Archive for the ‘società civile’ Category

Casa Montanari e riflessioni su internet

Thursday, December 15th, 2011

Ieri sera sono andato alla riunione del Centro Civico Montanari. Poi magari in un prossimo post spiego che cosa è, ma intanto volevo buttare giù due appunti di riflessione sulla riunione.

La prima è che mi sono reso conto di quanto “erudito” sia G.P. sulla storia di Moncalvo. E’ sempre un piacere ascoltarlo e scoprire quanti particolari ricorda sulla vita della città in cui vivo.

La seconda è che mi sono reso conto di quanta diffidenza ci sia sull’uso della rete, di internet nelle scuole. L’idea che i ragazzi sono difficili, che se non stimolati non fanno nulla, che non si possa dare loro la possibilità di usare la rete come strumento scolastico o peggio che non si capisca l’importanza di internet nella didattica è molto radicata a Moncalvo.

 

I tanti volti dell’Italia

Tuesday, December 6th, 2011

Un bel post di Luca De Biase sui diversi volti dell’Italia, sul come ci informiamo, e su come questo influisca sulla nostra partecipazione alla vita sociale e politica del paese.

Ipazia Venezia

Tuesday, November 1st, 2011

Questa sera, navigando in internet per altro, come spesso capita con la serendipity, sono capitato sul sito dell’associazione Ipazia di Venezia, e sulla loro lodevole iniziativa del Centro Internet. E ho subito pensato: ma perchè noi no? E allora ho scritto una mail ad un amico.

Censimento digitale

Sunday, September 25th, 2011

Il 15° censimento generale fatto dall’Istat sarà possibile compilarlo online.
Una piccola grande rivoluzione.

Un grande paese

Sunday, September 18th, 2011

In questi giorni, finalmente, sto finendo di leggere il bel libro di Luca Sofri Un Grande Paese. Mi piace molto come è scritto, semplice e immediato. Un libro che parte dalle parole e dal loro significato per cercare di spronarci a fare il nostro dovere, a capire che ci sono le cose giuste e le cose sbagliate e bisogna fare quelle giuste per migliorare noi stessi e il mondo intorno a noi.

Mi riprometto di fare prossimamente un post di riflessione su quello che questo libro mi ha fatto capire e riscoprire. Per intanto ne consiglio la lettura a tutti.

Stasera a Casale

Monday, September 5th, 2011

Questa sera, per chi vuole passare un paio d’ore diverse dal solito e ascoltare quest’uomo, che di cose da dire alla nostra vita ne ha, l’appuntamento è all’Auditorium San Filippo di Casale Monferrato in Via Pinelli alle ore 20:45.

Tema impegnativo: Cristiani si diventa

Festa Pieve 2011

Sunday, July 31st, 2011

Quest’anno come promesso al Valter sono andato alla festa della Pieve in frazione Gessi. Ogni complimento ai miei amici, e mi perdoneranno se mi permetto di definirli tali, è ormai superfluo. Penso che a Moncalvo non c’è gruppo di abitanti così legato alle loro case, al loro rione, come quelli dei Gessi, e al contempo così caloroso nell’accogliere chiunque vada alla loro festa.

Una festa che più passa il tempo, più diventa bella, allegra, a misura umana come poche altre. Oggi mi ha colpito una frase detta dal Valter: “quest’anno è stata dura perchè siete in 160. Ma siccome siamo un gruppo ben affiatato, dove ognuno da il suo contributo, non ci siamo spaventati e come vedi è andato tutto bene”. Ecco forse proprio qui c’è il segreto che pare sia stato smarrito da molti gruppi o associazioni moncalvesi: l’affiatamento, il lavorare in gruppo.

Gli abitanti dei Gessi saranno 15 massimo 20 famiglie eppure riescono, dal nulla, ad organizzare pranzi per 160 persone, lotteria con ricchi premi, il concorso “Gessi in Fiore”, e ovviamente a far passare qualche ora in piacevolissima compagnia. Che cosa sarebbero capaci di fare se decidessero di fare le cose sul serio?

La parte più piacevole, almeno per me, della festa è dopo il pranzo, quando si può scambiare quattro parole con degli autentici personaggi, e ridere e scherzare. Ad un certo punto il Valter si lamentava che non andava bene il pomeriggio perchè non era ancora riuscito a bere un bicchiere come si deve del famoso “latte di mucca dei Gessi”. Fortuna che il Paolo G. ha sentito e a posto subito rimedio alla situazione andando a casa per recuperarne due bottiglie. Al primo bicchiere il Valter è tornato quello di sempre! Che questa bevanda dei Gessi abbia proprietà curative ancora da scoprire?

L’aneddoto divertente che mi è stato raccontato oggi, riguarda tre persone dei quali mi limito ad indicare solo le iniziali per non infierire: V.C., C.S., P.G. i quali dopo la fine della festa lo scorso anno, in tarda serata, non erano più in grado di chiudere la porta della Chiesetta della Pieve, complice il buio e forse qualche altro effetto collaterale della festa…

Perchè la bellezza di questa gente è che per loro la festa inizia quando noi ospiti andiamo via: allora avanti con la merenda sinoria ad oltranza innaffiata dal vino dei Gessi. Per forza poi che le porte non chiudono! Che gente fantastica!

Al prossimo anno amici e Viva i Gessi e la Pieve!

 

 

Fare la differenza

Thursday, July 28th, 2011

on July 25, 2011 in Oslo, Norway. (Jeff J Mitchell/Getty Images)

 

Questo è il discorso che il primo ministro norvegese Jens Stoltenberg ha pronunciato davanti al municipio di Oslo durante la manifestazione in ricordo delle vittime dell’attentato di alcuni giorni fa. E’ un discorso che, non mi vergogno di dirlo, mi ha commosso per la dignità, la compostezza, l’accento sui giovani, il tono degno di un vero statista che guarda lontano e con lui una nazione colpita ma non piegata e sopratutto che non rinuncia ai valori che sino ad ora sono stati un modello anche per altri paesi. Mai ho sentito o letto un discorso come questo e con tristezza l’ho accostato ai discorsi dei nostri politici e alle loro dichiarazioni.

 

Miei cari,
che spettacolo!
Mi trovo faccia a faccia con la volontà del popolo.
Voi siete la volontà del popolo.
Migliaia e migliaia di norvegesi – a Oslo e in tutto il paese – fanno la stessa cosa stasera.
Occupano le strade, le piazze, gli spazio pubblici con lo stesso messaggio di sfida: abbiamo il cuore a pezzi, ma non ci arrendiamo.
Con queste fiaccole e queste rose mandiamo al mondo un messaggio: non permetteremo alla paura di piegarci, e non permetteremo alla paura della paura di farci tacere.

Il mare di gente che vedo oggi davanti a me e il calore che sento da tutto il paese mi convince che ho ragione.
La Norvegia ce la farà.
Il male può uccidere gli individui, ma non potrà mai sconfiggere un popolo intero.
Questa sera il popolo norvegese sta scrivendo la storia.
Con le armi più potenti del mondo – la libertà di parola e la democrazia – stiamo disegnando la Norvegia per il dopo 22 luglio 2011.

Ci saranno una Norvegia prima e una Norvegia dopo il 22 luglio.
Ma sta a noi decidere come sarà la Norvegia.
La Norvegia sarà riconoscibile.
La nostra risposta ha preso forza durante le ore, i giorni e le notti difficili che abbiamo dovuto affrontare, ed è ancora più forte questa sera: più apertura, più democrazia. Determinazione e forza.
Noi siamo questo. Questa è la Norvegia.
Ci riprenderemo la nostra sicurezza!

Dopo gli attacchi di Oslo e Utøya, abbiamo affrontato uniti lo shock, la disperazione e il lutto.
Continueremo a esserlo, ma non sarà sempre come è adesso.
Lentamente, qualcuno inizierà per primo a essere in grado di riaffrontare la vita di tutti i giorni. Per altri ci vorrà più tempo.
È importante che siano rispettate queste differenze. Tutte le forme di lutto sono ugualmente normali.

Dovremo comunque prenderci cura l’uno dell’altro.
Dimostrare che è qualcosa cui teniamo.
Dobbiamo parlare con quelli per cui è stata più dura.
Dobbiamo essere umani e fraterni.
Noi riuniti qui questa sera abbiamo un messaggio per tutti quelli che hanno perso qualcuno cui volevano bene: siamo qui per voi.

Guarderemo anche in avanti per la Norvegia dopo il 22 luglio 2011.
Dobbiamo fare attenzione a non arrivare a conclusioni affrettate mentre siamo un paese in lutto, ma ci sono alcune cose che ci possiamo promettere questa sera.

Prima di tutto, oltre tutto questo dolore, possiamo intravedere qualcosa di importante che ha messo le sue radici.
Ciò che vediamo questa sera potrebbe essere la più grande e la più importante marcia che il popolo norvegese abbia mai condotto insieme dalla Seconda guerra mondiale.
Una marcia per la democrazia, per la solidarietà e per la tolleranza.

Le persone in tutto il paese sono fianco a fianco in questo momento.
Possiamo imparare da questo. Possiamo fare più cose come questa.
Ognuno di noi puoi contribuire a costruire una democrazia un po’ più forte. Questo è ciò che vediamo ora qui.

In secondo luogo,
voglio dire questo a tutti i giovani raccolti qui.
Il massacro di Utøya è stato un attacco contro il sogno dei giovani di rendere il mondo un posto migliore.
I vostri sogni sono stati interrotti bruscamente.
Ma i vostri sogni possono essere esauditi.
Potete tenere vivo lo spirito di questa sera. Voi potete fare la differenza.
Fatelo!
Ho una semplice richiesta per voi.
Cercate di essere coinvolti. Di interessarvi.
Unitevi a una associazione. Partecipate ai dibattiti.
Andate a votare.
Le elezioni libere sono il gioiello di quella corona che è la democrazia.
Partecipando, voi state pronunciando un sì pieno alla democrazia.

Infine,
sono infinitamente grato di vivere in un paese dove, in un momento così critico, il popolo scende nelle strade con fiori e candele per proteggere la democrazia.
Per commemorare e onorare le persone che abbiamo perso.
Questo dimostra che Nordahl Grieg aveva ragione: «Siamo così pochi in questo paese, che ogni caduto è un fratello e un amico».

Ci porteremo tutto questo con noi mentre iniziamo a mettere insieme la Norvegia del dopo 22 luglio 2011.
I nostri padri e le nostre madri ci avevano promesso: «Non ci sarà mai più un 9 aprile».
Oggi diciamo: «Non ci sarà mai più un altro 22 luglio».

La festa a New York

Saturday, June 25th, 2011

Oggi è un buon giorno per New York. E prima o poi anche in Italia ci arriveremo.

Controcultura digitale

Thursday, June 23rd, 2011

Come dice il manifesto di presentazione “il mondo finirà, ma dato che a noi importa il giusto, intanto organizziamo un altro hackmeeting”.

L’hackmeeting 2011 a Firenze dal 24 al 26 giugno. Per avvicinarsi alla controcultura digitale.