Archive for the ‘informatica’ Category

La seconda settimana di smart working

Saturday, March 21st, 2020

Da luned√¨ 16 ho iniziato la seconda settimana di smart working. Inizio ad abituarmi all’idea di lavorare da casa per un periodo che sar√† lungo. Leggendo in rete le esperienze di altre persone che fanno smart working ho cercato di copiarne i suggerimenti.

Il primo che ho messo in pratica √® quello di cercare di avere una routine; nel mio caso svegliarmi come dovessi andare effettivamente in ufficio, quindi colazione e poi collegarmi e lavorare con l’orario effettivo dell’ufficio 8:00-12:30, pausa pranza, 13:30-17:00.

Il secondo suggerimento che ho messo in pratica, che pu√≤ sembrare banale, √® quello di vestirmi come dovessi effettivamente uscire; certo non ho messo “la vestimenta”, ma non sono rimasto in pigiama proprio per entrare in una ottica lavorativa.

Sono due piccoli accorgimenti che mi hanno aiutato a superare il primo momento di imbarazzo; quel momento in cui ti metti davanti al pc e pensi: “e adesso?”.

Una prima riflessione che voglio mettere qui, nero su bianco, √® che non siamo ancora effettivamente pronti per lo smart working; sia dal punto di vista delle aziende, sia da quello dei lavoratori. E’ un modo di lavorare diverso, e questa sua diversit√† deve essere compresa e programmata. Non √® pensabile fornire la tecnologia per lo smart working alle persone e poi trasferire semplicemente l’attuale modo di lavorare. Non pu√≤ funzionare cos√¨. Il lavoro deve essere in qualche modo ripensato.

Penso alla prime telefonate o alle prime mail dei colleghi: ho chiesto al capo se potevo chiamarti/scriverti……. Ma se ho mandato una mail a tutti dicendo che da oggi lavoro da casa, mi potete contattare come sempre ……

Non siamo ancora pronti; per√≤ questo tempo “sospeso” che ci √® dato pu√≤ essere usato per studiare e progettare. E’ anche questa un’occasione. Cerchiamo di coglierla.

Moncalvo digitale al tempo del Covid-19

Saturday, March 14th, 2020

Questo √® un periodo difficile, cerco di non pensare al fatto di essere soggetto a rischio e quindi provo a scrivere qui alcune riflessioni su questo #iostoacasa. Questa appena passata √® stata la mia prima settimana di smart working. Ho la fortuna di fare un lavoro che posso fare anche da casa e ho sempre la fortuna di lavorare per una azienda dove il mio capo ufficio √® persona preparata e lungimirante che per tempo mi ha messo nelle condizioni di svolgere il mio lavoro da casa. Certo prima erano momenti sporadici, quando c‚Äôera qualcosa di urgente; mai come ora, con una presenza costante tutto il giorno per 5 giorni; come in ufficio. Questo non vuol dire che tutte le aziende del Monferrato sono pronte; anzi, io sono un‚Äôeccezione e la situazione pi√Ļ comune in zona √® quella di turnarsi o stare a casa con permessi/ferie.

Adele inizia a sperimentare didattica digitale. Anche qui ci sono luci ed ombre. Noi abbiamo il pc; ma sono tanti genitori dei compagni di classe di Adele ad avere solo cellulari, al massimo tablet. Ci si muove un po’ cos√¨, su un terreno sconosciuto perch√© finora non sembrava “utile” usare questi nuovi strumenti nella didattica; e invece ci stiamo rendendo conto che servono, eccome se servono.

Lo smart working √® esperienza bella, un nuovo modo di lavorare e collaborare con i colleghi. Per√≤ deve essere possibile metterlo in pratica. Serve infrastruttura, in primis connessioni veloci (e possibilmente simmetriche) che solo la fibra pu√≤ dare, inutile girarci intorno; il mito del ‚Äúmobile first‚ÄĚ come osservato giustamente da Massimo Mantellini ha prodotto enormi danni e ritardi sull‚Äôinfrastruttura e sulla cultura digitale di questo paese. Idem per la didattica digitale. Come si pu√≤ pensare di fare didattica digitale su di uno schermo da 6‚ÄĚ con i giga che si consumano a vista d‚Äôocchio?

Non vi racconto le incazzature di questa settimana per la connessione lenta. Sulla carta la mia adsl √® una fino a 20/1 mbps; mai andato oltre i 6/0,5 mbps. E badate che √® lusso qui da me! E non venitemi a dire che si pu√≤ tranquillamente navigare a 6 mbps!! Lo smart working non √® navigare, serve banda anche in upload e vi voglio vedere a caricare documenti a 0,5 mbps! Non √® pi√Ļ tempo (non lo √® mi stato per la verit√†) di paragonare la rete alla televisione; dove c‚Äô√® qualcuno (pochi) che hanno i contenuti e li mettono a disposizione di molti. La comunicazione in rete √® bidirezionale e come tale non pu√≤ che essere simmetrica. Immaginatevi un cellulare dove da una parte puoi parlare ma dall‚Äôaltra solo premere i tasti Si, No.

E quindi √® inutile che ci riempiamo la bocca di smart working, rete, cultura digitale, didattica online, se manca sia l‚Äôinfrastruttura che la cultura. Bisogna studiare la cultura digitale e contemporaneamente investire nell‚Äôinfrastruttura. E qui entrano in gioco la scuola e le amministrazioni locali. La prima ha l‚Äôarduo compito di formare le nuove generazioni e educarle alla cultura digitale sia utilizzando strumenti tradizionali sia le nuove possibilit√† offerte dalle nuove tecnologie. E non pensate che sia semplice! Le difficolt√†, le diffidenze, le incomprensioni che ho sperimentato in questi giorni con Adele a casa da scuola sono indice di quanto la strada da percorrere sia lunga; ma come direbbe Steve Jobs: ‚Äúil viaggio √® il premio‚ÄĚ. Si cerca di fare il possibile. Alcuni insegnanti sono pi√Ļ portati, altri meno. Ma occorre comprendere che non possiamo pi√Ļ chiudere gli occhi e che acquisire competenze di didattica digitale sar√† indispensabile nel futuro.

E le amministrazioni locali? Qui √® pi√Ļ ardua la questione. Certo non possono essere loro che fisicamente posano l‚Äôinfrastruttura; per√≤ devono creare le condizioni perch√© ci√≤ possa avvenire, fare rete con altre realt√† del territorio per fare pressioni affinch√© anche nelle nostre aree arrivi finalmente la banda larga; promuovere le esperienze di cultura digitale tra i cittadini, divulgarle, incentivarle. Non pensare che basta avere il wi-fi per avere la banda larga; il 4G o il 5G. Serve fibra, e computer. Non pensare che tutto questo si riduca allo solita pagina facebook preparata per le elezioni e aggiornata quando capita. Lo ripeto: come la cultura digitale non √® la sua infrastruttura, cos√¨ la rete non √® facebook.

Spero che questa esperienza ci faccia acquisire la consapevolezza che per Moncalvo e per il Monferrato, l’investire risorse ed energie nei prossimi anni sulla banda larga e la cultura digitale deve essere la priorit√† per lo sviluppo del nostro territorio. Senza questo saremo condannati ad un lento ed inesorabile declino e non ci sar√† turismo, cibo, vino, cultura che tenga.

E permettetemi una nota personale: ci si può anche scontrare per visioni differenti su questi temi; sul percorso migliore da fare, ma alla lunga le persone in gamba si incontrano sempre.

La messa laica di Apple

Saturday, September 23rd, 2017

La migliore descrizione della messa laica di Apple è in questo articolo di Mantellini.

E c’√® da riflettere sul fatto che Apple sia diventata quello che √®. Se, come Mantellini, possiamo accostare Apple e i suoi prodotti tecnologici alle arti liberali senza cadere nel ridicolo; √® perch√© davvero questa azienda si √® posizionata all’incrocio tra la tecnologia e “le arti” come del resto auspicava Jobs. Io credo che il futuro sar√† caratterizzato dalla capacit√† di trovare questa sintesi.

Mai come oggi abbiamo bisogno di un umanesimo tecnologico.

Un alfabeto digitale per le nuove generazioni

Monday, February 6th, 2017

A Como, uno sparuto gruppo di persone illuminate, tra le quali il buon Gaspart, ha fondato l’associazione Alfabeto Digitale. Dove non ci arrivano le istituzioni o la scuola, ecco che cittadini consapevoli della rivoluzione digitale e di quanto sia importante, si organizzano per divulgare la cultura della rete, per superare il gap che ci rende il paese pi√Ļ arretrato rispetto agli altri.

I ragazzi finalmente protagonisti della rete e non solo fruitori passivi.

E a Moncalvo cosa aspettiamo?

 

Apple i nuovi Macbook

Friday, October 28th, 2016

Il commento di Mantellini sui nuovi macbook di Apple

E quello di Saggiamente

Mail sicure e protette

Monday, October 10th, 2016

Se dopo lo scandalo degli account trafugati di Yahoo e delle mail intercettate, siete alla ricerca di una casella mail sicura, facile da usare, che protegga la vostra privacy; allora ProtonMail può essere la giusta soluzione.

 

Il futuro immateriale

Saturday, June 25th, 2016

Quando si parla di internet e di rete, Stefano Quintarelli andrebbe sempre ascoltato

 

Clipperz Password Manager

Saturday, February 27th, 2016

La nostra sicurezza in internet √® legata anche a quanto sono robuste le password che usiamo per accedere ai numerosi servizi online che utilizziamo giornalmente. Non parliamo solo dei nostri account per l’homebanking, ma anche di Facebook, posta elettronica, account su Amazon o Dropbox, Gmail o idApple. ¬†Siamo dipendenti dalle password e dai codici pin e alzi la mano chi di noi non ha mai pensato di utilizzare la stessa password/pin per accedere a pi√Ļ servizi.

Utilizzare la stessa password è certamente sbagliato per ovvie ragioni, è bene avere password distinte per ogni nostro account. Purtroppo è abbastanza comune utilizzare almeno una decina di servizi online e pertanto tenere a mente tutte queste password inizia ad essere complicato. Le difficoltà aumentano in maniera esponenziale se, come ci insegnano gli esperti di sicurezza, iniziamo ad usare password lunghe almeno 8-10 caratteri contenenti lettere maiuscole, minuscole, numeri e simboli in sequenza causale. Per fare un esempio:

maurizio01 √® una password lunga 10 caratteri contenente anche numeri ma certamente non √® sicura in quanto √® facilmente “craccabile” con un attacco brute force a dizionario

Sk;8jU%iw5 √® una password lunga 10 caratteri che risponde pienamente alle indicazioni degli esperti di sicurezza e pertanto risulta pi√Ļ difficile da craccare anche con un attacco brute force

Purtroppo per la maggior parte delle persone è certamente difficile ricordarsi a memoria la seconda, e anche ammettendo che ci riusciate, diventa quasi impossibile memorizzare una decina di password costruite con questi criteri.

Per questi motivi sono nati i password manager, speciali programmi che permettono di generare password con i criteri sopra esposti e di memorizzarle in un database criptato. In questo modo basta solo ricordarsi la password per accedere al db e si avrà accesso a tutte le altre per poterle utilizzare.

Tra i molti password manager esistenti c’√® Clipperz che ha alcune particolarit√†. Anzitutto √® un progetto italiano del quale avevamo gi√† parlato qui; √® completamente open source, √® un password manager online, cio√® il “portachiavi dove ci sono le password” √® memorizzato criptato nei server di Clipperz ed √® accessibile pertanto da qualunque parte del mondo e da qualsiasi pc/tablet/telefono. E’ possibile accedere alle proprie password sia con le proprie credenziali¬†sia anche utilizzando una one-time password per aumentare la sicurezza quando accediamo da postazioni pubbliche.

Ovviamente Clipperz non¬†serve solo per le¬†password, ma √® possibile memorizzare anche numeri di carta di credito, credenziali per l’homebanking, documenti, certificati digitali, insomma tutto quanto √® necessario tenere in un luogo sicuro e che sia accessibile sempre quando ne abbiamo bisogno. Inoltre √® possibile utilizzare il generatore di password per creare password veramente complesse e lunghe difficilmente craccabili.

A molti pu√≤ fare storcere il naso il fatto che le informazioni pi√Ļ importanti per la nostra sicurezza digitale non sono salvate sul nostro pc e sono nei server di altri in Islanda. Giulio Solaroli e Marco Barulli, i creatori di Clipperz, sono categorici: solo chi ha le credenziali ha¬†accesso al file criptato dove sono salvate le password e tutto il resto;¬†chi si dimentica queste credenziali non ha possibilit√† di recuperare nulla.

L’accesso al sito di Clipperz e tutta la comunicazione con noi viene criptata e protetta ed √® possibile bloccare la sessione dopo x minuti in modo che sia necessario ritrasmettere le credenziali per accedere nuovamente. E se questo non vi convince √® sempre possibile scaricare una copia criptata del database delle password in modo da averlo sempre sul proprio pc. Insomma la sicurezza delle nostre informazioni √® la priorit√† per Clipperz.

Se siate alla ricerca di un password manager facile da usare, sicuro, con generatore di password, disponibile online e offline, open source, per giunta progettato da bravissimi informatici italiani, allora Clipperz fa al caso vostro. Io lo sto provando da alcuni giorni e deve dire che ha tutte le carte in regola per diventare una killer app!

 

Problema settaggi smtp joomla con gmail

Sunday, January 31st, 2016

Recentemente mi hanno chiesto di aggiornare all’ultima versione di Joomla il sito dell’Oratorio Don Bosco di Moncalvo. Nessun problema con l’installazione della versione 3 di Joomla sull’hosting condiviso che ospita il sito. Tutto √® filato liscio e il sito √® andato online come previsto. Poi per√≤ mi chiama l’amico Angelo che mi dice di non riuscire ad usare l’indirizzo di posta gmail dell’oratorio per inviare la mail di conferma registrazione agli utenti.

Strano, mi sembrava di averli impostati. Controllo e ricontrollo i settaggi del modulo smtp di Joomla; √® tutto ok deve funzionare! Invece non ne vuole sapere. Controllo su vari forum di Joomla e tutti ribadiscono che se il modulo smtp non funziona con i settaggi che ho impostato allora √® un problema dell’hosting o dell’installazione.

Non posso credere sia un problema dell’installazione, il sito funziona perfettamente, e la diagnostica stessa di Joomla dice che tutto √® ok. Allora pu√≤ essere un problema dell’hosting? Dubito anche quello. Le versioni precedenti funzionavano perfettamente, la versione php √® aggiornata e compatibile con Joomla 3.

La cosa strana √® che il modulo smtp di Joomla funziona perfettamente con un indirizzo di posta di yahoo creato ad hoc. Quindi deduco che il problema √® proprio di gmail, o meglio, nella configurazione dell’account di posta.

Allora mi viene in mente di scartabellare sulle pagine di supporto di google e incappo nel parametro “consenti accesso app meno sicure”, che serve per permettere l’accesso a gmail di app che non rispettano gli standard di sicurezza di google. Capisco che non sar√† la scelta migliore, ma finalmente il modulo smtp di Joomla si mette a funzionare con gmail.

I parametri per modulo smtp di Joomla con gmail sono:

Mailer: SMTP
Mail: xxxxxx@gmail.com
SMTP Authentication: Yes
SMTP Security: SSL
SMTP Port 465
SMTP username: xxxxxx@gmail.com
SMTP password: gmail password
SMTP host: smtp.gmail.com

Se non funziona settare “permetti accesso app meno sicure” nelle impostazioni di gmail.

Ennesimo decreto anti-internet italiano

Thursday, March 26th, 2015

Come riporta giustamente Massimo Mantellini, la nuova proposta di legge antiterrorismo permetterà (per legge) lo spionaggio internet dei cittadini, violando quello che a tutti gli effetti è il nostro domicilio. Già il vecchio decreto Pisano aveva affossato lo sviluppo del wi-fi, per non parlare dei vari tentativi di censura a blog e siti.

Inizio a pensare che questo governo a parole sostiene lo sviluppo di internet e della rete, ma nei fatti si comporta diversamente. Come dice giustamente Mantellini, nella migliore delle ipotesi il legislatore è incompetente. Ma temo il peggio.

Speriamo che Stefano Quintarelli, che per primo ha lanciato l’allarme, riesca a metterci una toppa come ha gi√† fatto tempo fa.