Posts Tagged ‘privacy’

Le nuove regole di privacy in Facebook

Thursday, November 14th, 2013

FB continua nella sua politica di avvicinamento alla “no privacy”¬† facendo dei piccoli passi alla volta. A prima vista sembra che la differenza rispetto a prima sia impercettibile; sei rintraccibile da chiunque, anche non iscritto a FB. Ovviamente chi √® esterno a FB o che non √® tuo “amico” vede solo quello che hai deciso di rendere pubblico.

Ma questa modifica √®, come dire, imposta da FB ai suoi iscritti, certamente avvisandoli, ma di fatto imponendo loro o di accettare o di, in modo tortuoso e difficile, cancellarsi da FB. Esiste ovviamente anche la possibilit√†, come spiega FB, di utilizzare l’apposita scorciatoia per gestire la privacy. Qualcuno lo usa?

 

Niente va mai via

Sunday, November 13th, 2011

Per la verit√† il titolo √® una citazione di una delle Leggi di Murphy, la cosidetta Seconda Legge di Commoner sull’Ecologia, ma rende bene l’idea di questo bel post di Catepol su come Internet difficilmente dimentichi o cancelli quello che pubblichiamo o altri pubblicano su noi stessi.

La privacy su Dropbox

Tuesday, May 17th, 2011

Dropbox √® un famoso servizio di filehosting con la particolarit√† che √® possibile sincronizzare una o pi√Ļ cartelle del proprio pc o dispositivo mobile con quella salvata in the cloud. Oltre ad accedere ai propri dati dal proprio pc o da qualsiasi pc collegato ad internet √® possibile anche condividerli con altri utenti, caricando i propri file o tramite browser o con un apposito software. Attualmente √® utilizzato da diversi milioni di utenti che recentemente si sono preoccupati della privacy dei loro dati.

Sembra infatti che, nonostante i file siano criptati con tecnologia AES256, i dipendenti di Dropbox possano in qualche modo venire a conoscenza di alcuni dati dei file caricati, come spiegato anche nel blog ufficiale della societ√†. Ma secondo alcuni questa pratica √® pi√Ļ frequente di quanto si dica. Qui √® possibile leggersi l’articolo de Il Post a riguardo.

Si ritorno al problema gi√† sollevato da Stallman sul rischio di perdere il controllo dei propri dati una volta che questi sono nella nuvola, ma come gi√† detto in quanti siamo disposti a rinunciare al salvataggio dei propri dati utilizzando la tecnologia cloud? Ecco che occorre almeno essere consapevoli che, anche se remoti, dei rischi comunque esistono, come la possibilit√† della perdita completa dei dati per mancanza di backup da parte del gestore del filehosting o l’accesso ad essi da perte di terzi.

Una buona regola che viene suggerita sarebbe quella di non salvare dati sensibili nella nuvola, o se proprio devo farlo utilizzare una ulteriore crittografia, cioè crittografare prima i dati utilizzando magari Truecrypt e poi caricarli in the cloud.

La tecnologia e internet ci mettono a disposizione strumenti sempre pi√Ļ sofisticati e utili, ma anche sempre pi√Ļ “difficili” da gestire per la nostra privacy e sicurezza e sta a noi l’onere di utilizzarli nel modo migliore.

Internet vs Report

Tuesday, April 12th, 2011

Non si placano in rete le polemiche suscitata dalla puntata di Report del 11 10 aprile, dedicata ad una inchiesta su Internet e i Social Network dal titolo “Il prodotto sei tu”.

Io ho seguito la trasmissione tra un gioco e l’altro di Adele, e quindi posso anche sbagliarmi, ma a me ha lasciato una sensazione di insoddisfazione per come si √® svolta la puntata. Troppe divagazioni, troppi argomenti portati avanti parallelamente che invece sareppero da affrontare uno per uno. Si √® partiti dai social network, poi passati a google, poi al phishing, poi alla pirateria, poi nuovamente allo spamming, accenni al diritto d’autore, accenni all’anonimato in rete e alle botnet: insomma troppi temi complessi per una trasmissione con tempi limitati. Il tutto, mi √® parso, condito con un sottofondo di allarmismo, che a mio parere non giova alla conoscenza di internet: esempio il tipo che si √® visto bucare l’account del suo indirizzo mail perch√® usava una password comunissima.

A mente fredda capisco che chi √® dentro alla rete e bene o male la conosce, sia rimasto infastidito dalla “superficialit√†”, nel senso di mancato approfondimento, dell’inchiesta di Report e le spiegazioni date dalla Gabbanelli all’Unit√† sono comprensibili in parte, perch√® fino a quando i vecchi media non dedicheranno pi√Ļ informazione, pi√Ļ spazi per approfondimento su Internet, ci dovremmo accontetare di quello che passa il convento e certamente la cultura digitale in Italia non far√† passi avanti.

Per chi volesse approfondire il dibattito qui ¬†e qui trova le pagina de Il Post, qui un commento di Mantellini, qui la lettera di Matteo Bordone su Wired, qui l’opinione di Anna Masera.