Cirillo, Ipazia e l’accettare lezioni

La Parrocchia di Moncalvo pubblica ogni settimana un piccolo ciclostilato dove sono riportati gli appuntamenti settimanali, le offerte, gli orari delle messe e cosi via. E’ presente anche un breve commento alla liturgia della domenica. Quello pubblicato domenica scorsa conteneva un estratto dagli scritti di S.Cirillo di Alessandria (d’Egitto).

Certamente ai pi√Ļ non interessa la cosa, ma per me √® importante perch√® √® da qualche tempo che mi sto interessando alla storia di Ipazia, la filosofa e scienziata neoplatonica barbaramente assassinata. E quell’estratto dagli scritti di S.Cirillo mi ha disturbato.

Prevengo subito l’obiezione: tutto quanto si legge della storia di Cirillo e Ipazia √® scritto da anticliricali, atei e agnostici. Ebbene non √® vero. Infatti anche storici cattolici (Socrate Scolastico) concordano che sono stati fanatici cristiani i responsabili dell’assassinio. Ma certamente questo non significa che S.Cirillo sia il mandante della sorte di Ipazia.

Ma qui non voglio entrare nel merito della storia, alquanto complessa, di Ipazia e Cirillo, ognuno si faccia le sue opinioni leggendo libri o documentandosi in rete. Quello che mi ha disturbato è il sapere che quegli scritti sul ciclostilato della Parrocchia, meritevoli di lettura, erano di una persona comunque implicata in un assassinio. Il non accettare lezioni da persone che presumiamo moralmente inferiori a noi, o per dirla in altro modo, persone che a parole esprimono grandi idee ma poi le smentiscono nella pratica.

Proprio questo sforzo di “accettare la lezione” senza usare l’argomento dell’attacco alla persona che lo esprime √® quel disturbo. Quante volte nella nostra vita usiamo questo stratagemma per sottrarci alla verifica e all’analisi (pi√Ļ faticosa e impegnativa) delle idee, attaccando invece la persona? E’ pi√Ļ semplice, non implica il rischio di vedere la ragione altrui e il nostro torto, √® rassicurante per la nostra fede o per la nostra teoria.

Insomma, ho dovuto lottare per arrivare alla fine della lettura, per non smettere a met√† scuotendo la testa e pensando “senti da che pulpito viene la predica!”. Ho finito la lettura, era interessante e anche bella, meritava.¬† Ho accettato la lezione e ho imparato qualcosa di nuovo.

Questo accettare lezioni, ascoltare le idee degli altri senza giudicarle in base al vissuto di di le esprime, non √® esercizio facile. Implica essere disponibile a “farsi educare”, a migliorarsi, scegliere tra le cose giuste e quelle sbagliate e fare quelle giuste; gi√† da subito, adesso, cominciando a migliorare noi stessi e di conseguenza gli altri e rendendoci disponibili ad essere migliorati da noi stessi e dagli altri. Accettando e dando lezioni.

E qui vi sembrer√† strano, ma per queste idee sono debitore a Luca Sofri e al suo libro “Un Grande Paese“.

P.S.: Aver accettato la lezione non significa  non avere dubbi sulla figura di S.Cirillo.

Sharing is caring!

Tags: , , , , ,

Comments are closed.