Posts Tagged ‘social network’

Tra social e blog

Wednesday, January 25th, 2017

Il Guardian, giornale peraltro rispettabile, è incappato nella bufala della presunta falla sulla sicurezza di WhatsApp e si è visto arrivare una lettera di protesta da esperti di sicurezza e crittografia con la richiesta di scuse e ritiro dell’articolo.

Matteo Renzi invece, forse stanco di Twitter e Facebook, ha deciso di aprire un blog.

Possiamo pensare tutto il “male” che vogliamo di WhatsApp dopo la sua acquisizione da parte di Facebook; in particolare per la discussa possibilità che FB incroci i dati di WhatsApp con i suoi. Ma certamente come applicazione di messaggistica a livello di sicurezza intrinseca, non ha nulla da invidiare a Signal o Telegram diretti concorrenti. E l’articolo del Guardian rivela come minimo la scarsa conoscenza della materia o la fretta di voler fare a tutti i costi la notizia.

I Social e le applicazioni di messaggistica sono parte della nostra vita e dovremmo cercare di “curare” i nostri profili e imparare ad usare queste applicazioni così come ci prendiamo cura e conosciamo la nostra macchina o la nostra casa.

L’ex presidente Matteo Renzi invece ha aperto un blog. A me non dispiace che le persone aprano un blog; anzi, penso sia una buona cosa che permette di aprire la mente e confrontarsi con altri. Un blog è luogo di riflessione più approfondita rispetto ai social. Permette post lunghi, non è legato all’istante del cosa sta accadendo. Se i social sono come dei “giornali” legati all’istante, all’oggi; i blog sono i nostri diari, i nostri libri, durano mesi o anche anni. Io ho sempre pensato che scrivere un post sul blog è prima di tutto un lavoro su noi stessi, sul nostro modo di pensare e su quello che pensiamo; poi è uno sforzo di tradurre in parole questi pensieri. Non ho mai scritto un post senza prima averlo pensato e ripensato. Sarà per questo che non frequento molto i social. Non mi piace il dover sempre rispondere “online” sul momento, la frenesia del like o del mi piace, il dover per forza scrivere.

Se Renzi gestirà questo nuovo “giardino” online, per usare l’espressione cara a Mantellini, non come un social o peggio come un mero strumento di propaganda politica, ma come uno spazio di riflessione per se e per gli altri allora sarà una ricchezza per l’internet italiana.

Le nuove regole di privacy in Facebook

Thursday, November 14th, 2013

FB continua nella sua politica di avvicinamento alla “no privacy”  facendo dei piccoli passi alla volta. A prima vista sembra che la differenza rispetto a prima sia impercettibile; sei rintraccibile da chiunque, anche non iscritto a FB. Ovviamente chi è esterno a FB o che non è tuo “amico” vede solo quello che hai deciso di rendere pubblico.

Ma questa modifica è, come dire, imposta da FB ai suoi iscritti, certamente avvisandoli, ma di fatto imponendo loro o di accettare o di, in modo tortuoso e difficile, cancellarsi da FB. Esiste ovviamente anche la possibilità, come spiega FB, di utilizzare l’apposita scorciatoia per gestire la privacy. Qualcuno lo usa?

 

Quando c’era la netiquette

Monday, May 13th, 2013

Bell’articolo di Mantellini su Punto Informatico che riprende il problema della convivenza su internet e degli insulti. I “vecchi” frequentatori della rete si ricordano certamente del termine Netiquette, quell’insieme di regole di comportamento, che si imparava ad osservare frequentando internet, a volte anche a forza di “schiaffoni virtuali” dati dai più anziani ai neofiti.

Oggi sembra che la Netiquette sia una brutta parola che va bene solo per i nostalgici di una internet paritaria e autoregolata. Sempre più spesso si incontrano in rete e sui social network persone che ignorano le più elementari regole della convivenza civile, figuriamoci quelle della netiquette. Non credo dipenda solo dalla mancata conoscenza della storia di internet, del perchè e del percome è nata la rete; quanto di un sentimento diffuso di intolleranza e voglia di aggredire chi non la pensa come noi, chi difende un punto di vista diverso da nostro. Una mancanza di abitudine al dialogo socratico di chi non sa riconoscere di non possedere la verità intera e che quindi necessita anche degli altri per scoprirla.

Ma questo non è un problema della rete, semmai essa è la cartina di tornasole, di un problema ben più profondo della società, delle persone. Non sarà la censura o il controllo della rete a risolvere il problema.

Osservatori romani ma non di internet

Monday, December 3rd, 2012

Ecco, proprio l’altro giorno ci si compiaceva dell’apertura della Chiesa alla modernità di internet e oggi ci riportano alla dura realtà della Chiesa ufficiale o quantomeno del giornale ufficiale.

Certo è che nella replica, che condivido pienamente, Padre Spadaro non le manda certo a dire.

Un twitter papale papale

Friday, November 30th, 2012

Leggo su Cyberteologia che il papa dal 3 dicembre prossimo avrà un account su Twitter, la popolarissima piattaforma di microblogging. Come non condividere l’analisi di Padre Spadaro? Davvero sembra che la chiesa finalmente guardi a internet, ai social network, alle nuove tecnologie con occhio diverso, considerandole non come semplice mezzo di evangelizzazione, ma come strumenti di relazione, luoghi non virtuali ma di realtà aumentata dove oggi si incontrano gli uomini.

Ne rimarrà solo uno

Friday, November 9th, 2012

Adesso è ufficiale: Windows Live Messanger, il servizio per chat/messaggi/chiamate di Microsoft sarà inglobato in Skype, recentemente acquistato da Microsoft. Dopo aver già chiuso il servizio “social/blog” di Windows Live Spaces cedendolo a WordPress nel marzo 2011, adesso tocca alla chat.

Dopo Google e Apple che hanno abbandonato al loro destino i rispettivi social network (Buzz/Wave/Ping) tocca a Microsoft fare lo stesso con il proprio. E intanto aumentano i siti dove anche se non sei registrato ti puoi connetterre ugualmente con il tuo account Facebook. Sembra la saga di Highlander.

Perchè poi, con tutte le dovute tare, quello che scrive Patuano, con la chiosa di Mantellini, non sono cose irrilevanti. Anzi.

Dualismo vita reale vita digitale

Saturday, September 29th, 2012

Un ottimo post di Padre Spadaro per riflettere sulle implicazioni di internet nella nostra vita e sul falso dualismo vita reale-vita digitale.

A quanti mi contestano sempre l’affermazione che la nostra “vita digitale” non è reale come quella di tutti i giorni e pensano che siano due mondi nettamente distinti che non si influenzano a vicenda, io rispondo sempre un pò provocatoriamente “dammi le tue credenziali per accedere da internet al tuo conto corrente. Intanto sono cose virtuali no?”

Facebook, Kaleidoscope90 e il caldo

Monday, August 20th, 2012

Anche Kaleidoscope90 ha ceduto al fascino della pagina su Facebook. Forse per colpa del caldo.

Il web surrogato di Dio

Saturday, June 23rd, 2012

Segnalo questo post su Cyberteologia. Il web surrogato di Dio e Zuckerberg e altri come sommi sacerdoti di una nuova religione tecnologica?

Io, come anche Padre Antonio Spadaro, non ci credo a questa visione di internet. Penso invece che, mai come oggi, la rete ci permetta di relazionarci con gli altri, anche con chi la pensa diversamente. L’inferno sono gli altri ha detto un grande filosofo del mondo moderno. Ecco io inferno lo intendo come difficoltà di uscire dal nostro egoismo e da noi stessi per incontrare realmente l’altro su un piano di umanità, dove non c’è più un io e un tu, ma un noi.

E mai come oggi la rete ci permette l’incontro con l’altro.

Sicurezza dei minori in rete

Friday, May 18th, 2012

L’Istituto Comprensivo di Moncalvo ha avviato in collaborazione con la Polizia Postale il Progetto Informi@amoci, incontri di formazione per studenti, insegnanti, genitori sull’utilizzo consapevole e sicuro di internet e dei social network.

Alcuni giorni fa Catepol faceva queste riflessioni riguardo alla presenza dei minori nei social network, in particolare su Facebook. Questa iniziativa delle Scuole di Moncalvo, mira non alla censura, che come sostiene Catepol ormai è del tutto inutile se non controproducente, ma alla consapevolezza dell’utilizzo della rete e delle sue straordinarie risorse.

Più volte su questo blog ho sostenuto che nella nostra zona non è il digital divide che blocca lo sviluppo di internet, ma un digital divide culturale, una mancanza di cultura della rete e sulla rete, sono il nostro maggior freno. Massimo sostegno quindi a questo progetto e ai suoi promotori.

Sarebbe veramente bello se questo progetto uscisse dall’ambito scolastico e diventasse open, aperto a tutti quanti desiderano avvicinarsi a internet, conoscerla e usarla. Da parte mia sono disponibile ad aiutare.