Archive for the ‘personale’ Category

Un compagno di viaggio

Sunday, January 14th, 2018

Oggi mi sono sorpreso a riflettere su quanto abbiamo bisogno di un compagno di viaggio; una persona che cammini insieme a noi, ci stia accanto nei momenti si e in quelli no, ci faccia riflettere e senza giudicarci troppo ci consigli e ci sostenga durante il cammino.

Una frase sentita oggi mi ha colpito: nella nostra società, dove ormai tutti hanno un tutor, il personal trainer, l’accompagnatore, il segretario, il cuoco a domicilio, in ambito di crescita personale (e di fede per chi crede) ci vantiamo di essere autodidatti e autonomi. Mai che chiediamo aiuto, che cerchiamo qualcuno che ci accompagni.

Se non sbaglio (vado a memoria) nel Vangelo di Giovanni quando i primi discepoli incontrano Gesù gli chiedono: “dove abiti” e non è che Gesù risponde: “guarda abito qui a questo indirizzo oppure mandami un messaggio o un whatsapp”.  No risponde: “venite e vedrete”. Come a dire: mettiamoci insieme in cammino, venite, facciamo un percorso insieme perché due è meglio di uno.

A me piace camminare, soprattutto in montagna, mi sento più vicino all’umanità. Quando in montagna sei sul sentiero, ci sei tu, la natura (e Dio per chi crede) ed ogni uomo che incontri è un fratello ché non c’è differenza tra la tua fatica e la sua. Per questo in montagna, come in mare, si tende sempre la mano nel bisogno e non ci si pone mai la domanda se aiutare o no.

Spero di essere stato un buon compagno di viaggio per qualcuno e se non lo sono stato chiedo perdono. Vuoi tu essere mio compagno di viaggio?

 

 

Sant’Aureliano (Buendia)

Wednesday, January 10th, 2018

Piccola storia di ufficio:

Tra colleghi si parla di compleanni. Io sono nato il 16 giugno, il più bel giorno dell’anno, anche se sul calendario è indicato Sant’Aureliano che non ho mai sentito.

Io rispondo ridendo: <<Sant’Aureliano Buendia!>>

<<Chi?!?>>

<<Il colonnello Aureliano Buendia promotore di 32 insurrezioni e tutte perse, il primo uomo nato a Macondo, protagonista del libro Cent’anni di Solitudine>>

<<E chi è?!? Io ho letto giusto i libri di scuola>>

Sipario

 

Moncalvo in rete calma piatta

Saturday, January 6th, 2018

Il tenutario di questo misero blog ha iniziato il 2018 all’insegna dei cambiamenti. Dopo anni di riflessioni, ripensamenti, dubbi amletici e morettiani, serate a leggere tweet e di sconforto totale per la propria incapacità di scrivere, ha deciso il grande passo:  è attivo un account su Twitter (@mcSimoneWeil) che se volete, bontà vostra, ci si vede (legge) anche lì.

Per il resto è calma piatta sulla rete per Moncalvo. Il sito Moncalvoviva in perenne manutenzione, la pagina FB di Moncalvoviva non è niente di che e le altre pagine FB di Moncalvo non sono di livello migliore. Insomma nulla è cambiato e temo che nulla cambierà fino alle prossime elezioni. Allora vedremo il solito proliferare di siti e pagine FB piene di proclami sulle potenzialità di internet per Moncalvo e il Monferrato a cui seguiranno migliaia di like che si scioglieranno come neve al sole appena dopo.

Sono pessimista e ci vorranno anni di duro lavoro a testa bassa per recuperare questo divario digitale. Il mio augurio è di trovare 3/4 persone di buona volontà e iniziando da un piccolo progetto e con costanza, senza scoraggiarsi, andare avanti.

 

 

Buon 2018

Sunday, December 31st, 2017

Ormai siamo agli sgoccioli ed è tempo di bilanci. Questo 2017 è stato per me un anno di transizione e di ricorrenze. Ho sognato, ho riso, ho pianto, mi sono commosso per l’affetto che ho ricevuto da persone che, nonostante tutto, mi vogliono bene a loro rischio e pericolo. E la mia grande colpa è che non ho detto abbastanza grazie per l’affetto ricevuto.

Spero che il prossimo anno sarà quello decisivo per alcuni progetti (sogni) che ho nel cassetto.

Buon anno ai miei affezionati 5 lettori.

P.S.: il mio ultimo buon proposito del 2017 è arrivare sobrio al brindisi della mezzanotte 🙂

 

Buon Natale 2017

Saturday, December 23rd, 2017

Buon Natale ai miei affezionati lettori

Consolazione

Saturday, November 18th, 2017

Un buon animatore non cerca consolazione. E io non cerco consolazione.

Nostalgia canaglia

Sunday, November 12th, 2017

Come sanno i miei cinque (affezionati?) lettori, con Katia siamo tornati a dare un piccolo contributo all’Oratorio di Moncalvo, cercando di fare un cammino di gruppo con i ragazzi di 13-14 anni.

Il gruppo, in ricordo dei vecchi tempi, lo abbiamo chiamato “gruppo giovani” e il fatto che questo nome sia già stato usato (ed abusato) ai miei occhi non ne diminuisce affatto il valore. Fino ad oggi non è che abbiamo fatto chissà che cosa; ci siamo incontrati, abbiamo cercato di conoscerci meglio; alcuni incontri sono andati bene, altri così così, come credo sia normale. Insomma, stiamo camminando insieme, e per me questo è già il premio.

Sabato scorso ho pensato di incentrare l’incontro sul tema dell’amicizia, consapevole che questo argomento è fondamentale sia nella vita dei ragazzi che in un cammino di gruppo. Ho recuperato un “vecchio gioco di Klaus Vopel”, un leggerissimo adattamento nello svolgimento e pronti via, ne è venuto fuori l’incontro più bello fatto fino ad ora. I ragazzi entusiasti e mai visti così coinvolti e attenti alle loro emozioni, ai loro pensieri.

Io stesso non mi ricordavo più bene come fosse bello fare gruppo. Come fosse potente, formativa, coinvolgente, l’esperienza di gruppo insieme ai ragazzi. E proprio sabato, a tradimento, mi hanno ripreso i ricordi del nostro (mio e di Katia) gruppo. Che nostalgia della sensibilità di S., dell’intelligenza di L., di A., di M., di A., e via via tutti gli altri. Ho ripensato al cammino fatto insieme, a quanto abbiamo costruito, a quanto abbiamo appreso. Alle vittorie e alle sconfitte. A quello che siamo stati capaci di fare e al cammino che non siamo stati capaci di continuare per varie ragioni.

Sono sempre stato una persona che guarda al futuro, che ha sempre pensato che un gruppo nasce, cresce, ed è destinato a morire, perché è giusto che ogni persona faccia le proprie scelte e segua la propria strada. Per me un gruppo non è mai per sempre. Però sabato mi sono guardato indietro e la nostalgia è stata fortissima.

E temo questa nostalgia. Mi spaventa. Non deve influenzare minimamente le mie scelte, i miei pensieri, il mio cammino attuale. Come diceva Simone Weil, bisogna tagliare senza misericordia tutto quanto è illusione nel nostro rapporto con gli altri. A maggior ragione nell’animazione. E nell’amicizia si nutrono le speranze l’uno dell’altro e si rispettano i sogni l’uno dell’altro.

 

 

Dieci anni

Monday, November 6th, 2017

Oggi sono dieci anni. Ormai sono nella seconda parte delle statistiche sulla durata dei trapianti. Sensazione strana. E’ come se nella mia vita ci fosse un prima e un dopo. Non ho mai smesso di chiedermi perché? Ho qualcosa da fare/dire qui? A cosa servo e se si perché io non riesco ancora a capirlo?

Alcune volte mi sembra di avere una miniera d’oro nel cuore da scavare e condividere con chi mi sta accanto, con le persone che frequento. Altre volte mi vergogno di questi pensieri e mi dico che non conto nulla, non ho capito nulla e sono solo illusioni.

Eppure tutte le volte che mi guardo dentro, mi accorgo di essere certo che nessun uomo è un isola, intero in se stesso. Dobbiamo sempre guardarci intorno.

Questa sera ho riletto questo vecchio post di tre anni fa:

Sette anni

Cara amica,

sono sette anni. Un buon traguardo.

Sette anni fa grazie al tuo grande gesto d’amore, tu, una donna (e chi altri se no?) morendo hai concesso ad altre persone, tra cui il sottoscritto, di tornare a vivere. Una morte ha ridato la vita, all’apparenza un ossimoro.

Ti penso spesso. Ti immagino madre e sposa felice, con tanti progetti per il futuro, e non posso non sentire dolore per te e per chi ti amava. I bambini? Come stanno oggi? Io so cosa vuol dire crescere senza un padre, ma come si supera, come si argina la sofferenza, lo strazio per la perdita della mamma?

E da questa marea di dolore è uscita la mia felicità, è arrivata Adele, e poi, come in una cascata, tutta la ritrovata normalità di una vita senza dialisi, senza dolore fisico e spirituale.

Mi domando se è giusto. Perché alla fine si è trattato di questo: di una vita per una vita. La tua vita interrotta è stata l’inizio della mia nuova vita. La meritavo? E perché io si e tu no? Perché al mondo c’è bisogno di un Maury e non c’era bisogno di te?

Domande a cui non so rispondere. Ed è sette anni che me le pongo. Quasi ogni giorno alzandomi.

Mi sono però dato questa regola: ad un grande gesto d’amore deve corrispondere una grande umanità. Vivere la mia vita nel modo più umano possibile, cercando di “comportarsi bene” come diceva mia mamma; che non vuol dire solo essere buoni, ma significa che ci sono le cose giuste e quelle sbagliate; e bisogna fare quelle giuste.

Oggi più di ieri.

Sentire il dolore delle persone, e compatirlo, nel senso di patirne anche noi una parte, perché nessun uomo è un’isola come già diceva John Donne e il dolore e la sofferenza degli altri è anche un poco il mio dolore e la mia sofferenza.

Oggi più di ieri.

Se la mia vita ha un senso, se c’è Adele, se sto bene è perché una persona per me estranea ha incrociato la sua vita con la mia. In questo incrocio lei mi ha donato la sua vita come gesto di scommessa sulla bontà degli uomini e sull’amore. E quella persona, non più estranea, se tu cara amica, che sei parte di me.

Cara amica, in questi sette anni portandoti con me, nonostante i buoni propositi non credo di essermi meritato sempre il tuo gesto d’amore. Ma anche negli errori non mi sono mai tirato indietro dalle mie responsabilità e ho sempre chiesto scusa, cercando di imparare a non ripeterli. E credo proprio che questo sia anche merito tuo.

Vivere non è facile e tu certamente lo sai, ma il tuo gesto mostra che proprio sull’amore bisogna costruire la nostra vita se vogliamo che abbia un senso, per quanto corta o lunga sia.

Grazie cara amica. Ti ricordo sempre.

Oggi più di ieri.

E’ ancora valido in occasione del decennale.

Un abbraccio cara amica.

Villanova d’asti: la nostra piazza indipendenza?

Sunday, August 27th, 2017

Io non ho la soluzione in tasca sul problema dell’immigrazione. Né conosco a fondo la materia e la situazione nell’astigiano, che peraltro da quello che leggo, non mi sembra così in emergenza.

Detto questo, mi sgomenta (e preoccupa) che il sindaco di Villanova d’asti trovi modo di definire “troppe” 15 donne (e bambini) che arriveranno a breve in una casa di accoglienza posta nella frazione Stazione di Villanova d’Asti.

Se anche l’arrivo di donne e bambini ormai è visto con sospetto, paura, apprensione, allora è segno di quanto in profondità ha scavato la paura, la diffidenza, nei confronti di persone che hanno l’unica colpa di essere diverse da noi e scappare da situazioni disperate.

Se questo è il Monferrato (patrimonio Unesco) che i nostri politici (e la nostra società) ha in mente; ebbene questo Monferrato io non lo voglio.

 

Colle Pinter (2777 metri) Luglio 2017

Sunday, July 16th, 2017

Dal Colle Pinter (2777 metri) verso i Laghi del Pinter. Luglio 2017

La bellezza e le emozioni che solo la montagna può darti.