in ufficio. Questo non vuol dire che tutte le aziende del Monferrato sono pronte; anzi, io sono un’eccezione e la situazione più comune in zona è quella di turnarsi o stare a casa con permessi/ferie.

Adele inizia a sperimentare didattica digitale. Anche qui ci sono luci ed ombre. Noi abbiamo il pc; ma sono tanti genitori dei compagni di classe di Adele ad avere solo cellulari, al massimo tablet. Ci si muove un po’ così, su un terreno sconosciuto perché finora non sembrava “utile” usare questi nuovi strumenti nella didattica; e invece ci stiamo rendendo conto che servono, eccome se servono.

Lo smart working è esperienza bella, un nuovo modo di lavorare e collaborare con i colleghi. Però deve essere possibile metterlo in pratica. Serve infrastruttura, in primis connessioni veloci (e possibilmente simmetriche) che solo la fibra può dare, inutile girarci intorno; il mito del “mobile first” come osservato giustamente da Massimo Mantellini ha prodotto enormi danni e ritardi sull’infrastruttura e sulla cultura digitale di questo paese. Idem per la didattica digitale. Come si può pensare di fare didattica digitale su di uno schermo da 6” con i giga che si consumano a vista d’occhio?

Non vi racconto le incazzature di questa settimana per la connessione lenta. Sulla carta la mia adsl è una fino a 20/1 mbps; mai andato oltre i 6/0,5 mbps. E badate che è lusso qui da me! E non venitemi a dire che si può tranquillamente navigare a 6 mbps!! Lo smart working non è navigare, serve banda anche in upload e vi voglio vedere a caricare documenti a 0,5 mbps! Non è più tempo (non lo è mi stato per la verità) di paragonare la rete alla televisione; dove c’è qualcuno (pochi) che hanno i contenuti e li mettono a disposizione di molti. La comunicazione in rete è bidirezionale e come tale non può che essere simmetrica. Immaginatevi un cellulare dove da una parte puoi parlare ma dall’altra solo premere i tasti Si, No.

E quindi è inutile che ci riempiamo la bocca di smart working, rete, cultura digitale, didattica online, se manca sia l’infrastruttura che la cultura. Bisogna studiare la cultura digitale e contemporaneamente investire nell’infrastruttura. E qui entrano in gioco la scuola e le amministrazioni locali. La prima ha l’arduo compito di formare le nuove generazioni e educarle alla cultura digitale sia utilizzando strumenti tradizionali sia le nuove possibilità offerte dalle nuove tecnologie. E non pensate che sia semplice! Le difficoltà, le diffidenze, le incomprensioni che ho sperimentato in questi giorni con Adele a casa da scuola sono indice di quanto la strada da percorrere sia lunga; ma come direbbe Steve Jobs: “il viaggio è il premio”. Si cerca di fare il possibile. Alcuni insegnanti sono più portati, altri meno. Ma occorre comprendere che non possiamo più chiudere gli occhi e che acquisire competenze di didattica digitale sarà indispensabile nel futuro.

E le amministrazioni locali? Qui è più ardua la questione. Certo non possono essere loro che fisicamente posano l’infrastruttura; però devono creare le condizioni perché ciò possa avvenire, fare rete con altre realtà del territorio per fare pressioni affinché anche nelle nostre aree arrivi finalmente la banda larga; promuovere le esperienze di cultura digitale tra i cittadini, divulgarle, incentivarle. Non pensare che basta avere il wi-fi per avere la banda larga; il 4G o il 5G. Serve fibra, e computer. Non pensare che tutto questo si riduca allo solita pagina facebook preparata per le elezioni e aggiornata quando capita. Lo ripeto: come la cultura digitale non è la sua infrastruttura, così la rete non è facebook.

Spero che questa esperienza ci faccia acquisire la consapevolezza che per Moncalvo e per il Monferrato, l’investire risorse ed energie nei prossimi anni sulla banda larga e la cultura digitale deve essere la priorità per lo sviluppo del nostro territorio. Senza questo saremo condannati ad un lento ed inesorabile declino e non ci sarà turismo, cibo, vino, cultura che tenga.

E permettetemi una nota personale: ci si può anche scontrare per visioni differenti su questi temi; sul percorso migliore da fare, ma alla lunga le persone in gamba si incontrano sempre.

Cena monferrina e i Vini Olivetta

Saturday, November 2nd, 2019

Questo post non è una marchetta, è invece un omaggio, un riconoscimento all’impegno, alla passione e al rispetto per il territorio e la sua gente da parte di una intera famiglia che crede in quello che fa e nelle potenzialità che il nostro straordinario Monferrato ha.
Sabato sere sono stato invitato a cena. Il menù era a base di polenta, spezzatino, torta cioccolato e pere, e per finire le nostre monferrine pere martin al vino.
L’invito è stato particolarmente gradito anche perché sapevo che avrei bevuto i vini dell’Azienda Agricola Olivetta. Questa azienda, situata a Castelletto Merli, ad un tiro di schioppo da Moncalvo, è una delle eccellenze del Monferrato. A condurla sono due grandi “giovani ragazzi”; Marco e Elisabetta; che con impegno e dedizione producono vini eccellenti.

Prima della cena abbiamo aperto con l’antipasto tipico monferrino: salame crudo, giardiniera e grisia. La giardiniera per chi non lo sapesse è uno dei più tipici antipasti monferrini. E’un misto di verdure cotte in salsa di pomodoro e aceto. Si raccolgono i pomodori ben maturi, si cuociono e si passano fino ad ottenere una salsa priva di semi e bucce, si unisce olio extravergine di oliva, aceto bianco, sale fino, zucchero e quando il tutto riprende a cuocere si unisce la verdura lavata e asciugata a pezzetti. Prima si mettono le cipolline e le carote con il sedano, poi i fagiolini e dopo un po’ il cavolfiore, per ultimo il peperone giallo e la zucchina: verdura più tenera e bisognosa di meno cottura, foglie di alloro e chiodi di garofano. A cottura ultimata si riempiono i barattoli con la giardiniera ancora bollente, un filo d’olio e si ripongono in cantina al buio.
Con un antipasto così è bene iniziare con un buon vino bianco. Ed è quello che abbiamo fatto: il Monferrato Doc Boccadoro di Marco e Elisabetta è stato un ottimo aperitivo. Savignon Blanc 100%, un bel giallo paglierino, note floreali e fruttate, con una piacevole freschezza in bocca. Insomma un aperitivo che ci ha preso per mano e accompagnato alla cena.

Con la polenta e un signor spezzatino (cinghiale, manzo e salsiccia) cucinati splendidamente è arrivata lei: la signora Barbera, uno dei pezzi da 90 di Marco e Elisabetta. Barbera Superiore del Monferrato DOCG. La signora Barbera di Olivetta.
Barbera 90%, 10% fresia. Un colore rosso impenetrabile, al naso frutti rossi e spezie, una grande struttura in un guanto di velluto al palato; persistenza finale lunghissima in cui una leggere acidità è perfettamente bilanciata da tannini dolci e uniformi e una gradazione alcolica di tutto rispetto. Annata Una Barbera che si è fatta 12 mesi in botti di rovere e li porta benissimo.
Questo grande vino ci ha accompagnato fino alla fine della cena ed oltre; perché con le mitiche pere martin al vino rosso e la torta cioccolato e pere è convolato a nozze.

Insomma la cena è stata è stata fantastica, la compagnia notevole e il vino di Marco ed Elisabetta una compagnia che già rimpiango.

Fatela una visita alla cantina di Marco ed Elisabetta, andate ad assaggiare i loro vini e a vedere come questi “ragazzi” hanno a cuore il loro lavoro e il territorio dove vivono. E poi fate un giro in Monferrato, comprate la polenta “Pignoletto Rosso”, un poco di carne e salciccia e tornate a casa. Mettetevi ai fornelli, invitate i vostri amici del cuore e aprite una bottiglia Olivetta: vi sembrerà di essere qui in Monferrato, i vostri amici vi ringrazieranno e sarete felici.

Giornata Aido 2019 Moncalvo

Friday, September 27th, 2019

Se passata da Moncalvo ci si vede in Piazza Garibaldi sabato 28 e domenica 29 settembre. E se volete vi racconto della mia amica…

Moncalvo svolta

Tuesday, May 28th, 2019
una foto storica

Ieri è stata certamente una data che Moncalvo ricorderà. Dopo 39 anni da protagonista nell’amministrazione comunale, Aldo Fara esce di scena e diventa sindaco Christian Orecchia con la lista Moncalvo Viva.

La lista Progetto Moncalvo 4.0 di Sergio Alessio, nata in continuità con l’amministrazione uscente e appoggiata da Fara ha perso di 288 voti; parecchi a ben vedere. Ma tanti anche a livello di preferenze personali, dove i vari canditati hanno fatto veramente fatica a raccogliere preferenze, salvo casi particolari. E questo è segno evidente che Moncalvo ha voglia di volti nuovi e idee nuove.

Il cambiamento, le nuove idee, la voglia di pensare diversamente e un poco fuori dagli schemi, sono per me un valore positivo; un modo di guardare al futuro senza timore per coglierne le opportunità. E questo messaggio credo che Christian Orecchia e Moncalvo Viva l’abbiano saputo trasmettere meglio degli altri.

Faccio un piccolo endorsement: sono felice per due persone. Una ha vinto e l’altra ha perso, ma secondo me sentiremo ancora parlare di loro e spero che Moncalvo e i moncalvesi non se li lascino scappare, come spesso è accaduto con altri. Abbiamo bisogno della loro passione, della loro intelligenza e del loro impegno per gli altri; un grande augurio e i miei più sinceri complimenti a Barbara Marzano e Diego Musumeci.

E ovviamente un grande augurio a Christian Orecchia e al suo gruppo.

Elezioni comunali 2019 parte 2

Friday, May 17th, 2019

Manca poco più di una settimana al voto amministrativo a Moncalvo. Le due liste MoncalvoViva e Progetto Moncalvo 4.0 hanno presentato programma e candidati con due serate “all’america” nel teatro comunale di Moncalvo.

Programmi simili con molti punti in comune, cosa che non ha mancato di suscitato polemiche da parte di fuoriusciti dei quali ancora non capisco la collocazione personale e mi hanno sempre lasciato perplesso.

Ma così è. Entrambe le liste hanno presentato programmi chilometrici e dispersivi (a mio avviso), forse era meglio 5 cose chiare e precise. Ma si sa, i programmi elettorali sono come i bugiardini delle medicine, li leggi a tuo rischio e pericolo.

Come alla scorsa tornata, anche in questa, nessuna delle due liste mi ha pienamente convinto. Alcune idee buone da entrambe le parti, ma nel complesso trovo ancora in entrambe una visione ancora limitata a noi, a Moncalvo, senza la capacità di pensare in grande. Mentre forse sarebbe ora di pensare (e fare una battaglia culturale) per una aggregazione di comuni e iniziare finalmente a lavorare tutti insieme per il nostro territorio. Insomma pensare Monferrato.

Per quanto riguarda internet ho sentito molti slogan e qualche sparata da far accapponare la pelle, come quella dell’app per segnalare problemi e interagire con il Comune. Subito alla mia mente è apparso vivido il ricordo degli amministratori della pagina facebook di INPS…. (qui il post di Mantellini)

Cito una frase che mi è cara: non sono dalla parte di nessuno perché nessuno è veramente dalla mia parte.

Ultima considerazione, che è la stessa di 4 anni fa e che mi è venuta in mente ieri sera parlando con tre persone veramente in gamba; persone che farebbero davvero la differenza in una amministrazione comunale: perché si continua ad abbassare la qualità media delle liste?

A Moncalvo il 26 maggio si chiuderà davvero un’era e forse si inizierà a ragionare seriamente e con distacco su cosa, nel bene e nel male, hanno rappresentato per la nostra città questi 39 anni di “Farismo”. Quello che certamente mi sento di dire è che in 39 non c’é stata la capacità di creare un successore o perlomeno una persona che abbia saputo raccoglierne il testimone e portarlo nel futuro.

A cosa serve internet a Moncalvo

Sunday, April 21st, 2019

Leggo sulle pagine FB delle due liste che si presenteranno alle elezioni comunali 2019 (Progetto Moncalvo 4.0 e MoncalvoViva) proclami mirabolanti per quanto riguarda internet.

Io non sono nessuno eh, ma permettetemi di dire che la rete la conosco da quando c’erano i modem a 14.400 KB e proprio uno sprovveduto non penso di esserlo. E pertanto posto nuovamente questo video dove Massimo Mantellini e Gaspar Torriero, due persone che l’internet italiana, l’hanno vista nascere, parlano della rete, del suo uso e del perché sia assolutamente necessaria una rete a banda larga simmetrica. E tutto questo nell’anno del Signore 2011. Non è cambiato nulla da allora.

Io sono contento dell’accordo appena raggiunto tra Moncalvo e SenzafiliSenzaConfini; e penso che il prof. Trinchero e la sua associazione siano una delle pochissime eccellenze che questo miope territorio abbia espresso su internet. Senzafilisenzaconfini fa un lavoro straordinario e lodevole, da imitare e preservare, per quanto riguarda il territorio monferrino in digital divide. Ma Moncalvo non è in digital divide. A Moncalvo c’è la fibra; certo, solo in centrale, ma c’è. Si tratta solo di distribuirla, iniziare a fare FTTC (fiber to the cabinet).

Poi capisco che le frazioni e i luoghi isolati siano in digital divide e necessitano di connessione; e ben venga anche Senzafilisenzaconfini. Anche se io mi ricordo ancora le polemiche sia moncalvesi che di paesi vicini sul no alle antenne…

Moncalvo ha un digital divide culturale, non ha cultura digitale, non ha la più pallida idea di come funziona internet, del perché sia necessaria una NGN (next generation network), quali opportunità offra internet allo sviluppo sociale ed economico del territorio. E penso anche a questo post

Finché ci riempiamo la bocca di parole delle quali non comprendiamo il senso, il perché servano connessioni simmetriche e possibilmente in fibra, non andremo da nessuna parte. E a molti moncalvesi sembra che vada bene una rete come la descrive benissimo Gaspar: da una parte il telefono dove puoi parlare e dall’altra solo due tasti da premere con Si / No

Elezioni comunale 2019 in internet

Saturday, April 13th, 2019

Puntuale come la cometa di Halley ecco ricomparire per le elezioni comunali 2019, e in pompa magna, pagine facebook e siti internet delle due liste che si presenteranno a Moncalvo.

Cosa il sottoscritto pensi dell’uso di internet e in generale della rete a Moncalvo è già stato scritto qui, qui, qui, e comunque basta una semplice ricerca su questo misero blog per trovare altri post.

Se volete vedere pagine facebook che si scioglieranno come neve al sole dopo il 26 maggio 2019 ecco qui:

Progetto Moncalvo 4.0

Moncalvo Viva

Due piccole annotazioni: piccolo punto in più per Moncalvo Viva perché, anche se con poco, ha cercato di tenere viva la sua presenza in rete dalle scorse elezioni ad oggi. Si poteva fare meglio però.

Ma il nome Progetto Moncalvo 4.0 è copiato o è stato copiato? E comunque 4.0 me lo sarei risparmiato. Progetto Pianezza 4.0

Elezioni comunali 2019

Sunday, April 7th, 2019

Non è ancora partita ufficialmente la campagna elettorale per le elezioni di maggio 2019 che già volano gli stracci

ne vedremo delle belle…

Moncalvo paese di contemporanei

Sunday, March 24th, 2019

Un caro amico mi disse alcuni anni fa in occasione delle elezioni comunali:

Ma non hai ancora capito che Moncalvo (e il Monferrato in generale) è un paese di contemporanei, senza antenati né posteri, perché senza memoria.

In questi giorni mi sono reso conto che questa frase (che fa il verso ad una frase identica di Montanelli) è assolutamente vera.