La Parrocchia di Moncalvo e la sua comunità ai tempi del Covid-19

Come i miei affezionati 5 lettori sanno, il sottoscritto, trapiantato e immunodepresso √® persona a rischio in questo periodo di quarantena. Ho lavorato in ufficio fino a fine febbraio, poi grazie alla grande professionalit√† dell’azienda dove lavoro (in particolare del mio capo) abbiamo attivato lo smart working.

Il problema che per√≤ si √® presentato in questi giorni √® la scorta dei farmaci immunosoppressori che devo assolutamente prendere per il trapianto. Sono medicinali che non si trovano in farmacia, n√© possono essere prescritti dal proprio medico di famiglia. Vengono consegnati direttamente dal centro trapianti. Ho telefonato in ospedale e l’infermiera mi ha detto: “scordati di venire in ospedale; tu sei a rischio; cerca di mandare qualcuno”. Gi√†, mandare qualcuno. Ma chi? Katia? Poteva essere una soluzione, Lei √® forte, non a rischio, per√≤ se va male √® come se andassi io stesso; non √® che non ci frequentiamo io e Katia….

Ci √® venuto in mente il nostro parroco Don Giorgio. Sappiamo che lui adesso √® costantemente in ospedale (√® un ex infermiere), la chiesa e l’oratorio sono chiusi, ma lui ancora pi√Ļ di prima (√® anche cappellano in ospedale) si prodiga per gli altri, gli ultimi, per chi ha bisogno.

E’ bastato un semplice messaggio ieri pomeriggio e oggi hanno suonato alla nostra porta; era Don Giorgio nella sua classica divisa d’ordinanza da “non prete” (con mascherina e guanti) con il pacco dei farmaci. Credo che manco se lo convocasse Papa Francesco si vestirebbe da prete ūüôā ) Un breve scambio di parole (a distanza), un saluto affettuoso fatto con gli occhi (come una carezza) e via: io in casa e lui verso il suo gregge, verso gli altri. Credo di non averlo mai sentito cos√¨ vicino, cos√¨ “mio parroco” come in questi momenti.

Ma oltre a Don Giorgio, vorrei ricordare qua l’amica Stefania con cui periodicamente ci sentiamo e che mi ha portato altri farmaci pi√Ļ comuni. La Rosetta e il Sandrino del negozio di alimentari di Moncalvo; oltre che prodigarsi a portare la spesa a casa per molti cittadini (io compreso) sono persone di una rara umanit√† e gentilezza. Il Fabio del negozio di verdura, la Susanna della farmacia, Anna Lettera che sta cucendo mascherine, la Scuola di Moncalvo e tutti gli insegnanti che si stanno impegnando per i nostri ragazzi, e potrei continuare…

Forse ci stiamo riscoprendo, pur tra mille difficoltà, una comunità unita e questo, una volta passata la tempesta, non dovremmo dimenticarlo.

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