Archive for the ‘riflessioni’ Category

La storia dell’estate 2017

Monday, July 24th, 2017

Questa che sto per raccontarvi è una bella storia. A prima vista può sembrare la solita storia di sport con il solito camp estivo (ai miei tempi si chiamava in italiano campo estivo e capisco che sto invecchiando), ma le apparenze ingannano.

Tutto inizia qualche mese fa quando la società sportiva PGS Azzurra Moncalvo si candida ad ospitare una tappa del Revolution Volley Camp di Matteo Piano. Per quei pochi che non sanno chi è Matteo Piano vi dico solo che gioca come “centrale” nella nazionale italiana che ha vinto l’argento alle Olimpiadi di Rio 2016 e il resto lo potete leggere qui.

Questo “gigante buono” è un astigiano docg che non ha dimenticato le sue radici, che come racconta Mauro Corona, sono come degli elastici; tu puoi anche andare in capo al mondo ma loro in un modo o nell’altro ti riportano al luogo da dove vieni.

Domenica 23 luglio inizia il camp al quale partecipa anche Adele. Appuntamento agli impianti sportivi di Moncalvo e prima grande sorpresa: arrivano i ragazzi e insieme a loro Matteo Piano come un animatore qualsiasi compresa la divisa d’ordinanza: maglietta, pantaloncini, zainetto e infradito.
Ma Matteo non è solo, si è portato insieme l’amico Luca Vettori, anche lui nazionale e argento olimpico, grande campione e insomma, una sorpresona per tutti noi.

Lo stupore aumenta quando, con il procedere della giornata, ti accorgi che sia Matteo che Luca (anche lui in divisa animatore e scalzo) sono perfettamente a loro agio con i ragazzi, parlano, sorridono, si comportano con estrema naturalezza che ti fa presto dimenticare chi sono, e li scambieresti per due animatori da oratorio solo un po’ cresciuti.
Allora sono stato preso dalla curiosità di capire. Perché certi modi di essere o sono innati, oppure sono frutto di esperienze, incontri, riflessioni.

Sia Matteo che Luca io li definirei campioni di pallavolo “per caso”. Non fraintendete. Hanno lavorato duramente per arrivare dove sono; hanno realizzato un loro sogno con impegno, costanza, fatica, lavoro. Non gli è stato regalato nulla. Ma il loro mondo non inizia e finisce con la pallavolo. Hanno una miriade di interessi che non ti immagini quando pensi ai grandi dello sport. Una profondità di pensiero e riflessione, unita ad un grande desiderio di comunicare, imparare, conoscere il mondo, le persone, le cose.

Fanno una web radio che si chiama Brododibecchi, perché come dicono loro, gli piace comunicare con la voce, un brodo di parole, suoni idee e viaggi. Questo progetto ha consolidato un amicizia che ho visto raramente nelle persone intorno a me ed ha dato vita ad un’associazione culturale che per loro vuole essere un modo per condividere idee, creare un insieme, trasportare e farsi trasportare.
Fabrizio De André diceva che preferiva immaginare quello che leggeva e non vederlo con gli occhi del corpo. Mi è capitato raramente di immaginare quello che ascoltavo di un podcast. Ieri sera, ascoltando le puntate di Brododibecchi con Matteo e Luca, mi sono sorpreso ad immaginare quello che raccontavano e a sognare ascoltando le loro voci. Il più bel complimento che si possa fare a persone che fanno radio.

Ascolta “Scialli FuoriPorta” su Spreaker.

Ascolta “Brododibecchi Astigiano” su Spreaker.

Questa storia, iniziata da un camp di volley, proseguita scoprendo due ragazzi di un’umanità non comune nascosta dietro l’apparenza di due campioni dello sport, e continuata con l’ascolto delle loro voci, finisce qui.
Da parte mia un grazie a chi si è impegnato perché i ragazzi di Moncalvo avessero questa grande occasione di crescita. Spero che questo possa essere spunto e stimolo per nuove idee e progetti a favore dei giovani moncalvesi.
E ovviamente continuate a seguire Matteo e Luca …..

Tra social e blog

Wednesday, January 25th, 2017

Il Guardian, giornale peraltro rispettabile, è incappato nella bufala della presunta falla sulla sicurezza di WhatsApp e si è visto arrivare una lettera di protesta da esperti di sicurezza e crittografia con la richiesta di scuse e ritiro dell’articolo.

Matteo Renzi invece, forse stanco di Twitter e Facebook, ha deciso di aprire un blog.

Possiamo pensare tutto il “male” che vogliamo di WhatsApp dopo la sua acquisizione da parte di Facebook; in particolare per la discussa possibilità che FB incroci i dati di WhatsApp con i suoi. Ma certamente come applicazione di messaggistica a livello di sicurezza intrinseca, non ha nulla da invidiare a Signal o Telegram diretti concorrenti. E l’articolo del Guardian rivela come minimo la scarsa conoscenza della materia o la fretta di voler fare a tutti i costi la notizia.

I Social e le applicazioni di messaggistica sono parte della nostra vita e dovremmo cercare di “curare” i nostri profili e imparare ad usare queste applicazioni così come ci prendiamo cura e conosciamo la nostra macchina o la nostra casa.

L’ex presidente Matteo Renzi invece ha aperto un blog. A me non dispiace che le persone aprano un blog; anzi, penso sia una buona cosa che permette di aprire la mente e confrontarsi con altri. Un blog è luogo di riflessione più approfondita rispetto ai social. Permette post lunghi, non è legato all’istante del cosa sta accadendo. Se i social sono come dei “giornali” legati all’istante, all’oggi; i blog sono i nostri diari, i nostri libri, durano mesi o anche anni. Io ho sempre pensato che scrivere un post sul blog è prima di tutto un lavoro su noi stessi, sul nostro modo di pensare e su quello che pensiamo; poi è uno sforzo di tradurre in parole questi pensieri. Non ho mai scritto un post senza prima averlo pensato e ripensato. Sarà per questo che non frequento molto i social. Non mi piace il dover sempre rispondere “online” sul momento, la frenesia del like o del mi piace, il dover per forza scrivere.

Se Renzi gestirà questo nuovo “giardino” online, per usare l’espressione cara a Mantellini, non come un social o peggio come un mero strumento di propaganda politica, ma come uno spazio di riflessione per se e per gli altri allora sarà una ricchezza per l’internet italiana.

Inizio 2017

Sunday, January 8th, 2017

E’ iniziato il nuovo anno. Non so voi, ma io devo ancora finire i buoni propositi e i progetti del 2016! Ho tralasciato tante cose, non fatto altre per pigrizia e scarso impegno, mi sono invece ributtato in altre  delle quali pensavo di non dovermi più occupare per raggiunti limiti di età e/o modi di fare/pensare diversi.

Insomma, la vita mi ha trascinato di qua e di là, e io tante volte non sono stato in grado di gestirla. Ma siamo poi così sicuri di saper gestire la nostra vita? O piuttosto è una nostra illusione pensare di essere noi i timonieri? Mi ricordo che quando ancora insieme a Katia facevamo animazione, citavamo spesso il famoso disegno di Leonardo “l’uomo vitruviano“; che è il simbolo dell’idea dell’uomo misura di tutte le cose. Ebbene io sono uno di quelli che, anche un po’ per gusto della provocazione” è contrario all’idea dell’uomo centro dell’universo e misura di tutte le cose. Tante cose dipendono certamente da noi, ma tante no. Ho sempre avuto una sorta di preferenza per il “pensiero debole” per la “filosofia negativa” intesa come nostra (degli uomini) incapacità di definire il bene/la verità in se ma procedendo unicamente per negazione/esclusione di quello che non è. Un modo di pensare che cerca di arrivare al nocciolo delle cose togliendo quanto è superfluo, piuttosto che creando definizioni e dogmi.

Un famoso detto dei Padri del Deserto dice “Non avventarti contro le tenebre. Preoccupati di tenere accesa la tua lampada.” E’ quello che chiedo io al 2017; cercare di non perdere la bussola ma tenere ferme alcune  idee. Continuando a coltivare i sogni ancora da realizzare (che sono tanti!) cercando di non farsi prendere dallo scoramento e dal cinismo.

 

 

Lo stagno moncalvese

Sunday, September 4th, 2016

Qualunque cosa pensiamo dell’Associazione Moncalvo Viva e delle sue iniziative, questo non ci impedisce però di notare come il suo ultimo post sul turismo e Moncalvo, sia stato un sasso lanciato e rimasto senza risposta.
Già da tempo ho espresso la mia idea che di solo turismo non potremmo vivere e che serve anche altro. Ma questo post di Moncalvo Viva è l’esempio emblematico dell’assenza di cultura digitale nella nostro città e nel Monferrato.
Un gruppo di persone, indipendentemente da quello che pensiamo di loro, propone attraverso internet una riflessione, mettendoci del suo, su un’argomento importante per la nostra città e il risultato di questo è: il nulla.
Da tempo i moncalvesi si sono riempiti la bocca (virtuale) di voler essere coinvolti nella vita sociale e politica, e quando è il momento non un cane che ci metta la faccia nell’esprimere le sue idee e dare il proprio contributo alla riflessione; rimanendo però sempre pronti alla critica polemica e sarcastica vis a vis.
Un silenzio assordante, che fa il paio con l’insulso uso dei social, in particolare FB con post pubblicati, rimossi e polemiche annesse, fatto dai moncalvesi quando si è verificato il crollo dell’ex ospedale.

Quando il sottoscritto, certamente sognatore e idealista come un caro amico mi definisce, proponeva l’idea di una Moncalvo Lab, aveva in mente un luogo di discussione e riflessione che poi portasse alla realizzazione di progetti concreti; immaginando che bene o male Moncalvo fosse pronta a questo cambiamento di mentalità.
Mai avrei pensato di essere più lontano dalla realtà e sempre più mi faccio convinto che questo white paper su Moncalvo e Internet, rimasto anch’esso lettera morta, sia più che mai attuale.

Lo storytelling e i numeri

Monday, December 21st, 2015

Anche Mantellini nutre dubbi sulla “narrazione” entusiasmante che Riccardo Luna, digital champion italiano, ha fatto per commentare la statistica europea sull’accesso a internet. Forse sarebbe ora di pensare a cose concrete e realizzarle, lavorare a testa bassa, senza enfasi, partendo dal basso, coscienti che i risultati non saranno immediati.

E se questo è vero per l’Italia in generale, a maggior ragione per Moncalvo e il Monferrato.

Religione e fondamentalismo

Saturday, January 10th, 2015

Luca Sofri in questo suo post prova a mettere nero su bianco qualche spunto di riflessione sui drammatici avvenimenti di questi giorni.

Mi ha colpito in particolare il punto dove si sostiene che in qualche modo le religioni (tutte) hanno delle responsabilità per gli atti compiuti in nome di una interpretazione fanatica del credo religioso.

Da credente ovviamente mi sento chiamato in causa e nonostante sia sempre stato borderline rispetto al Cristianesimo e alla Chiesa, vedi anche il nome del blog e sono forse uno dei pochi moncalvesi favorevole ai matrimoni gay, mi tormenta questa domanda: “Io credente, cosa ho fatto per limitare le possibili derive fondamentaliste del cristianesimo?”

Perché a dirla tutta, credo ancora che i nostri atteggiamenti, pensieri, modo di vivere, in una parola la nostra vita, contino ancora qualcosa come esempio per gli altri. Se condivido pensieri intolleranti, se interpreto in modo fanatico e fondamentalista la mia religione, prima o poi questi miei atteggiamenti li manifesto e li diffondo intorno a me e altri ne saranno contagiati. Così come è vero il contrario.

Se noi siamo i buoni dobbiamo anche dimostrarlo. E come credenti impegnarci per limitare il più possibile derive fondamentaliste della religione a cominciare da oggi, qui, subito, a Moncalvo come a Roma.

La cultura del dono oggi

Thursday, November 13th, 2014

L’amico Gabriele mi ha mandato una mail con un link a questo intervento del Priore di Bose Enzo Bianchi. Lo scritto prende spunto dalla realtà attuale dove la cultura del dono gratuito sembra messa pesantemente in discussione dall’imperante cultura individualistica tesa solo agli interessi personali e al profitto.

Certamente in parte Bianchi ha ragione, tuttavia io penso che non si vogliano cogliere, o perlomeno si tende ad ignorare, i segni di una grande cultura del dono e della condivisione che caratterizzano internet fin dagli inizi.

Certamente la rete oggi è tante cosi, ma ha nel suo dna il dono e la condivisione, proprio quelli che Bianchi invoca. La stessa cultura hacker ha grandi punti di contatto con l’etica cristiana, come già evidenziato da Padre Spadaro sul suo blog Cyberteologia.

E, sempre ragionando in un’ottica “cristiana”, la cultura del dono, della condivisione delle informazioni, dei forum, dei link, del software open source, la Gift Culture, insomma tutto quanto è alla nascita di internet, secondo me ha molto in comune con il cristianesimo, per non parlare dell’ultimo intervento di Papa Francesco che definisce internet “un dono di Dio“.

Credo quindi che una maggiore consapevolezza della rete, una maggiore diffusione della cultura digitale comporterà anche per noi stessi una maggiore propensione alla cultura del dono e della condivisione.

Associazioni moncalvesi crescono (troppo)

Thursday, September 4th, 2014

Nella grande e affollata galassia delle associazioni moncalvesi brilla una nuova stella:  l’associazione Moncalvo Viva, che nasce come continuazione del progetto politico della lista omonima recentemente sconfitta alle ultime elezioni amministrative .

Non me ne vogliano gli amici di Moncalvo Viva, ma come già successo recentemente, non mi ha mai convinto il proliferare dell’associazionismo moncalvese. Questa “gara” a fondare associazioni con scopi simili se non identici, la trovo ridicola oltre che una dispersione di energie che Moncalvo non può permettersi. Capisco che in qualche modo si doveva dare una continuità “politica-sociale” alla lista sul lungo periodo (le prossime elezioni sono lontane) ma a tutto c’è un limite e io l’associazione non l’avrei fatta.

Il sottoscritto però non conta nulla e quindi l’associazione è stata costituita e qui potete leggere lo statuto. Divertente, non so se voluto o meno, la citazione alla felicità dei moncalvesi che riprende un’articolo della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti. Per il resto gli scopi e lo statuto riprendono le idee e proposte già espresse nel programma politico della lista.

Come non mi aveva convinto il programma politico, così non mi convince lo scopo che la neonata associazione si prefigge. Mi sono andato a rileggere alcuni post dove esprimevo considerazioni su Moncalvo e il suo futuro, per esempio sul turismo e cibo, associazioni e internet, sviluppo digitale. Mi sembrano ancora attuali e senza risposte.

 

 

Winer vincitore allo smau torino 2014

Thursday, May 15th, 2014

winer premio smau

Questo è uno dei post più belli che mi è capitato di scrivere in questi anni. Sono orgoglioso di essere moncalvese e di aver condiviso un piccolo pezzo di vita con Carlo Farotto. Lui e la Winer vincitori allo smau torino 2014 sono l’esempio da seguire per il rilancio del nostro territorio. L’esempio di come sia possibile coniugare tradizione e innovazione; perchè questo è il futuro, ed è proprio nel creare questo giusto rapporto tra passato e modernità che ci giochiamo la partita per non retrocedere a paese di serie B. E quale campo migliore vorreste avere se non Moncalvo e il Monferrato per giocare la partita del futuro?

E quando saranno passate le elezioni amministrative, qualunque lista vinca a Moncalvo, mi aspetto un invito ufficiale al Carlo. Non solo per rendergli il giusto riconoscimento, ma sopratutto per fargli raccontare come è nata l’idea, come “si diventa innovatori”, quali i progetti ha in mente.

Abbiamo bisogno di storie come quella della Winer. Abbiamo bisogno di esempi e stimoli per immaginarci (e costruirci) un futuro per noi e per i nostri figli.

 

 

E’ meglio essere buoni

Tuesday, April 8th, 2014

Ho letto la recensione del nuovo libro di Daniel Dennett, filosof americano che da anni si occupa di come gli uomini pensano. Nella recensione fatta da IlPost oltre ad indicare come ci si deve comportare per criticare con gentilezza, viene dimostrato come già Seneca sosteneva, che conviene essere buoni nei rapporti con gli altri. Un libro da comprare.