Sabato 5 aprile 2025 il Teatro di Moncalvo ha ospitato “Rette Parallele”, uno spettacolo che parla di Fibrosi Cistica e donazione organi.
Sono andate in scena storie di persone che sono affette da questa malattia genetica rara (la Fibrosi Cistica) e storie di persone che hanno ricevuto il dono di un trapianto che ha permesso loro di avere una seconda occasione.
Lo spettacolo scritto da Sara Cornelio e dal regista Samuele Carcagnolo vuole essere uno sguardo senza filtri sulle sfide quotidiane imposte dalla malattia; ma tocca anche temi universali come l’amore e soprattutto la rinascita, per chi ha ricevuto in dono un trapianto d’organo, concreta possibilità di cura e di nuova vita.
Purtroppo Sara Cornelio ci ha lasciati nel 2022 a soli 23 anni; ma nel corso della sua breve esistenza ha vissuto la sua vita cogliendone il senso profondo della bellezza e della ricchezza. Ha conosciuto la paura e la difficoltà e le ha trasformare in una lezione di gioia e amore che ha cambiato oltre alla sua vita, quella delle persone che l’hanno conosciuta e di coloro che tutt’oggi la scoprono attraverso le sue opere e scritti. Aveva tanti sogni e progetti che continuano a vivere e a fiorire nel suo ricordo e nel suo esempio.
Lo spettacolo, emozionante e toccante, è stata un’occasione per celebrare la vita, la nostra umanità, l’amore e la solidarietà che lega tutte le persone, indistintamente, anche se spesso ce ne dimentichiamo.
Per noi, quelli della seconda occasione, è stato come rivivere le paure, i dubbi, le lotte, i sensi di colpa e inadeguatezza che scaturiscono dalla nostra malattia. Ma è stata anche l’occasione per celebrare la rinascita dopo il dono, la gioia, la gratitudine infinita verso il nostro donatore e la volontà di affrontare nuovamente la vita.
Sostenete la ricerca, dite “SI” alla donazione organi, diffondete la cultura del dono, la gentilezza, la luce, la speranza, la vita.
Ricopio qui il tweet che ho scritto ieri sera a caldo dopo un servizio mandato in onda dal TG1 delle 20:00 del 07/06/2020 sulla donazione degli organi.
Questa sera al TG1 hanno fatto vedere un servizio sulla mamma di un ragazzo deceduto per un brutto incidente. Questa mamma ha acconsentito alla donazione degli organi del figlio, in particolare dei polmoni che sono stati trapiantati ad una persona colpita da Covid-19. Ovviamente abbraccio fraterno alla mamma e ammirazione immensa per il dono che ha acconsentito venisse dato alla persona che lo ha ricevuto.
Come non abbracciare e baciare quella mamma? Come non amarla? Come non essere dalla sua parte? Così come non gioire per una vita che rinasce? Per una persona alla quale viene concessa una seconda occasione per puro amore? Io l’ho provato sulla mia pelle. Non passa giorno che non mi interroghi sul significato del dono ricevuto. Come non passa notte che i miei sogni non siano abitanti dalla “mia amica” come ormai ho preso a chiamare il mio donatore.
Non pensiate che chi riceve un organo e ritorna alla vita non si interroghi sulla sua identità che non può non riconoscere che non coincide più con la sua vecchia; avendo ricevuto una nuova “iniezione di vita” in modo gratuito e questa presenza popola la nostra vita, le nostre notti; ci guida nelle scelte, è parte di noi ormai.
Detto questo, come non trovare inappropriato il servizio? Ricordo che la legge 91/1999 che disciplina la donazione e il trapiantato d’organo garantisce l’anonimato anzi è un obbligo di legge. Tant’è che si è pronunciato su questo anche il Comitato Nazionale di Bioetica che nel parere del 27/09/2018 ha ribadito che l’anonimato deve essere garantito nella fase iniziale e successiva al trapianto e solo dopo che sia trascorso un congruo tempo, previa espressa volontà sia della famiglia del donatore sia del ricevente si può superare (eventualmente) l’anonimato. Inoltre sempre il CNB auspica che eventuali rapporti tra famiglia del donatore e il ricevente siano gestiti da enti terzi possibilmente del S.S.N. Ecco, a mio modesto parere il servizio del TG1 è andato oltre.
Sarebbe auspicabile rispettare le indicazioni del CNB e comunque lasciare che queste scelte siano discusse nelle sedi appropriate e non forzando le cose in un modo o nell’altro. Vogliamo parlare di donazione di organi? Invitiamo chi può parlare e testimoniare per esperienza personale: intervistiamo i trapiantati, intervistiamo le associazioni come Aido che da anni si impegnano tutti i giorni per la diffusione di una vera ed autentica cultura della donazione e del dono. Facciamo pubblicità, informazione sul consenso informato, sulle attività di promozione della donazione e lasciamo fuori (almeno in questo campo) gli scoop o i servizi strappalacrime e consensi facili. Non servono a nulla e non cambiano la realtà intorno a noi; perché di storie come Nicholas Green non sempre ce ne sono.
Nel primo week end di ottobre a Moncalvo sono in programma due iniziative socio-culturali notevoli.
Anzitutto l’associazione Guglielmo e Orsola Caccia Onlus ha organizzato una giornata di studi sulla vita e le opere appunto del Caccia, soprannominato il Moncalvo e di sua figlia Orsola. L’occasione è anche importante per ammirare nella loro bellezza le opere di questi due importanti pittori della controriforma che sono da poco state restaurate. L’appuntamento è per sabato 4 ottobre 2014.
Sempre nella giornata di sabato 4 ottobre e domenica 5 il gruppo AIDO di Moncalvo, in piazza Garibaldi, nell’ambito della giornata nazionale Aido, allestirà il proprio banchetto con depliant informativi sulla donazione e la possibilità di finanziare questa meritoria associazione attraverso l’acquisto di un anthurium.
Il prossimo week end è un ottima occasione per venire a Moncalvo. Cultura, cibo e solidarietà. Un connubbio perfetto.
Facebook ha da poco attivato (per il momento solo in USA e UK) la possibilità per gli iscritti di segnalare nel profilo di essere donatori di organi. Un servizio studiato assieme alle autorità per incentivare l’iscrizione al registro dei potenziali donatori.
Un buon esempio di come la rete e in particolare i social network possono promuovere valori civili, sociali, umani importatissimi. Un donatore moltiplica la vita e io ne sò qualcosa.
Per dare qualche numero: in Italia al 31/12/2011 erano 8731 le persone in lista d’attesa per un trapianto a fronte di 1313 donazioni. Altri dati interessanti sono disponibili sul sito del Centro Nazionale Trapianti.
Sarebbe una buona cosa se il Ministero della Salute o l’A.I.D.O (che sul proprio sito ha rilanciato la notizia) si attivassero in tale senso, promuovendo una campagna nazionale sulla donazione anche sui social network; magari in occasione della giornata nazionale della donazione indetta per il 27 maggio 2012.