Compagni di scuola

Sabato sera c’è stata la rimpatriata della mitica 5AI 1990/91 del Sobrero. In quella fantastica classe c’ero anche io. Dopo 20 anni e grazie anche a internet (a qualcosa come si vede tutto sommato serve) abbiamo riallacciato i contatti, merito principale del grande Carlo ( Gegio), e organizzato una bella serata con annessa cena in questo agriturismo di Casale Monferrato.

Tralascio tutti gli aspetti folkloristici della situazione perché penso che tutti, bene o male, hanno avuto l’esperienza di rincontrarsi con i propri compagni di scuola e bene o male tutte queste serate si assomigliano. Voglio invece rendervi partecipi della piccola sorpresa (secondo me invece grande) che Carlo ha fatto ad ognuno di noi: un piccolo scritto con allegato un calendario con le nostre foto di ieri e di oggi che esprime bene la sua sensibilità e il clima nel quale si è passata (assai velocemente purtroppo) la serata.

“Carissimi amici, vi ringrazio tantissimo per aver accettato il mio invito ed essere intervenuti alla rimpatriata della nostra classe 5AI. Correva l’anno 1990/1991 e dopo vent’anni ci siamo rivisti e siamo stati insieme a raccontare i “vecchi tempi” della scuola che ci ha fatto sicuramente dannare ma, alla fine, ci ha dato la possibilità di crescere e maturare, di trovare un lavoro, una posizione ed un futuro. Abbiamo passato momenti indimenticabili, condiviso gioie, dolori, momenti di tensione, interrogazioni, compiti in classe e verifiche. Ci siamo disperati per un “4”, abbiamo gioito per un “8” ma – tutti insieme – ci siamo presi per mano e quotidianamente abbiamo lottato per uscire “maturi” da quella porta. Molti di noi (quasi tutti), da quel giorno caldissimo del diploma, non si sono più visti e l’inizio di una nuova vita e di una nuova avventura, per ognuno di noi avrebbe avuto inizio. Oggi, dopo vent’anni, molte cose che avevamo in comune quasi non ce le ricordiamo più. Ogni tanto ho piacere di immaginare i nostri mitici prof, gli assistenti, i bidelli, la segreteria, tutte quelle persone che con noi hanno condiviso, in modi diversi, il mondo del Sobrero. ognuno di noi si è fatto una vita, una famiglia, molti hanno figli e molte preoccupazioni di prima, le nostre strade si sono divise, segnate ognuna da un ben preciso destino. Come vi devo dunque chiamare? Ingegneri, dottori, periti? No… semplicemente con i vostri nomi perchè noi, nonostante i titoli ed i meriti di cui siamo stati insigniti, saremo sempre gli amici di una volta, i mitici ragazzi della 5AI………………. Oggi siamo cambiati d’aspetto, sicuramente, ma lo spirito è ancora quello di allora, di quando eravamo adolescenti. Rimaniamo tali ma sopratutto non dimentichiamo mai di essere stati compagni di scuola.”

Carlo è rimasto il poeta di sempre, e anche tutti gli altri, pur cambiati nell’aspetto, sono gli stessi.

Una serata indimenticabile.

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