Idee per il futuro di Moncalvo

Stamattina leggevo questo post di Cesare Cacitti sulla sua esperienza in H-Farm. Se non sapete cosa è H-Farm vi basta sapere questo: è il più famoso venture incubator italiano, fondato da Riccardo Donadon, per molti un visionario paragonabile solo ad Adriano Olivetti. Ed è stata la prima impresa visitata da Renzi dopo essere diventato presidente del consiglio.

Certamente lo vedo davvero difficile la trasposizione di H-Farm qui nel Monferrato. Ma nulla ci impedisce di riprenderne l’idea. Magari non partendo subito con un vero e proprio venture incubator, per questo è ovvio che servono soldi, ma almeno prendere lo spunto della “fabbrica delle idee”, cioè di un luogo dove favorire l’incontro delle idee (innovative) e delle persone per poi selezionare quelle più promettenti e cercare il modo di realizzarle.

Pensate ad una sorta di “Moncalvo Lab” dove ci si incontra, si condividono idee, si discute sul modo migliore per realizzarle, se ne sceglie una o due e rimboccandosi le maniche la si mette in pratica. Un laboratorio di idee, progetti, perchè no? sogni non per il prossimo anno, ma per il futuro di Moncalvo, per i nostri figli.

A breve a Moncalvo ci saranno le elezioni per l’amministrazione comunale. Sarebbe davvero degno di nota, segno di attenzione per il futuro e l’innovazione, se le liste (e i candidati sindaci) che si presenteranno raccogliessero la sfida dell’innovazione. Io sono fermamente convinto che il Monferrato (e Moncalvo) in futuro non potranno vivere solo di commercio e turismo (per non parlare dell’agricoltura), così come non possiamo continuare ad ignorare a lungo la rivoluzione digitale che sta già cambiando il nostro modo di vivere.

La “Moncalvo Lab” che ho in mente non propone all’amministrazione comunale  la realizzazione della solita festa uguale a mille altre, del solito carnevale uguale a mille altri, o il solito festival uguale a mille altri. No. La “Moncalvo Lab” che sogno è quell’incubatore da dove potrebbe magari uscire l’idea di un Festival di Moncalvo dove si racconta la storia della città, e la cultura alta si mischia a quella più pop (nel senso di popolare), ben rappresentata dal gruppo su Facebook “sei di Moncalvo se…” dove le persono comuni raccontato la loro Moncalvo; due serate così nella piazza garibaldi, registrate e scaricabili in podcast e video. Si tiene traccia della memoria e la si rende disponibile per i nostri figli.

Mille altre potrebbero essere le idee. Da quella di recuperare locali ad oggi in disuso per farne la sede di “Moncalvo Lab” sulla falsarica di Lab121 oppure quella di legare in qualche modo la promozione del territorio alla rete, oppure quelle già scritte in questo post.

La rete ci insegna a lavorare insieme, alla condivisione, allo scambio, al dono. Non ci insegna la frammentazione, il lavorare da soli, la divisione. Purtrobbo Moncalvo in questo ha ancora tanto da imparare e da noi spesso preferiamo far nascere nuovi sodalizi piuttosto che collaborare con quelli esistenti. Penso che continuare così non ci porterà da nessuna parte, anzi ci farà perdere terreno, perchè come il futuro e l’innovazione non aspetteranno che l’Italia si adegui, così non aspetteranno Moncalvo.

Dobbiamo davvero cambiare, non solo per noi, ma per i nostri figli.

 

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