Sono andato al mare (ohhh)

September 2nd, 2018

      

I miei affezionati 5 lettori non ci crederanno mai, ma sono stato in vacanza al mare, per la felicità di Adele e Katia.

Mi sono divertito e ho mangiato benissimo. Ma la felicità e la serenità che ho visto negli occhi di Adele e Katia mi hanno aperto il cuore.

Io abituato ai colori “monotoni” delle case di montagna, ho scoperto case con colori bellissimi e fatto foto con luce che non avevo mai visto. Ho immaginato la vita delle persone che abitano in queste case, la loro quotidianità le gioie, gli affanni, i dolori.

Una bella vacanza…    

 

 

 

 

 

La montagna

August 11th, 2018

A volte capita che amici mi chiedano perchè ami così tanto la montagna.

Per rispondere a questa domanda parto da lontano: una delle più belle descrizioni sul perchè le persone vanno in montagna, a fare lunghe marce faticose per raggiungere rifugi, vette, colli, laghi ecc. l’ho ascoltata ormai parecchi anni fa da Marco Paolini durante il suo ormai famoso monologo sul Vajont.

In questo passo Paolini paragona il libro sul Vajont di Tina Merlin (Sulla pelle viva) alle persone che vanno in montagna. Tutti i giornalisti che arrivarono sul posto della tragedia e la raccontarono con la loro visione di “formiche spaventate” vedendo le cose solo dalla loro prospettiva dal basso. La Merlin già da tempo raccontava (inascoltata) del Vajont (e qui parte il paragone) come chi va in montagna e vede le cose da una prospettiva diversa dall’alto. Avete presente quando vi svegliate la mattina presto e camminate e sudate da ore sotto lo zaino verso il rifugio che è là e sembra di non arrivare mai e tu sei li che ti domandi chi te lo ha fatto fare quando ti casca l’occhio dietro e capisci da solo. Perchè il fondovalle da dove sei partito ormai è coperto di nuvole ma tu ormai sei sopra e a 360° vedi le montagne, le crode, le punte, che ti sembra di poterle toccare come il rapace e hai la prospettiva del falco, di chi vede le cose prima da sopra, dall’alto.

Ma non è solo questo. Andare in montagna è si salire fisicamente ma anche scendere interiormente; scoprire regioni dentro noi stessi inesplorate, confrontarsi con noi stessi, le nostre paure, la fatica, i limiti. Riconoscere che a volte non è l’uomo la misura di tutte le cose e la natura (che pensiamo di dominare) è ancora incontrastata.

La montagna mi ha insegnato il rispetto, anzitutto verso la fatica e le persone, chiunque esse siano. Perchè in montagna non c’è differenza tra giovani, anziani, ricchi, poveri, bravi e meno bravi; tutti faticano, tutti sono sul sentiero che stai facendo anche tu, la loro fatica è anche la tua. E poi la condivisione, lo scambio, l’aiuto reciproco. Per me è sempre un piacere ascoltare i racconti di passeggiate, scalate, escursioni fatte da altri. Mi piace vedere i loro occhi quando raccontano, ascoltare la loro voce e cercare di capire le emozioni profonde che hanno vissuto.

La montagna è anche silenzio. Nella nostra vita frenetica, ha sempre rappresentato per me la possibilità di trovare un luogo dove poter contemplare insieme il paesaggio fuori e quello dentro di sé. Un oasi dove riflettere sulla propria vita, ricalibrarla, rivederla appunto dall’alto, da sopra.

La montagna è come la primavera, non stanca mai. Hai sempre curiosità di vedere cosa si nasconde dietro quel bosco, oltre quella cima, come è cambiato il lago che hai visto lo scorso anno, che valle ci sarà oltre quel colle. E il sentiero per arrivare alla meta non è mai uguale a quello fatto la volta prima, perchè tu non sei quello di prima, la fatica non è mai uguale, come le emozioni non hanno mai la stessa intensità.

Ho imparato a rispettare il mio corpo, i miei limiti. Adattare il passo a chi ho accanto, perchè se si decide di camminare insieme ci si aspetta, con amore e un sorriso di incoraggiamento, perchè non è mai bello arrivare soli alla meta se si è in due.

E poi la montagna per me è anche questa foto fatta da Adele

 

La banda larga arriverà a Moncalvo

April 29th, 2018

Ho appreso solo oggi, certo la colpa è mia ma non è che la notizia sia stata divulgata eh, che il Comune di Moncalvo firmerà la convenzione con il MISE, la Regione Piemonte e Infratel Italia Spa per portare anche a Moncalvo la tanto attesa banda ultralarga.

La notizia mi fa certamente piacere perchè finalmente qualcosa si muove nell’asfittico panorama della rete internet di Moncalvo e dintorni. Certo non sarà la soluzione del problema del digital divide culturale, anzi, non farà che acuire le ormai note domande sul cosa se ne farà Moncalvo della banda larga non avendo nè l’attuale amministrazione, nè i cittadini, la più pallida idea di come sviluppare una cultura digitale, ma su quest’ultimo punto spero di essere smentito.

(grazie agli amici di Moncalvo Viva per la segnalazione)

Dosare tempo, twitter e blog

April 1st, 2018

Mi scuso con i miei affezionati 5 lettori di questo blog. Lo sto trascurando.

E’ che il periodo è difficile e quindi per me è più immediato e meno “problematico” usare Twitter @mcSimoneWeil

Cercherò di scrivere qualcosa nei prossimi giorni. Perdonate.

Un abbraccio.

Storia di una FAV e di Twitter

March 2nd, 2018

Noi trapiantati renali (come tutti i trapiantati) siamo persone speciali. Prima del trapianto il nostro corpo si è adattato a convivere con una macchina (il rene artificiale) che ci permetteva di vivere. La dialisi è di due tipi: Peritoneale o Emodialisi. Il sottoscritto ha fatto emodialisi per mezzo di una FAV prossimale al braccio destro. In parole povere una FAV è niente altro che un collegamento diretto tra una vena ed una arteria in modo che per mezzo di aghi (di giuste dimensioni) sia possibile trasferire il sangue al rene artificiale, pulirlo (questo fanno essenzialmente i reni) e rimetterlo nel paziente.

Una FAV è, nei dializzati un punto critico, e non è raro che si formino trombi o si infiammi eccetera. Quando finalmente si è tra i fortunati trapiantati, di norma la FAV non venendo più usata tende a chiudersi spontaneamente o megli si trombizza senza conseguente.

In rari casi si assiste a trombosi con infiammazione. Ebbene potevo farmi mancare qualcosa? Nella notte tra giovedì e venerdì scorso mi sveglio con un dolore al braccio e lo vedo come ci fosse una pallina da ping pong sottocute dove la FAV.

Cazzo che succede? La fistola è chiusa! Non dovrebbe essere così. Al mattino vado in ospedale e il mio nefrologo tutto “contento” mi dice: era anni che non vedevo una cosa simile un raro caso! Che culo penso io, ma in pratica? Ti va bene che sei trapiantato, niente che non si possa curare con una quindicina di giorni di antibiotico e siringate di eparina.

E così con un braccio che sembra quello di braccio di ferro, cefalosforine e eparina mi accingo a passare i miei 15 giorni fortunati di marzo.

Ma ogni cosa ha il suo risvolto positivo. Raccontando della botta di culo avuta su Twitter, mi sono ritrovato oggetto di affetto, comprensione, incoraggiamenti e vicinanza umana, come non mi era capitato da tempo. Persone sconosciute, se non la conoscenza iniziale che si può avere dopo appena tre mesi di social, che mi hanno espresso affetto e vicinanza, virtuale fin che si vuole, ma che io ho sentito sincera.

Capisco che qui stiamo sottilizzando e che non “costi nulla” mettere un like e scrivere un tweet. Ma credo anche che questi sono i nuovi strumenti di iterazione tra le persone e che lo si voglia o no dobbiamo dare un senso anche a questo. E a me piace dare un senso positivo.

Un sorriso fa comunque bene

February 13th, 2018

In questo post Luca Sofri giustamente afferma il valore di un sorriso “a prescindere” come direbbe il grande Totò.

Provate a sorridere alla gente che incontrate come ha fatto @GattaScarlatta e avrete sorprese.

Un tasto non mi piace per Facebook

February 10th, 2018

Il Post segnala che Facebook sta testando un tasto “non mi piace” da affiancare a “mi piace”.

Mi aspetto che Twitter affianchi al tasto “cuore” anche quello “cuore infranto”

Pensiero e azione

February 3rd, 2018

Credo che oggi sia stata una delle giornate più nere di questo disgraziato paese. Le parole non sono senza conseguenze e temo che pagheremo a caro prezzo chi pronuncia parole di odio e divisione.

Nessuno può pensare che le proprie azioni non derivino direttamente dalle proprie parole, dai propri pensieri. Pensare bene, parlare bene significa anche agire bene e per il bene degli altri.

Nel mio piccolissimo, cerco sempre di far capire ai ragazzi, che le loro emozioni belle, i loro pensieri positivi devono trovare un modo di essere messi in pratica. La bellezza e il bene hanno bisogno di manifestarsi in gesti concreti. Solo così si cresce come persone.

E le diversità sono ricchezza, stimoli per non chiuderci in noi stessi pensando di essere arrivati a comprendere tutto.

Riconoscere nell’altro un fratello è un atto che dà la cifra della nostra umanità.

Giornata della Memoria 2018

January 27th, 2018

Sami Modiano per non dimenticare

 

Influencer si o no?

January 21st, 2018

Ieri pomeriggio con i ragazzi si rifletteva su quali sono i nostri influencer, quelle persone che in un modo o nell’altro hanno influenza sulla nostra vita. Le risposte sono state le più diverse: chi l’amica, chi il proprio attore/cantante preferito, chi i nonni, eccetera.

In un buon gruppo, ma anche in un team, l’animatore o comunque colui che “guida” ha una grande influenza sugli altri ma questa deve essere accompagnata da una grande responsabilità. Quanti gruppi si sono bruciati e le persone si sono perse per la mania di grandezza di uno. Da grandi poteri derivano grandi responsabilità.

Più che influencer sarebbe bello cercare di essere compagni di strada, fare insieme un cammino, esperienze. Mi piace molto l’idea che le persone che in qualche modo sono dei miei riferimenti, facciano un pezzo di strada insieme a me, mi aspettino/mi aiutino se sono in difficoltà. Poi magari ad un bivio della vita ci si separa per fare strade diverse e cercare altri compagni di viaggio; ma le esperienze, il vissuto e il ricordo del cammino fatto insieme rimarranno per sempre. Questo è quello che mi piacerebbe essere.

Questo è quello che serve alle nuove generazioni: dei compagni di strada.