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La memoria di Moncalvo

Friday, February 1st, 2019

Riporto qui (a futura memoria direbbe qualcuno) un tweet che ho scritto in ricordo di Piero Norzi e della Giornata della Memoria.

Piero (e adesso i suoi figli) hanno tenuto vivo a Moncalvo il ricordo e la cultura di una città che nel passato ha avuto una importante Comunità Ebraica. Tanto da avere l’unica sinagoga in Italia che si affaccia sulla piazza principale e sviluppare un proprio rito (Apam) insieme a Asti e Fossano.

Scriveva Piero: “Siamo l’unica famiglia ebraica ritornata all’origine e cerchiamo, nel limite delle nostre possibilità, di far conoscere e mantenere le tradizioni ebraiche di Moncalvo.”

Proprio dalla vecchia stazione ferroviaria di Moncalvo il 19 settembre 1943 otto persone, tra cui Piero, sua sorella e i loro genitori, salirono su un treno per Milano alla volta della Svizzera per sfuggire dai nazifascisti e alle persecuzioni.

A Villa Foa rimasero la nonna, i due zii e il loro figlio trentunenne: Clelia Vitale ved. Foa, Estella Foa Colombo, Alberto Colombo, Amerigo Colombo. Tutti deportati e morti ad Auschwitz. Con loro scomparve gran parte della memoria storica e della cultura ebraica moncalvese.

Per Piero l’ebraismo era sopratutto tradizione e cultura e questo passava dalla memoria e dal recupero di ciò che la barbarie nazifascista aveva cercato di distruggere. Ed è anche per merito suo che il Comune di Moncalvo, a ricordo della Shoah, ha intitolato una delle quattro vie che delimitavano il ghetto ebraico “Vicolo 27 Gennaio Giorno della Memoria”.

Piero era agronomo e fu tra i primi in Italia, sulle colline del Monferrato, a produrre vino kasher che in lingua ebraica significa adatto, idone, puro e sta ad indicare la genuinità. E quando bevo una Barbera io non posso fare a meno di pensare a lui.

Piero è stato un importante punto di riferimento a Moncalvo, promotore di tanti avvenimenti culturali, il suo sogno (in parte realizzato) è stato il restauro del cimitero ebraico, oasi lussureggiante di verde, sul bordo sinistro della strada per Ottiglio, che in parte è una ripa scoscesa di alberi e antiche tombe. In inverno con il sole si può ammirare lo spettacolo di un mare di nebbia che sale dal fondo della valle per inghiottire la sommità delle più basse colline lasciando fuori il cimitero ebraico.

Qui, in pace, nella terra dei suoi avi, Piero riposa. E io sono onorato di averlo conosciuto.

Undici anni

Tuesday, November 6th, 2018

Cara amica,
domani sono undici anni. Il tempo scorre inesorabile, ma il tuo ricordo è sempre vivo nel mio cuore.
A volte penso a come sarebbe stata la nostra vita, la tua vita. Cosa avresti fatto? Quali sogni non hai potuto inseguire? Perchè sono stati sacrificati per me? Perchè io si e tu no?
E’ una domanda che che mi pongo da undici anni. Quanto abbiamo perso con te.
I ragazzi stanno bene? Ormai saranno grandi e forse sono riusciti, non dico ad accettare la tua mancanza, ma almeno a sopportarla.
Sono sicuro che loro sono orgogliosi di te.
Ho cercato di rispettare la regola che mi ero dato undici anni fa: ad un grande gesto d’amore deve corrispondere una grande umanità. Vivere la mia vita nel modo più umano possibile, cercando di “comportarsi bene” come diceva mia mamma; che non vuol dire solo essere buoni, ma significa che ci sono le cose giuste e quelle sbagliate; e bisogna fare quelle giuste.
Oggi più di ieri. Perchè mai come oggi fare le cose giuste è necessario.
Portandoti con me in questi anni ho maggiormente sentito il dolore delle persone e cercato di compatirlo, nel senso di patirne anche io una parte, perché nessun uomo è un’isola come già diceva John Donne e il dolore e la sofferenza degli altri è anche un poco il mio dolore e la mia sofferenza.
Senza però mai dimenticare la felicità che il tuo gesto d’amore mi ha portato perchè quello che tu hai fatto non potrò mai dimenticarlo.
Sento la responsabilità di non essere inutile, di far si che la mia vita non sia un semplice succedersi di giorni tutti uguali, una routine come mille altre. Spero di non deluderti amica, non credo di poterlo sopportare. La nostra vita deve essere costruita sull’amore perchè abbia senso, seguire il tuo esempio.
Grazie amica mia.

Dieci anni

Monday, November 6th, 2017

Oggi sono dieci anni. Ormai sono nella seconda parte delle statistiche sulla durata dei trapianti. Sensazione strana. E’ come se nella mia vita ci fosse un prima e un dopo. Non ho mai smesso di chiedermi perché? Ho qualcosa da fare/dire qui? A cosa servo e se si perché io non riesco ancora a capirlo?

Alcune volte mi sembra di avere una miniera d’oro nel cuore da scavare e condividere con chi mi sta accanto, con le persone che frequento. Altre volte mi vergogno di questi pensieri e mi dico che non conto nulla, non ho capito nulla e sono solo illusioni.

Eppure tutte le volte che mi guardo dentro, mi accorgo di essere certo che nessun uomo è un isola, intero in se stesso. Dobbiamo sempre guardarci intorno.

Questa sera ho riletto questo vecchio post di tre anni fa:

Sette anni

Cara amica,

sono sette anni. Un buon traguardo.

Sette anni fa grazie al tuo grande gesto d’amore, tu, una donna (e chi altri se no?) morendo hai concesso ad altre persone, tra cui il sottoscritto, di tornare a vivere. Una morte ha ridato la vita, all’apparenza un ossimoro.

Ti penso spesso. Ti immagino madre e sposa felice, con tanti progetti per il futuro, e non posso non sentire dolore per te e per chi ti amava. I bambini? Come stanno oggi? Io so cosa vuol dire crescere senza un padre, ma come si supera, come si argina la sofferenza, lo strazio per la perdita della mamma?

E da questa marea di dolore è uscita la mia felicità, è arrivata Adele, e poi, come in una cascata, tutta la ritrovata normalità di una vita senza dialisi, senza dolore fisico e spirituale.

Mi domando se è giusto. Perché alla fine si è trattato di questo: di una vita per una vita. La tua vita interrotta è stata l’inizio della mia nuova vita. La meritavo? E perché io si e tu no? Perché al mondo c’è bisogno di un Maury e non c’era bisogno di te?

Domande a cui non so rispondere. Ed è sette anni che me le pongo. Quasi ogni giorno alzandomi.

Mi sono però dato questa regola: ad un grande gesto d’amore deve corrispondere una grande umanità. Vivere la mia vita nel modo più umano possibile, cercando di “comportarsi bene” come diceva mia mamma; che non vuol dire solo essere buoni, ma significa che ci sono le cose giuste e quelle sbagliate; e bisogna fare quelle giuste.

Oggi più di ieri.

Sentire il dolore delle persone, e compatirlo, nel senso di patirne anche noi una parte, perché nessun uomo è un’isola come già diceva John Donne e il dolore e la sofferenza degli altri è anche un poco il mio dolore e la mia sofferenza.

Oggi più di ieri.

Se la mia vita ha un senso, se c’è Adele, se sto bene è perché una persona per me estranea ha incrociato la sua vita con la mia. In questo incrocio lei mi ha donato la sua vita come gesto di scommessa sulla bontà degli uomini e sull’amore. E quella persona, non più estranea, se tu cara amica, che sei parte di me.

Cara amica, in questi sette anni portandoti con me, nonostante i buoni propositi non credo di essermi meritato sempre il tuo gesto d’amore. Ma anche negli errori non mi sono mai tirato indietro dalle mie responsabilità e ho sempre chiesto scusa, cercando di imparare a non ripeterli. E credo proprio che questo sia anche merito tuo.

Vivere non è facile e tu certamente lo sai, ma il tuo gesto mostra che proprio sull’amore bisogna costruire la nostra vita se vogliamo che abbia un senso, per quanto corta o lunga sia.

Grazie cara amica. Ti ricordo sempre.

Oggi più di ieri.

E’ ancora valido in occasione del decennale.

Un abbraccio cara amica.

Ipazia assassinata 1600 anni fa

Wednesday, March 8th, 2017

Ipazia di Alessandria è stata tante cose. Quel che è certo è che è stata brutalmente assassinata da fanatici cristiani, ispirati dal vescovo Cirillo; che personalmente non mi è mai stato molto simpatico.  Nel 2011 è uscito il bellissimo libro di Silvia Ronchey che racconta, con rigore, la storia di questa grande donna, che oggi viene giustamente ricorda.

La vita, il pensiero e la tragica morte di Ipazia dovrebbe essere monito per tutti i fanatici.

Simone Weil

Monday, August 24th, 2015

Anniversario Simone Weil

24 Agosto 1943 ci lasciava Simone Weil.

Se l’autore di questo blog è quello che è, se ha fatto alcune scelte e non altre, se ha una idea ben precisa della vita, delle persone, della religione, lo deve anche perchè ha incontrato il pensiero e la vita di questa grande donna.

Oscar Romero

Saturday, May 23rd, 2015

imageFinalmente la Chiesa ha riconosciuto la santità di Mons. Oscar Romero, ucciso dagli squadroni della morte. Un vescovo e un uomo sempre dalla parte dei poveri e degli oppressi.

Simone Weil Ashford 24 agosto 1943

Sunday, August 24th, 2014

Anniversario Simone Weil

“Considerare sempre gli uomini al potere come cose pericolose. Evitarli nella piena misura in cui lo si può senza disprezzare se stessi”

Simone Weil  Cahiers I

O capitano mio capitano

Tuesday, August 12th, 2014

robin williams

Robin Williams

Don Lorenzo Milani

Monday, June 30th, 2014

Un bel post  di Leonardo Tondelli su Don Milani, e sono già 47 anni dalla morte. Per l’amico Piero; insegnante.

Eli Wallach il Brutto

Wednesday, June 25th, 2014

Una delle scene più belle del cinema, in un film visto e rivisto ma che continuo ad amare immensamente.

e martedì  ci ha lasciati Eli Wallach, il Brutto.