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Nostalgia canaglia

Sunday, November 12th, 2017

Come sanno i miei cinque (affezionati?) lettori, con Katia siamo tornati a dare un piccolo contributo all’Oratorio di Moncalvo, cercando di fare un cammino di gruppo con i ragazzi di 13-14 anni.

Il gruppo, in ricordo dei vecchi tempi, lo abbiamo chiamato “gruppo giovani” e il fatto che questo nome sia gi√† stato usato (ed abusato) ai miei occhi non ne diminuisce affatto il valore. Fino ad oggi non √® che abbiamo fatto chiss√† che cosa; ci siamo incontrati, abbiamo cercato di conoscerci meglio; alcuni incontri sono andati bene, altri cos√¨ cos√¨, come credo sia normale. Insomma, stiamo camminando insieme, e per me questo √® gi√† il premio.

Sabato scorso ho pensato di incentrare l’incontro sul tema dell’amicizia, consapevole che questo argomento √® fondamentale sia nella vita dei ragazzi che in un cammino di gruppo. Ho recuperato un “vecchio gioco di Klaus Vopel”, un leggerissimo adattamento nello svolgimento e pronti via, ne √® venuto fuori l’incontro pi√Ļ bello fatto fino ad ora. I ragazzi entusiasti e mai visti cos√¨ coinvolti e attenti alle loro emozioni, ai loro pensieri.

Io stesso non mi ricordavo pi√Ļ bene come fosse bello fare gruppo. Come fosse potente, formativa, coinvolgente, l’esperienza di gruppo insieme ai ragazzi. E proprio sabato, a tradimento, mi hanno ripreso i ricordi del nostro (mio e di Katia) gruppo. Che nostalgia della sensibilit√† di S., dell’intelligenza di L., di A., di M., di A., e via via tutti gli altri. Ho ripensato al cammino fatto insieme, a quanto abbiamo costruito, a quanto abbiamo appreso. Alle vittorie e alle sconfitte. A quello che siamo stati capaci di fare e al cammino che non siamo stati capaci di continuare per varie ragioni.

Sono sempre stato una persona che guarda al futuro, che ha sempre pensato che un gruppo nasce, cresce, ed è destinato a morire, perché è giusto che ogni persona faccia le proprie scelte e segua la propria strada. Per me un gruppo non è mai per sempre. Però sabato mi sono guardato indietro e la nostalgia è stata fortissima.

E temo questa nostalgia. Mi spaventa. Non deve influenzare minimamente le mie scelte, i miei pensieri, il mio cammino attuale. Come diceva Simone Weil, bisogna tagliare senza misericordia tutto quanto √® illusione nel nostro rapporto con gli altri. A maggior ragione nell’animazione. E nell’amicizia si nutrono le speranze l’uno dell’altro e si rispettano i sogni l’uno dell’altro.

 

 

Lampi di luce

Friday, December 2nd, 2011

La scorsa sera sono venuti a trovarci due carissimi amici. Ne abbiamo approfittato per festeggiare il compleanno di L.

Discussioni, scambio di emozioni e pensieri come ai bei tempi. Sprazzi di luce in un periodo per me difficile e buio. Grazie amici.

La Norvegia e il Leo

Sunday, July 24th, 2011

Ho iniziato ad interessarmi dei baesi nordici, quanto un carissimo amico mio e di Katia (il Leo) √® andato in Svezia a fare l’Erasmus e non ha perso occasione per mesi dopo che era tornato, di raccontarci tutto e di pi√Ļ, della sua esperienza.¬† Fino ad allora per me la Svezia e la Norvegia mi erano note solo perch√® avevano dato i natali a grandissimi tennisti come Borg o Edberg, per l’ottimo salmone affumicato, per le ragazze (le mitiche svedesi), per le manifestazioni di atletica leggera che regolarmente si fanno a Oslo o a Stoccolma. Il Leo √® un amante di questi paesi, del freddo, della montagna, di Serena (e ci mancherebbe!!) e di tantissime altre cose, alcune condivisibile, altre meno, ma a lui mi lega una amicizia cos√¨ profonda e un affetto cos√¨ sincero che immagino quanto possa averlo colpito la notizia del recente attentato a Oslo.

Mi ha colpito molto questa descrizione del popolo norvegese fatta da Adriano Sofri, che conferma l’impressione che ho avuto dai racconti del Leo, di come le popolazioni di questi paesi siano veramente di un altro spessore per quanto riguarda la civilt√† e il modo di vivere. Basti pensare a questa frase del sindaco di Oslo, ripresa da molti in rete, e fare un paragone con cosa hanno pubblicato i nostri giornali o immaginare cosa avrebbero detto i nostri politici se una tragedia simile fosse successa da noi.

Update 24/07

Questa è la dichiarazione del Primo Ministro norvegese durante i funerali delle persone uccise negli attacchi di venerdì. Grande paese la Norvegia!!

(via Il Post)