Pensieri disordinati

A volte siamo costretti a fare scelte difficili, anche contraddittorie con alcune opinioni o idee espresse in passato. In quei momenti ci piacerebbe che, anche se i nostri amici o le persone a noi più vicine non approvano le nostre decisioni, si sforzassero di comprendere le nostre motivazioni. Abbiamo bisogno di ascolto, tempo per spiegarci, per aprire il nostro cuore. Dentro di noi, spesso, conduciamo battaglie disperate che le persone a noi vicine ignorano.

Ci piacerebbe trovare, se non comprensione, almeno silenzio, e non scherno o dileggio per la nostra scelta.

Lo sforzo di parlare, di chiedere il perché, di ascoltare, senza partire in quarta con giudizi netti e critiche distruttive è un lavoro prima di tutto su noi stessi, sul nostro modo di rapportarci con altre persone. Mi rendo conto che io stesso a volte, affronto gli altri con la certezza della mia verità, Simone Weil direbbe che adopero la “forza” nel costruire il mio rapporto con gli altri, cercando in qualche modo un potere, un rapporto appunto di forza a mio favore. E questo è male. Ci impedisce di riconoscere noi stessi in ogni uomo e quindi la fraternità, la compassione, la comprensione ci sono negati in partenza.

Anche se a volte non comprendiamo i nostri amici, le persone a noi vicine, o la stessa umanità, proviamo comunque a scommettere sull’uomo, sulla sua parte “buona”, sulle sue capacità di cambiare in meglio lui è il mondo che abitiamo.

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