Elezioni comunale 2019 in internet

April 13th, 2019

Puntuale come la cometa di Halley ecco ricomparire per le elezioni comunali 2019, e in pompa magna, pagine facebook e siti internet delle due liste che si presenteranno a Moncalvo.

Cosa il sottoscritto pensi dell’uso di internet e in generale della rete a Moncalvo è già stato scritto qui, qui, qui, e comunque basta una semplice ricerca su questo misero blog per trovare altri post.

Se volete vedere pagine facebook che si scioglieranno come neve al sole dopo il 26 maggio 2019 ecco qui:

Progetto Moncalvo 4.0

Moncalvo Viva

Due piccole annotazioni: piccolo punto in più per Moncalvo Viva perché, anche se con poco, ha cercato di tenere viva la sua presenza in rete dalle scorse elezioni ad oggi. Si poteva fare meglio però.

Ma il nome Progetto Moncalvo 4.0 è copiato o è stato copiato? E comunque 4.0 me lo sarei risparmiato. Progetto Pianezza 4.0

Elezioni comunali 2019

April 7th, 2019

Non è ancora partita ufficialmente la campagna elettorale per le elezioni di maggio 2019 che già volano gli stracci

ne vedremo delle belle…

Moncalvo paese di contemporanei

March 24th, 2019

Un caro amico mi disse alcuni anni fa in occasione delle elezioni comunali:

Ma non hai ancora capito che Moncalvo (e il Monferrato in generale) è un paese di contemporanei, senza antenati né posteri, perché senza memoria.

In questi giorni mi sono reso conto che questa frase (che fa il verso ad una frase identica di Montanelli) è assolutamente vera.

La memoria di Moncalvo

February 1st, 2019

Riporto qui (a futura memoria direbbe qualcuno) un tweet che ho scritto in ricordo di Piero Norzi e della Giornata della Memoria.

Piero (e adesso i suoi figli) hanno tenuto vivo a Moncalvo il ricordo e la cultura di una città che nel passato ha avuto una importante Comunità Ebraica. Tanto da avere l’unica sinagoga in Italia che si affaccia sulla piazza principale e sviluppare un proprio rito (Apam) insieme a Asti e Fossano.

Scriveva Piero: “Siamo l’unica famiglia ebraica ritornata all’origine e cerchiamo, nel limite delle nostre possibilità, di far conoscere e mantenere le tradizioni ebraiche di Moncalvo.”

Proprio dalla vecchia stazione ferroviaria di Moncalvo il 19 settembre 1943 otto persone, tra cui Piero, sua sorella e i loro genitori, salirono su un treno per Milano alla volta della Svizzera per sfuggire dai nazifascisti e alle persecuzioni.

A Villa Foa rimasero la nonna, i due zii e il loro figlio trentunenne: Clelia Vitale ved. Foa, Estella Foa Colombo, Alberto Colombo, Amerigo Colombo. Tutti deportati e morti ad Auschwitz. Con loro scomparve gran parte della memoria storica e della cultura ebraica moncalvese.

Per Piero l’ebraismo era sopratutto tradizione e cultura e questo passava dalla memoria e dal recupero di ciò che la barbarie nazifascista aveva cercato di distruggere. Ed è anche per merito suo che il Comune di Moncalvo, a ricordo della Shoah, ha intitolato una delle quattro vie che delimitavano il ghetto ebraico “Vicolo 27 Gennaio Giorno della Memoria”.

Piero era agronomo e fu tra i primi in Italia, sulle colline del Monferrato, a produrre vino kasher che in lingua ebraica significa adatto, idone, puro e sta ad indicare la genuinità. E quando bevo una Barbera io non posso fare a meno di pensare a lui.

Piero è stato un importante punto di riferimento a Moncalvo, promotore di tanti avvenimenti culturali, il suo sogno (in parte realizzato) è stato il restauro del cimitero ebraico, oasi lussureggiante di verde, sul bordo sinistro della strada per Ottiglio, che in parte è una ripa scoscesa di alberi e antiche tombe. In inverno con il sole si può ammirare lo spettacolo di un mare di nebbia che sale dal fondo della valle per inghiottire la sommità delle più basse colline lasciando fuori il cimitero ebraico.

Qui, in pace, nella terra dei suoi avi, Piero riposa. E io sono onorato di averlo conosciuto.

Undici anni

November 6th, 2018

Cara amica,
domani sono undici anni. Il tempo scorre inesorabile, ma il tuo ricordo è sempre vivo nel mio cuore.
A volte penso a come sarebbe stata la nostra vita, la tua vita. Cosa avresti fatto? Quali sogni non hai potuto inseguire? Perchè sono stati sacrificati per me? Perchè io si e tu no?
E’ una domanda che che mi pongo da undici anni. Quanto abbiamo perso con te.
I ragazzi stanno bene? Ormai saranno grandi e forse sono riusciti, non dico ad accettare la tua mancanza, ma almeno a sopportarla.
Sono sicuro che loro sono orgogliosi di te.
Ho cercato di rispettare la regola che mi ero dato undici anni fa: ad un grande gesto d’amore deve corrispondere una grande umanità. Vivere la mia vita nel modo più umano possibile, cercando di “comportarsi bene” come diceva mia mamma; che non vuol dire solo essere buoni, ma significa che ci sono le cose giuste e quelle sbagliate; e bisogna fare quelle giuste.
Oggi più di ieri. Perchè mai come oggi fare le cose giuste è necessario.
Portandoti con me in questi anni ho maggiormente sentito il dolore delle persone e cercato di compatirlo, nel senso di patirne anche io una parte, perché nessun uomo è un’isola come già diceva John Donne e il dolore e la sofferenza degli altri è anche un poco il mio dolore e la mia sofferenza.
Senza però mai dimenticare la felicità che il tuo gesto d’amore mi ha portato perchè quello che tu hai fatto non potrò mai dimenticarlo.
Sento la responsabilità di non essere inutile, di far si che la mia vita non sia un semplice succedersi di giorni tutti uguali, una routine come mille altre. Spero di non deluderti amica, non credo di poterlo sopportare. La nostra vita deve essere costruita sull’amore perchè abbia senso, seguire il tuo esempio.
Grazie amica mia.

Links 30/10/2018

October 30th, 2018

una proposta per l’integrazione

(via Il Post)

 

Sono andato al mare (ohhh)

September 2nd, 2018

      

I miei affezionati 5 lettori non ci crederanno mai, ma sono stato in vacanza al mare, per la felicità di Adele e Katia.

Mi sono divertito e ho mangiato benissimo. Ma la felicità e la serenità che ho visto negli occhi di Adele e Katia mi hanno aperto il cuore.

Io abituato ai colori “monotoni” delle case di montagna, ho scoperto case con colori bellissimi e fatto foto con luce che non avevo mai visto. Ho immaginato la vita delle persone che abitano in queste case, la loro quotidianità le gioie, gli affanni, i dolori.

Una bella vacanza…    

 

 

 

 

 

La montagna

August 11th, 2018

A volte capita che amici mi chiedano perchè ami così tanto la montagna.

Per rispondere a questa domanda parto da lontano: una delle più belle descrizioni sul perchè le persone vanno in montagna, a fare lunghe marce faticose per raggiungere rifugi, vette, colli, laghi ecc. l’ho ascoltata ormai parecchi anni fa da Marco Paolini durante il suo ormai famoso monologo sul Vajont.

In questo passo Paolini paragona il libro sul Vajont di Tina Merlin (Sulla pelle viva) alle persone che vanno in montagna. Tutti i giornalisti che arrivarono sul posto della tragedia e la raccontarono con la loro visione di “formiche spaventate” vedendo le cose solo dalla loro prospettiva dal basso. La Merlin già da tempo raccontava (inascoltata) del Vajont (e qui parte il paragone) come chi va in montagna e vede le cose da una prospettiva diversa dall’alto. Avete presente quando vi svegliate la mattina presto e camminate e sudate da ore sotto lo zaino verso il rifugio che è là e sembra di non arrivare mai e tu sei li che ti domandi chi te lo ha fatto fare quando ti casca l’occhio dietro e capisci da solo. Perchè il fondovalle da dove sei partito ormai è coperto di nuvole ma tu ormai sei sopra e a 360° vedi le montagne, le crode, le punte, che ti sembra di poterle toccare come il rapace e hai la prospettiva del falco, di chi vede le cose prima da sopra, dall’alto.

Ma non è solo questo. Andare in montagna è si salire fisicamente ma anche scendere interiormente; scoprire regioni dentro noi stessi inesplorate, confrontarsi con noi stessi, le nostre paure, la fatica, i limiti. Riconoscere che a volte non è l’uomo la misura di tutte le cose e la natura (che pensiamo di dominare) è ancora incontrastata.

La montagna mi ha insegnato il rispetto, anzitutto verso la fatica e le persone, chiunque esse siano. Perchè in montagna non c’è differenza tra giovani, anziani, ricchi, poveri, bravi e meno bravi; tutti faticano, tutti sono sul sentiero che stai facendo anche tu, la loro fatica è anche la tua. E poi la condivisione, lo scambio, l’aiuto reciproco. Per me è sempre un piacere ascoltare i racconti di passeggiate, scalate, escursioni fatte da altri. Mi piace vedere i loro occhi quando raccontano, ascoltare la loro voce e cercare di capire le emozioni profonde che hanno vissuto.

La montagna è anche silenzio. Nella nostra vita frenetica, ha sempre rappresentato per me la possibilità di trovare un luogo dove poter contemplare insieme il paesaggio fuori e quello dentro di sé. Un oasi dove riflettere sulla propria vita, ricalibrarla, rivederla appunto dall’alto, da sopra.

La montagna è come la primavera, non stanca mai. Hai sempre curiosità di vedere cosa si nasconde dietro quel bosco, oltre quella cima, come è cambiato il lago che hai visto lo scorso anno, che valle ci sarà oltre quel colle. E il sentiero per arrivare alla meta non è mai uguale a quello fatto la volta prima, perchè tu non sei quello di prima, la fatica non è mai uguale, come le emozioni non hanno mai la stessa intensità.

Ho imparato a rispettare il mio corpo, i miei limiti. Adattare il passo a chi ho accanto, perchè se si decide di camminare insieme ci si aspetta, con amore e un sorriso di incoraggiamento, perchè non è mai bello arrivare soli alla meta se si è in due.

E poi la montagna per me è anche questa foto fatta da Adele

 

La banda larga arriverà a Moncalvo

April 29th, 2018

Ho appreso solo oggi, certo la colpa è mia ma non è che la notizia sia stata divulgata eh, che il Comune di Moncalvo firmerà la convenzione con il MISE, la Regione Piemonte e Infratel Italia Spa per portare anche a Moncalvo la tanto attesa banda ultralarga.

La notizia mi fa certamente piacere perchè finalmente qualcosa si muove nell’asfittico panorama della rete internet di Moncalvo e dintorni. Certo non sarà la soluzione del problema del digital divide culturale, anzi, non farà che acuire le ormai note domande sul cosa se ne farà Moncalvo della banda larga non avendo nè l’attuale amministrazione, nè i cittadini, la più pallida idea di come sviluppare una cultura digitale, ma su quest’ultimo punto spero di essere smentito.

(grazie agli amici di Moncalvo Viva per la segnalazione)

Dosare tempo, twitter e blog

April 1st, 2018

Mi scuso con i miei affezionati 5 lettori di questo blog. Lo sto trascurando.

E’ che il periodo è difficile e quindi per me è più immediato e meno “problematico” usare Twitter @mcSimoneWeil

Cercherò di scrivere qualcosa nei prossimi giorni. Perdonate.

Un abbraccio.