Modelli freemium e acquisti in app

Come al solito i giornali fanno articoli scandalistici e fuorvianti su Internet e le nuove tecnologie. L’ultimo è di Repubblica sui cosidetti modelli Freemium dove subdolamente (nenache poi tanti) vengono accusati di essere pericolosi perchè permetto ai bambini di fare acquisti all’insaputa dei genitori che poi si ritrovano centinai di euro da pagare.

Ora non so voi, ma io ad Adele, che usa senza nessun problema iPod e iPad, non ho mai dato password ed ho fatto come Mantellini:  vuoi qualcosa? me lo chiedi. Non credo di essere un genitore speciale, anzi, e questo modo di comportarsi dovrebbe essere lo standard nell’epoca attuale.

Capisco che è difficile per molti genitori adeguarsi alla società digitale ma credo che non ci siano alternative. E il caso in questione dimostra solo, ancora una volta, quanto sia grande il nostro digital divide culturale.

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2 Responses to “Modelli freemium e acquisti in app”

  1. Noemi says:

    I dispositivi Apple permettono anche di bloccare l’accesso ad alcune app consentendo l’accesso solo a quelle stabilite, così i bambini possono usarli tranquillamente senza il rischio di cancellare numeri dai contatti o documenti importanti dei genitori! 😉

    • Maury says:

      @Noemi certamente i dispositivi apple offrono questa opportunità ma credo, IMHO, che qui l’oggetto del contendere sia altro; ovvero attribuire alla tecnologia delle colpe per l’uso improprio di essa. Se posso permettermi un paragone un poco forzato, ma che rende l’idea, è come se dicessimo che la colpa di chi viene investito da un auto è del costruttore dell’auto e non di chi guidava o di chi ha attraversato senza guardare.
      Io “amo” internet, credo che sia una delle più grandi invenzioni dell’uomo, cambierà e in parte ha già cambiato la nostra vita. Detto questo non credo che la rete sia il paradiso, popolata solo da persone per bene, come nella vita incontri il bene e il male, così è in rete. A me piacerebbe che come i miei genitori mi hanno insegnato alcune regole della vita “analogica”, i genitori odierni insegnino ai loro figli alcune regole per la vita “digitale”. Niente di stratosferico, mica si chiede di spiegare il tcp/ip!