Posts Tagged ‘giovani’

Auai il nuovo singolo dei Quadrirotti

Saturday, April 3rd, 2021

E’ uscito Auai il nuovo singoli dei Quadrirotti.

Si intitola Auai questo nuovo brano dell’emergente band moncalvese.

La si può ascoltare sulle principali piattaforme di musica streaming. Ma il consiglio è anche quello di seguire il loro profilo IG. E di sostenerli perché se lo meritano.

La grande occasione e piccoli borghi

Friday, March 26th, 2021

La grande occasione per i piccoli borghi è un progetto ambizioso lanciato da Angelo Tibaldero e da un gruppo di giovani ragazzi.

Una visione limitata

Chi legge questo blog sa quanto io sia scettico di fronte alle iniziative estemporanee, calate dall’alto, in particolare quelle che riguardano la rete o il nostro futuro. Spesso questi progetti non approdano a nulla; perchĂ© incapaci di cambiare la realtĂ  delle cose. Hanno il grosso difetto di essere fini a se stesse, non fanno rete intono a sĂ©.

La grande occasione è fare rete

Ed è quindi con piacere che parlo del progetto lanciato da Angelo Tibaldero con La Grande Occasione. Perché ha qualcosa di diverso. In primo luogo è un’associazione di studenti e professionisti. Secondariamente ha una grande ambizione: ravvivare le piccole comunità facendole nuovamente tornare protagoniste del territorio, creando un network tra amministrazioni locali, imprenditori, associazioni, cittadini per trovare soluzioni ai problemi comuni. Partono con il passo giusto: creare un network. Sanno che da soli non possono fare tutto.

Inoltre mi piacciono molte delle idee alla base di questa iniziativa. In particolare l’idea del nomadismo digitale che può davvero essere una risorsa preziosa per le piccole comunitĂ . E’ importante rendere attrattivi i nostri borghi sia dal punto di vista della qualitĂ  della vita, sia da quello della connettivitĂ .

Credo anche che sia giunto il momento (e i progetti di La Grande Occasione vanno nella direzione giusta) di fare di tutto per trattenere ed attrarre giovani talenti. Chi, se non loro, possono valorizzare i grandi tesori che tutti i piccoli borghi italiani hanno. E se pensate che in Italia ci sono oltre 5500 piccoli comuni con meno di 5000 abitanti (praticamente il 70% dei comuni italiani) capite bene quanto territorio (con tutto quel che segue) rischia di essere abbandonato al suo destino.

Il passato come stimolo per il futuro

Lo stesso Angelo Tibaldero e i suoi amici, se non fossero spinti da profonde motivazioni di amore verso il loro “piccolo mondo”, potrebbero tranquillamente sfruttare il loro talento altrove. E questo renderebbe il nostro territorio, e tutti noi, più poveri. Invece hanno deciso di giocare qui la partita della vita, nei borghi che li hanno visti nascere. Sono cittadini del mondo ma hanno scoperto di voler realizzare il loro sogno nel luogo dove sono nati.

le radici sono come degli elastici: ti puoi allontanare migliaia di chilometri ma loro (tenacemente) ti riportano indietro

Ecco perché seguo con interesse il cammino di questo progetto, e spero che abbia successo. Perché parte dai giovani, parte dai protagonisti del futuro e non dai comprimari.

Impegnarsi

Credo che il futuro della nostra disgraziata e meravigliosa Italia passi anche dal futuro dei suoi borghi più piccoli. E sono convinto che progettare il futuro sia un lavoro di squadra. Dove ciascuno deve fare la sua parte e nessuno può chiamarsi fuori o delegare.

Persone che sognano un futuro diverso per il luogo dove vivono. Che hanno il coraggio della gioventù e l’esperienza della persona matura. Persone che provano a darsi (e dare a noi) un futuro con La Grande Occasione.

Un uomo senza rabbia non è niente. Ma un uomo senza sogni è ancora meno.

Quadrirotti

Sunday, February 7th, 2021

Nel monotono panorama culturale moncalvese ecco che si affaccia il gruppo dei Quadrirotti. E questa notizia non può che rallegrarci perché smuove (finalmente) un ambiente culturale un poco ingessato. A maggior ragione se questa novità è portata avanti da un gruppo di ragazzi che tutti noi abbiamo visto crescere.

I Quadrirotti sono: Davide, Alberto, Marco, Enrico. Un gruppo di ragazzi moncalvesi che fa musica perché gli piace, come recita il loro profilo IG.

Guardate questo videoclip che hanno realizzato per lanciare il loro primo brano “Palloncini in un temporale”

Io non sono nessuno, né a Moncalvo, né in rete, né altrove. Però sogno per questi ragazzi la realizzazione dei loro desideri. La possibilità di esprimersi con l’arte (musica e immagini) che hanno dimostrato di saper usare con bravura e talento.

Mi piacerebbe che Moncalvo li valorizzasse come meritano (e non come purtroppo e accaduto per altri). Così come sogno un posto per i ragazzi di Moncalvo. Un posto loro, dove possano sperimentare i loro talenti, le loro capacità e confrontarsi, parlarsi, passare tempo insieme.

Continuo a sognare la Moncalvo Lab perché nonostante tutto su alcune cose (e sui giovani) rimango un inguaribile sognatore.

Seguite il loro profilo e scaricate la loro canzone, non perché sono di Moncalvo, non perché magari li conoscete; fatelo perché la loro musica emoziona, le loro parole vanno dritte al cuore, i loro sogni e le loro speranze sono anche i nostri (anche se magari abbiamo smesso di crederci).

Grazie Quadrirotti e un caro abbraccio

La parrocchia di Moncalvo è smart

Sunday, December 20th, 2020

Gli amici Alessandro Anselmo de Il Monferrato e Giuseppe Prosio di La Stampa sono stati così gentili da scrivere un articolo sul progetto di “Parrocchia Smart ” fortemente voluto e portato avanti dal parroco Don Giorgio Bertola, dai catechisti e dai ragazzi dell’oratorio della Parrocchia di Moncalvo. I veri protagonisti sono loro e anche il merito è giusto che venga riconosciuto.

Insomma: date un occhiata al sito della Parrocchia di Moncalvo (non tanto per me), ma per i ragazzi che se lo meritano.

Natale 20&20 il nuovo podcast dell’Oratorio di Moncalvo

Saturday, November 28th, 2020

Gli amici e i ragazzi dell’Oratorio di Moncalvo sono stati così pazzi da chiedere al sottoscritto la consulenza tecnica per il loro nuovo podcast.

Hanno spinto la loro “pazzia” a chiedere anche un mio contributo alla prima puntata. E nonostante la mia pessima voce, il podcast è venuto bene grazie al contributo dei ragazzi.

Come al solito una grande parte del merito è dell’amica Stefania, che se non ci fosse Moncalvo sarebbe davvero piĂą triste e povera.

Ritorno alla T.T. tra passato e futuro

Sunday, June 21st, 2020

Cari amici moncalvesi,

oggi c’è stata una sorta di inaugurazione del nuovo oratorio; o meglio il ritorno ufficiale dell’oratorio nei vecchi locali della ex fabbrica T.T.

Ad un mese di distanza è stato possibile, grazie all’immenso lavoro di Don Giorgio e dei danti volontari, entrare nel vecchio oratorio nuovamente sistemato ed agibile, ed è stato un po’ come tornare ragazzi.

Tutti noi moncalvesi, siamo entrati in quei cortili, in quelle stanze, ed abbiamo aperto i cassetti dei ricordi più belli, dell’innocenza, della spensieratezza. E ci siamo commossi. Ho visto non pochi occhi lucidi sopra le mascherine; occhi persi nei ricordi.

Ma io credo che non si possa vivere di ricordi e purtroppo Moncalvo ha questo limite: vive troppo nel ricordo di un passato che non tornerà più, che non può tornare per una semplice ragione: perché non abbiamo imparato, non abbiamo saputo partire dal passato per immaginare un futuro.

Quante occasioni abbiamo sprecato. Quante ricchezze abbiamo dilapidato. Ma adesso abbiamo l’opportunità della vita. L’occasione per dimostrare che noi un futuro per Moncalvo sappiamo immaginarlo, partendo proprio dai giovani. Partendo dalle loro idee, dalla loro voglia di futuro, dalla loro capacità di immaginare che le cose possono essere diverse da come sono.

Non è però pensabile che una sola parte di Moncalvo possa farsi carico di portare avanti questo progetto. Qui davvero o risorgiamo tutti insieme come comunità, o cederemo un centimetro alla volta, un’idea dopo l’altra e per Moncalvo sarà una sconfitta così grande che difficilmente ci rialzeremo.

In questo inverno dei nostri cuori, di fronte alle sfide che ci aspettano dopo questi mesi di lockdown non dobbiamo rifugiarci in un passato idealizzato e consolante. Ma partendo dal passato, immaginare e progettare un futuro tutti insieme, finalmente come comunitĂ  e non come insieme di individui.

Nel 1943, in quei mesi disperati, un parroco lungimirante di nome Don Bolla e un imprenditore illuminato di nome Gino Piacenza, seppero immaginare per Moncalvo e per il Monferrato un futuro diverso. Con uno sguardo che travalicava lo spazio e il tempo costruirono una fabbrica là dove si progettava una caserma, evitando possibili bombardamenti, e facendo lavorare (e studiare) le donne, le mamme, le spose, permisero a centinaia di famiglie di vivere, non disperdersi, non emigrare, ma rimane qui, sul territorio; gettando le basi per quella ricostruzione che ha permesso a Moncalvo di essere quel che è: un punto di riferimento del territorio.

Adesso è il momento di riprendere quello slancio, quella visione profetica. Adesso è il momento di non avere paura. Ognuno deve fare la sua parte. C’è bisogno di tutti, da chi può lavorare con le braccia a chi invece può magari solo scrivere, pensare, portare idee.

Cari amici moncalvesi il futuro è adesso e dipende anche da noi. Io ci sarò e voi?

Le maestre di Adele

Sunday, June 7th, 2020

Questo periodo di lockdown è stato certamente duro per tutti e ci ha profondamente colpiti, lasciandoci cicatrici che non dimenticheremo. Ci ha cambiati? Forse si, forse no. Ancora non riesco a darmi una risposta definitiva.

Certamente ha colpito in modo violento e drammatico un settore della nostra società tra i più importanti: la scuola. Per gli insegnanti e i ragazzi è stata una vera e propria rivoluzione e comunque la pensiate è stata una svolta, un cambio di passo imposto più con la forza delle circostanze che con la scelta degli insegnanti.

Non voglio certamente negare che in Italia ci siano stati insegnanti che durante questo periodo sono “scomparsi” e/o si sono limitati alla solita routine magari utilizzando la DAD solo per l’assegnazione dei compiti. Credo però che la maggioranza del corpo docente della scuola, pur consapevoli dei propri limiti nella DAD, si sia gettato anima e corpo in questo impegno verso di nostri ragazzi nel farli comunque sentire a scuola.

Certo ci sono state aree di eccellenze, altre meno. Ed occorrerĂ  riflettere bene sulle conseguenze di esclusione che la DAD implica verso i soggetti piĂą deboli e verso le famiglie con un digital divide culturale piĂą marcato. La vera sfida che la scuola si troverĂ  ad affrontare nel futuro sarĂ  proprio questa. Infatti non credo che si potrĂ  tornare indietro. E’ pertanto necessario trovare soluzioni che limitino i danni che un uso massiccio della DAD necessariamente porta con se.

Qui a Moncalvo, nella classe V elementare frequentata da Adele abbiamo avuto la fortuna di incontrare maestre straordinarie; che da subito si sono messe in gioco loro per prime con la DAD e poi insieme ai genitori e ai bambini hanno saputo attraversare questo periodo di lockdown senza mai scoraggiarsi, senza mai abbandonare al loro destino i bambini.

Videolezioni, compiti, verifiche, videochiamate di classe; tutto per non far pesare il dolore della quarantena ai bambini: per non farli sentire abbandonati da loro e dai compagni. Per non parlare della collaborazione costante, del dialogo sempre aperto e costruttivo con i genitori,

Un impegno nel quale le maestre della classe V elementare di Moncalvo non si sono risparmiate; giornate, serate, sabati e domeniche. E questo loro impegno generoso e totale a me ha ricordato (ancora una volta) il discorso di Al Pacino nel film “Ogni maledetta domenica”; perchè appena dopo la chiusura delle scuole me le sono immaginate così: “o adesso noi risorgiamo come classe, come scuola, oppure cederemo, un centimetro alla volta, una materia dopo l’altra, fino alla sconfitta. “

Queste maestre hanno saputo risalire le pareti dell’inferno di questo lockdown un centimetro alla volta, portandosi dietro i nostri ragazzi. E adesso che siamo alla fine e siamo alla somma, questi centimetri hanno fatto la differenza: avete vinto!

Grazie Cristina, Gabriella, Simona, Stefania, Valeria. Grazie di cuore di aver fatto parte della nostra vita, della vita dei nostri bambini. E’ stato un onore per noi questo cammino insieme.

Perchè come ha citato giustamente Adele: nessun bambino è perduto se ha un insegnante che crede in lui.

Il primo podcast dell’Oratorio di Moncalvo

Wednesday, June 3rd, 2020

L’amica Stefania insieme ai ragazzi della V elementare dell’Oratorio di Moncalvo hanno avuto una brillante idea. Siccome a causa del lockdown non si sono piĂą rivisti e hanno dovuto rinunciare al loro incontro settimanale; si sono domandati come tenere insieme il gruppo e continuare gli incontri. Ecco allora nascere l’idea del podcast.

In pratica dal 5 aprile (domenica delle palme) al 31 maggio (domenica di pentecoste) i ragazzi hanno raccontato, a modo loro, il cammino di Pasqua.

Sono venuti fuori nove episodi bellissimi e pieni di riflessioni meritevoli di essere ascoltati.

The ATP Band

Sunday, December 17th, 2017

Oggi c’è stato il classico appuntamento con lo spettacolo di Natale organizzato dai ragazzi dell’oratorio di Moncalvo.
La sede era prestigiosa: il Teatro Comunale di Moncalvo.
Grande affluenza di pubblico e bella atmosfera natalizia con finale di ciccolata calda e panettone.

Non voglio però dilungarmi sullo spettacolo, sempre bello e pieno di spunti di riflessione sul significato del Natale. NĂ© scrivere ulteriori elogi agli organizzatori, ai ragazzi, al coro e a tutti quanti hanno reso possibile lo spettacolo. Tutto questo è giĂ  stato detto e scritto e in qualche modo è “scontato”.

Voglio invece spendere due parole sul pre-spettacolo, ossia l’esibizione della band degli ATP.
Gli ATP sono una band rock di quattro scatenati ragazzi dell’oratorio e precisamente: Alby alla batteria, Picci e Giacomo alle chitarre e voce e  Andrea alle tastiere.
La loro esibizione prima dello spettacolo è stato il loro primo vero debutto su un palco importante. Emozionati il giusto, ma desiderosi di far vedere quanto valgono.
Pronti via e sono stati suonati tre pezzi rock che hanno scatenato i ragazzi, il pubblico, gli amici fans, e il retro palco.

E’ stato bello vedere ragazzi che suonano. Non mi capitava da anni. Per un attimo mi è sembrato di tornare indietro nel tempo agli albori dell’oratorio con Pino, Erika e tutto il vecchio gruppo di ragazzi. Nostalgia dei migliori (forse) anni della mia vita. La meglio gioventĂą.
Ma lasciamo da parte i ricordi, che sono sempre pericolosi, guardiamo al presente e magari al futuro.

Ragazzi gli ATP sono proprio bravi! Ci mettono il cuore, l’impegno, l’entusiasmo e, io credo, i loro sogni.
Ecco uno dei compiti di un buon animatore (e dell’oratorio), far sognare i ragazzi ed aiutarli a realizzare i loro sogni, che non devono morire all’alba come invece pensano gli adulti che sono morti dentro.

Gli ATP (Alby, Picci, Giacomo, Andrea) forse non saranno mai una vera e propria band e tra qualche anno si scioglieranno e faranno altro, ma porteranno sempre nel loro cuore quello che adesso stanno vivendo insieme e che ora è la loro gioia.
Il viaggio è il premio diceva Steve Jobs. Noi possiamo solo accompagnarli per un piccolo tratto di strada e poi fermarci e augurare loro buon viaggio.

Grazie ATP, continuate a suonare e a sognare, vi ascolteremo sempre con piacere e forse ascoltandovi impareremo quanto voi ragazzi valete, quanto sia bello sognare e impegnarsi per realizzare i propri sogni.

I have a dream è stato detto. Io tra i tanti sogni che ho, mi piacerebbe assistere ad un concerto degli ATP. Quando è la data?

Consolazione

Saturday, November 18th, 2017

Un buon animatore non cerca consolazione. E io non cerco consolazione.